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UICIECHI.IT: OTTOBRE 2007 - Numero 10.

Ngi, l'Adsl a basso costo per chi non fa p2p.

Di Giulio Boresa.

Mytech, 11/9/2007.

http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001069521.art.

Sono emersi i dettagli dell'Adsl di Ngi a basso costo e con peer to peer limitato, già annunciata. Si chiamerà F5 Mini, avrà una banda di livello base (2/0,256 Mbps). Ngi dice a MyTech che l'Adsl sarà disponibile a partire dal 17 settembre. Punti di forza, un buon livello di banda garantita (128 Kbps) e il prezzo, 19,50 euro al mese Iva inclusa. Punto debole, un limite automatico sulla banda destinata al peer to peer: l'utente non potrà superare i 128 Kbps in download e i 256 Kbps in upload.

La Mini inaugura una nuova tendenza in seno alle Adsl: quella di dare agli utenti banda variabile a seconda delle applicazioni usate, in modo da ottimizzare costi e prestazioni a seconda delle esigenze di ciascuno. È un modo in più per personalizzare l'offerta. Del resto, se qualcuno non fa peer to peer, perché dovrebbe pagare di più? È noto che il peer to peer ha un carico (e quindi un costo) molto elevato sulla banda e sulle risorse dei router dei provider. I quali sono quindi disposti a premiare con uno sconto gli utenti che non fanno peer to peer.

Ngi dice che se la Mini andrà bene, renderà possibile acquistare Adsl con peer to peer limitato e a prezzo ridotto su altri tagli di velocità. È un mercato tutto da esplorare. Già il provider Vira aveva tentato di offrire questo tipo di Adsl, ma a 15 euro al mese. Era l'Adsl più economica sul mercato. Ma è durata poco; la stessa Vira è in liquidazione dalla settimana scorsa.

La Mini è più cara dell'Adsl di Tele2 (16,90 euro al mese) e poco meno di Alice Flat (19,95 euro al mese). Entrambe però non sono limitate nel peer to peer. Alice Flat, inoltre, è destinata a passare ai 5 Mbps in download entro quest'autunno (secondo gli annunci Telecom). Perché allora acquistare la Mini, di Ngi? Solo per un motivo: per fare conto sulla garanzia di banda e di qualità per cui sono note le Adsl di Ngi; le basse latenze, l'assistenza tecnica professionale. Per gli utenti di Ngi- che già ora pagano Adsl a 2 Mbps a un prezzo doppio rispetto ad Alice Flat- sono motivi sufficienti.

L'obiettivo è aumentare la velocità delle connessioni, la loro affidabilità (tallone d'Achille delle Adsl domestiche) e ridurre la latenza. Il che va incontro alle esigenze degli utenti di Ngi, che si rivolge appunto agli heavy user, appassionati di gioco online, VoIP e peer to peer. Un altro upgrade della rete sarà fatto più avanti- annuncia Ngi- appunto per migliorare il peer to peer, che equivale a circa il 70 per cento del traffico.

Si noti che in Italia è peer to peer circa il 50-60 per cento dei pacchetti scambiati sulla rete, quindi Ngi è sopra la media (ma non di molto). Ngi installerà infatti per ogni link di raccolta un router dedicato (ognuno costa 30 mila euro), per fronteggiare il carico di lavoro che, a causa del peer to peer, grava sulle risorse hardware del provider.

Il terzo gradino di questo upgrade consiste nell'attivazione di un cluster Cisco Sce 2000 (da 400 mila euro) per analizzare e gestire il traffico. Servirà insomma alla Qos (Quality of service) e al traffic shaping, per evitare la saturazione nel network nei momenti critici. Il che dimostra che anche un provider amico del peer to peer, qual è Ngi, non può fare a meno della Qos per gestire gli eccessi di traffico. Anzi, le tecniche di ottimizzazione del network tenderanno sempre più a evolversi e a essere adottate dai provider. Possono essere vantaggiose per gli utenti finali, se usate a fin di bene. Possono essere perniciose, invece, se servono ai provider per risparmiare sull'acquisto di banda e per limitare quindi gli utenti che fanno troppo traffico.

Infine, Ngi annuncia che presto arriverà una Adsl a costo ridotto ma con limiti d'uso del peer to peer (che è quindi sempre il cuore della strategia del provider).

Il tutto dimostra anche che ormai è tempo di investimenti, per provider di qualsiasi grandezza. Sono necessari per restare a galla, vista la tendenza del mercato a consolidarsi.

Per chi non può o non vuole seguire questa strada, si prevedono tempi duri, come potrebbero dimostrare le recenti sfortunate vicende di Elitel, Telvia e Vira (che è stata appena messa in liquidazione).

Giulio Boresa.