Banda larga: il WiMax italiano costretto a zoppicare.

Di Giulio Boresa.

Mytech, 16/3/2005.
http://www.mytech.it/news/articolo/idA028001061818.art.
Il WiMax in Italia avanza zoppicando, nonostante le proteste degli operatori, mentre in Francia e in Gran Bretagna è già pronto a partire al galoppo.
Questa tecnologia, considerata l'evoluzione del Wi-Fi, permetterebbe di portare la banda larga ovunque (anche in campagna), grazie a onde radio che arrivano a coprire aree lontane fino a qualche decina di chilometri dall'access point.
Manna dai cieli, quindi, per gli utenti non raggiunti da Adsl. Peccato che "solo a metà febbraio si è aperto un tavolo con il Ministro delle Comunicazioni per sperimentare il WiMax sulle frequenze 3,5 GHz. E ci vorranno altri due, tre anni per il lancio commerciale", dice Marco Caldarazzo, amministratore delegato di NoCable, uno degli operatori Wi-Fi che più si sono mostrati interessati al WiMax.
"Al tavolo, per avere il permesso a sperimentare, c'erano sette operatori, oltre a NoCable: Tin, Megabeam, Micso, tra gli altri". Finché la fase è quella delle sperimentazioni, agli operatori è negata per legge la possibilità di vendere il servizio. Resta insomma ancora illegale offrire al pubblico il WiMax.
Lo stabiliscono le clausole del decreto Wi-Fi, varato dal Ministro a maggio 2003, secondo il quale questo tipo di servizi via radio devono essere limitati ad aree circoscritte. Ma tali non possono essere quelle raggiunte dal WiMax, il cui punto di forza è appunto quello di dare banda larga wireless a lunga distanza. "In Italia si vogliono così difendere gli interessi degli operatori di rete mobile, che hanno investito milioni nell'Umts e ora sarebbero minacciati dal WiMax", è l'accusa di Caldarazzo.
Gli attuali standard WiMax permettono di avere banda larga solo su una postazione fissa, collegata a un'antenna raggiunta dalle onde radio. Ma i prossimi standard, che Ieee dovrebbe varare nel 2006, permetteranno di riceverle anche in mobilità. Per questo motivi sarebbero servizi analoghi (forse concorrenti) a quelli Umts. Ovvio allora che intorno al WiMax stiano montando le polemiche e l'attenzione degli operatori: ci sono grandi interessi in gioco.
Una tecnologia wireless a lunga distanza è un po' un jolly: attraversa tutti i settori della telefonia, mobile e fissa, e può scuotere equilibri consolidati tra gli operatori. Il clima si stia scaldando, al punto che Assoprovider il 13 marzo ha mandato una lettera di protesta al Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. I provider associati sostengono che, impedendo il WiMax, il governo sta minacciando la libera concorrenza e lo sviluppo tecnologico dell'Italia. Chiedono di potere usare le frequenze 2,4 e 5 GHz senza costi di licenza e limiti territoriali. Mentre in Italia si discute ancora, in Francia e in Gran Bretagna la via è libera, nessuna legge impedisce il WiMax. Sarà infatti lanciato rispettivamente dagli operatori Altitude Telecom e Telebria nel corso di quest'anno.
Giulio Boresa.
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