UICIECHI.IT: OTTOBRE 2007 - Numero 10.
NON è MAI TROPPO TARDI.
Di Nunziante Esposito.
Quarta puntata, terzo ciclo.
Adattamento per disabili visivi delle lezioni tratte dal progetto " Non è mai troppo tardi " di Rai Educational in convenzione con il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie.
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TERESA: Che hai sbagliato solo tu nella vita? Sapessi quanti errori ho commesso io, prima di tutto per avere sposato un uomo sbagliato, poi per avere tenuto nascosto, il figlio che io adoro, solo perché figlio di quell’uomo. E poi la mia relazione con il Professore.
MEDICO: Eh sì, lo pensavamo tutti che in effetti tra te e il professore ci fosse qualcosa, come dire, di tenero.
TERESA: Il professore è una cara persona, mi ha sempre rispettato, mi è stato molto vicino, mi ha sempre consigliato, ma sai, non era l’amore, intendo quello vero, quello con la a maiuscola.
MEDICO: E’ bellissimo, l’amore con la a maiuscola, sai io credo che nella vita si incontrino diversi amori come quello.
TERESA: Ah, perché tu sei stato innamorato più di una volta? E tua moglie?
MEDICO: Ma no ma cosa hai capito? Io mi sono innamorato diverse volte, ma non di un’altra donna oltre a mia moglie, io sono innamorato dei miei figli, dei miei nipoti, sono innamorato del mio lavoro, mi sono anche innamorato dell’Africa, che purtroppo poi ho tradito. Bene ora lo sai, tu sei la prima degli amici a saperlo, mi sono innamorato di un bambino tibetano bellissimo che vive in un villaggio, anzi guarda, sì io e mia moglie abbiamo fatto l’adozione a distanza e mi hanno mandato una fotografia e anche la pagellina. Guarda.
TERESA: Ma guarda è bellissimo, ma non solo il bambino ma quello che avete fatto tu e tua moglie per questa creatura. L’amore per un bambino che aiutate a crescere anche senza conoscerlo, questo sì che è amore vero.
MEDICO: E’ come l’amore per i propri figli, è proprio un amore con la a maiuscola.
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FRANCESCA: Buongiorno a tutti. Dunque vedo che avete tutti notato l’assenza della nostra Luisa che starà via per qualche lezione, ha degli impegni fuori città e quindi io conto sul fatto che qualcuno di voi la metta naturalmente al corrente di quello che facciamo, vero?
CARLO: Se siete tutti d’accordo informerò io Luisa.
SALVATORE: Speriamo che torni presto, senza la mia compagna di banco mi sento solo.
FRANCESCA: Benissimo, allora state tranquilli tornerà prestissimo però io direi ora di iniziare la nostra lezione se siete d’accordo.
MARIANNA: Che cosa ci spiega oggi Francesca?
FRANCESCA: Pensavo di cominciare da un ripassino per quanto riguarda il programma di videoscrittura di word, quello che ha usato lei Marianna per il suo libro dei ricordi, naturalmente voi vi ricordate tutto no?
TUTTI: Sì.
FRANCESCA: Bene, quindi vi ricorderete tutti come si apre, si va su menu avvio, programmi o tutti i programmi, microsoft office, microsoft word e premiamo invio.
Si apre il programma di scrittura e viene visualizzata una pagina vuota.
Nota bene: qualche versione di Office, mette direttamente il comando Microsoft Word in menu avvio, programmi o tutti i programmi.
SALVATORE: Che bella questa pagina vuota! Ancora tutta da riempire con pensieri e riflessioni. Mi ricorda l’approccio con un articolo quando facevo il giornalista. Come cominciare? Beh la cosa più difficile quando si scrive un articolo è proprio sapere come cominciare, e allora si usava la macchina da scrivere eh
FRANCESCA: Oggi scrivere su un foglio di word Salvatore non è neanche tanto diverso, basta digitare le parole sui tasti del computer, proprio come faremmo con una macchina da scrivere, soltanto che naturalmente abbiamo molte più opzioni.
TERESA: Sì Francesca possiamo scegliere lo stile del carattere di quello che scriviamo, la grandezza, il grassetto, il corsivo, e perfino il colore di quello che scriviamo.
FRANCESCA: Benissimo, allora facciamo degli esempi. Scriviamo TERESA, spostiamoci al centro del nostro foglio con control più A, e scriviamo TERESA. Poi ci posizioniamo con il tasto home sulla T di Teresa,selezioniamo con control più shift più freccia destra, ricordate, e possiamo cominciare come accennava appunto la nostra Teresa, ad ingrandire il carattere e possiamo farlo per esempio in un’altra scrittura più leggibile, Arial, Quindi, premiamo control più O, scegliamo con freccia giù Arial, premiamo tab per spostarci sulla grandezza, freccia giù fino a 20 e premiamo invio per confermare.
Poi già che è selezionato possiamo, per esempio, modificare lo stile mettendo in grassetto con control più G, così da renderlo più marcato. Se vogliamo rendere il testo corsivo, premiamo control più I. Se vogliamo rendere il testo sottolineato premiamo control più S.
Tutti questi comandi rapidi, agiscono sul testo evidenziato, oppure, se li attiviamo senza selezionare del testo, su tutto quello che scriveremo dopo la loro attivazione.
Come certamente ricorderete, tutti questi comandi si possono dare anche dai menu, ai quali si arriva premendo alt, e dalle barre degli strumenti, la cui apertura si effettua premendo prima alt e poi control più tab. Se vi ricordate, dopo la pressione di alt, ad ogni pressione di control più tab si accede ad una delle barre degli strumenti attivate dai menu. Su ogni barra, poi, ci si muove usando tab e le frecce direzionali.
SALVATORE: Così però il testo resta nero, mentre per selezionare il colore?
FRANCESCA: Per selezionare il colore vi ricordate, dobbiamo andare nei menu o sulla barra di formattazione. Dal menu formato scegliamo carattere e premiamo invio. Si apre una finestra con una serie di campi e con tab possiamo raggiungere il campo dei colori, dove con le frecce, scegliere quello che vogliamo. Per la barra della formattazione, premiamo alt, premiamo control più tab due volte e con tab ci spostiamo sulla lista dei comandi presenti.
Quando troviamo Altri menu a pulsante, premiamo freccia giù e ancora con tab troviamo gli altri comandi. Tra questi, troviamo anche una casella ad elenco per la scelta del colore del carattere che effettuiamo con le frecce. In entrambi i casi, dopo aver scelto, confermiamo con invio.
Allora, posso posizionarmi sulla casella dei colori, mi appare tutta una lista di colori base e posso selezionare per esempio il rosso, Teresa diventa rosso e inoltre, come abbiamo visto prima, posso cambiare non solo il colore, ma anche il carattere, le dimensioni e non soltanto come abbiamo fatto prima con i comandi rapidi, ma selezionando il testo che voglio variare, posso ottenere questa variazione andando sia su formato e dando invio su carattere, sia attivando la barra degli strumenti.
In tutte e tre le modalità posso agire per modificare il testo scegliendo i differenti tipi di carattere, le dimensioni, lo stile e tutto quanto voglio modificare.
Supponiamo che Arial black ci vada bene, diamo l’okay premendo invio, ed ecco variato ulteriormente il testo che avevo selezionato.
Ogni screen-reader ha il comando per leggere la formattazione del testo, quindi, se vogliamo sincerarci delle modifiche eseguite, useremo tale comando che, per Jaws, è insert più F.
SALVATORE: E se voglio scrivere un testo più lungo come si faceva a dare al documento un bell’aspetto?
FRANCESCA: Dunque, una volta completato, diciamo così, il mio documento, supponiamo di averlo già scritto, dalla barra dei menu scelgo file e premo invio, altrimenti direttamente dal menu che apro con alt più F, seleziono con le frecce il comando imposta pagina e premo invio. In ambo i casi, mi si apre la finestra per impostare tutte le dimensioni della pagina. Da questa finestra io posso scegliere nei vari campi, sui quali mi posso spostare con tab, i margini, superiore, inferiore, sinistro, destro, prevedere uno spazio per la rilegatura, la grandezza della distanza dai bordi superiore ed inferiore.
Tutte le dimensioni sono espresse nella grandezza da noi scelta nelle impostazioni di Word. Sui vari campi troviamo dei valori predefiniti che possiamo cambiare. Possiamo modificare questi valori predefiniti usando le frecce verticali, oppure scrivendo direttamente le grandezze volute.
Generalmente le dimensioni sono espresse in centimetri, ma se non fosse così, con una pagina di Word aperta, andiamo nel menu strumenti, opzioni ed invio. Con control più tab ci portiamo sulla scheda Standard o generale, con tab raggiungiamo il campo per scegliere le dimensioni e con le frecce scegliamo centimetri.
Con tutti i valori che scelgo in questa schermata, posso, diciamo, dare una forma più consona al mio documento una volta che l’ho terminato. Poi una volta decisi i margini, raggiungo il pulsante OK con il solito tab e premo invio. Il mio documento assume l’aspetto che ho scelto.
MARIANNA: E poi bisogna salvare il documento dandogli il nome.
FRANCESCA: Esattamente, questo lo abbiamo fatto più volte. Allora, possiamo usare il comando salva con nome dal menu file che, come abbiamo visto apriamo con alt più F, oppure usiamo il pulsante salva dalla barra degli strumenti che apriamo, come abbiamo visto, con alt e poi control più tab. Però abbiamo anche il comando shift più F12, con il quale facciamo decisamente prima.
Qualunque dei tre comandi usassimo, si apre la pagina di salva con nome. Come abbiamo visto l'anno scorso, vi ricordate, su questa finestra ci si muove con il tasto tab, facciamo le scelte con le frecce e attiviamo i pulsanti con invio.
Le cose principali che questa finestra mi chiede sono la cartella dove voglio salvare questo mio documento e quale nome gli voglio dare.
Allora, Avendo scritto per primo Teresa, Word ci propone come nome del file proprio Teresa. Direi che Teresa va bene come nome per il mio documento perché ci ricorda subito che è riferito a quello che abbiamo scritto. Poi, mi sposto con tab fino alla casella Salva in ... e scelgo con le frecce, per esempio, di salvarlo sul desktop e premo invio per confermare. Non mi resta che cercare con il tasto tab il pulsante salva e premere invio.
In questo modo, vi ricordate, io posso chiudere il mio programma e andare a cercare sul desktop, cioè dove io ho salvato il mio documento.
In questo caso, premendo ripetutamente la lettera T, eccolo qui, io mi posiziono su Teresa.doc, premo invio ed ecco il nostro documento. Che dite piccolo ripassino merita una piccola pausa?
TUTTI: Sì.
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ANSELMO: Scusa Carlo, sono preoccupato, credo che Luisa stia male e anche la sua nipotina.
CARLO: Ma non dire stupidaggini, forse perché non viene in questi giorni a lezione? Ma no no che sta bene, è andata a Barcellona dall’altra figlia, la mamma della bambina che ha con sé.
ANSELMO: Eppure sono convinto che non stanno bene.
CARLO: Perché dici così, tu sai qualcosa che io non so eh!
ANSELMO: Scusa Carlo, quando si mangia carne di cavallo, lenticchie e fagioli, quand’è?
CARLO: Quand’è? quando uno sta poco bene e ha pochi globuli rossi, è anemico. Forse Luisa ha questo?
ANSELMO: Credo proprio di sì, e anche la sua nipotina.
CARLO: Ma scusa Anselmo, che cosa te lo fa pensare?
ANSELMO: L’ho sentito dire alla figlia l’altra volta al telefono, che vanno insieme alla nipote a fare ippoterapia, capito?! Vanno insieme a mangiare carne di cavallo.
CARLO: Ma vai a dormire Anselmo, mi hai fatto prendere un accidente lo sai, ippoterapia vuol dire utilizzare il cavallo come terapia. Hai capito Anselmo, non a mangiare carne di cavallo, Anselmo!
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FRANCESCA: Bene, dopo questa bella pausa andremo avanti sempre con word e impareremo delle operazioni diciamo così un po' più complesse.
ANSELMO: Come più complesse? Io faccio già fatica a ricordarmi quelle più semplici.
FRANCESCA: Ma no Anselmo diciamo così, non è che queste operazioni saranno proprio complesse, si fa per dire complesse, sono operazioni un pochino più sofisticate, diciamo che vogliamo dare al nostro testo un aspetto un po' più gradevole, okay?
Quindi apriamo di nuovo il nostro, da menu avvio il nostro programma di word, sempre passando attraverso programmi o tutti i programmi, microsoft office, e dando invio su Microsoft Word abbiamo la nostra pagina vuota.
Che cosa ci scriviamo?
SALVATORE: Io l’altro giorno ho rivisto un film che mi è sempre piaciuto molto, è un film con Totò, potremo scrivere una recensione tutti insieme.
FRANCESCA: Va bene allora mi dica il titolo così intanto cominciamo da quello
SALVATORE: “Totò e il terzo uomo”
FRANCESCA: Va bene.
MEDICO: Francesca ha visto? la t iniziale è diventata di colpo maiuscolo ma lei non l’aveva selezionata con il cursore e il mouse. Come è successo? Come ha fatto a cambiare da sola?
FRANCESCA: Bravo dottore, ottimo spirito di osservazione. In realtà non è cambiata da sola, il computer l’ha cambiata perché si è accorto che era la prima parola di un periodo.
ANSELMO: Oh mio Dio, il computer prendere iniziative, proprio come nel film 2001 Odissea nello spazio, decide lui per noi adesso.
FRANCESCA: No no Anselmo stia calmo, il computer non ha deciso niente, anzi, diciamo a tutti che il computer non fa nulla che non vogliamo che lui faccia, semplicemente questa è una opzione che è inserita in molti programmi, quindi che abbiamo in molti computer e si tratta della correzione automatica.
TERESA: Vuole dire che il computer può correggere eventuali errori nei testi che scriviamo.
FRANCESCA: Beh Teresa, dobbiamo fare una precisazione in merito a questa opportunità che offrono tutti i programmi di scrittura,quindi anche Word. Noi disabili visivi facciamo meglio a non usare completamente tutte le correzioni automatiche.
La ragione sta nel fatto che non potendo dare un colpo d'occhio al testo durante la digitazione, saremmo costretti a esplorare continuamente il testo o interrogare continuamente lo screen-reader per farci rilevare le correzioni che word esegue automaticamente.
Conviene impostare la correzione automatica solo per alcune cose come ad esempio la iniziale maiuscola ad inizio paragrafo, la dimenticanza del blocco maiuscole che ci evita di scrivere tutto in maiuscolo, la doppia iniziale maiuscola ad inizio parola e l'interpretazione degli indirizzi Internet e di posta elettronica come link.
Le restanti correzioni automatiche conviene disabilitarle perché ci darebbero solo problemi. Per farlo, basta aprire il menu strumenti con alt più S, freccia giù fino a correzioni automatiche ed invio. Si apre una multischeda sulla quale ci spostiamo da una scheda all'altra con control più tab e da un campo all'altro con tab. Su ogni scheda di impostazione troviamo le caselle di controllo, per default tutte attivate, che disattiveremo tutte tranne le quattro come suddetto.
Quando avremo terminato il nostro documento o in qualsiasi momento volessimo fare un controllo ortografico, premiamo F7 e facciamo fare a Word un controllo di quello che abbiamo scritto. La procedura ci segnala di volta in volta ogni parola rilevata ed eventuale correzione da applicare, consentendoci di poter fare una scelta tra probabili vocaboli corretti o di ignorare e proseguire con il controllo.
Con le impostazioni suggerite, si fanno correggere a Word solo piccoli errori d’ortografia, come una maiuscola che manca ad inizio paragrafo oppure una doppia maiuscola ad inizio parola. Vogliamo fare un esempio? Per esempio, scrivendo Teresa ad inizio paragrafo, la parola scritta con due maiuscole iniziali, notate, se io premo anche soltanto uno spazio, il computer me la corregge automaticamente.
ANSELMO: Non mi piace molto che il computer decida per me, anche se solo per queste piccole questioni, e se volessi scrivere la parola male di proposito?
FRANCESCA: Non c’è problema Anselmo. In realtà perché il computer non ci obbliga a fare nulla, non è che ci impone una sua opzione. Quindi, noi potremmo andare, per esempio, sulla barra degli strumenti, notate, alt, control più tab fino al pulsante apri, tab fino a trovare il pulsante annulla la digitazione, quindi, premiamo invio e si annulla la correzione. La stessa operazione la facciamo dal menu modifica, alt più M, annulla digitazione ed invio. Con control più Z, facciamo ancora prima ed annulliamo l'ultima operazione che è stata eseguita sul documento.
Bene, ma torniamo alla nostra recensione. Dunque cancelliamo questa parola e se noi volessimo per esempio scrivere il titolo tutto maiuscolo?
MARIANNA: E’ semplice, cancelliamo tutto e lo scriviamo da capo tenendo premuto il tasto delle maiuscole o inserendo il blocco maiuscole.
FRANCESCA: Sì, non è esattamente uno, l’unico comunque dei metodi utilizzabili però possiamo farlo. Allora vediamo un po', mettiamo il blocco delle maiuscole. Ecco però ora abbiamo un problema: come facciamo a scrivere la o maiuscola accentata quando non la digitiamo ad inizio parola?
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Nota bene: se digitiamo una lettera accentata minuscola ad inizio paragrafo ed avendo attiva la correzione automatica come consigliato sopra, sarà Word stesso a farla diventare maiuscola accentata.
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Francesca: Se premo il tasto delle maiuscole e premo la o accentata, notate quello che succede, è che scrivo praticamente questa c francese. Lo stesso dicasi per tutte le altre lettere accentate.
PROFESSORE: Allora usiamo la o maiuscola e ci aggiungiamo un apostrofo
FRANCESCA: Beh non è esattamente la stessa cosa, però c’è un modo molto semplice per utilizzare i simboli che non troviamo sulla tastiera. Allora, andiamolo a vedere insieme, andiamo su inserisci, quindi, alt più I, freccia giù fino a simboli ed invio. Lo stesso comando si trova anche nella barra degli strumenti. Si apre una pagina. Se noi premiamo tab, con freccia giù possiamo scegliere dagli insiemi, quindi, l’insieme che ci interessa, in questo caso scegliamo il latino, con shift più tab ci riportiamo nel campo precedente e con freccia destra possiamo scorrere tutti i caratteri disponibili.
Abbiamo moltissime possibilità di lettere accentate o meno e troviamo anche la nostra o maiuscola accentata, che è quella che fa al caso nostro.
Una volta selezionata la lettera che vogliamo inserire nel nostro testo, premiamo tab fino al pulsante inserisci e premiamo invio. Ci troveremo sul pulsante chiudi e se abbiamo terminato di inserire caratteri particolari, premiamo di nuovo invio e chiudiamo la finestra. Una volta chiuso, possiamo cancellare la nostra c francese, digitata per errore, e abbiamo, Notate, la o accentata giusta precedentemente inserita.
Però, non sempre lo screen-reader è capace di leggere questi caratteri particolari, quindi, a noi conviene usare una procedura diversa per le lettere accentate maiuscole, nonostante quanto suddetto rimane valido per tutti gli altri caratteri speciali.
Quando ci occorre digitare una lettera maiuscola accentata, ci basta digitarla accentata minuscola e poi trasformarla in maiuscola. Una volta digitata la lettera accentata con la tastiera, ci posizioniamo su di essa con freccia sinistra, la selezioniamo con shift più freccia destra e premiamo uno dopo l'altro, i tasti alt, O, M ed invio. Ci ritroveremo la lettera accentata e maiuscola.
PROFESSORE: Ci sono molti simboli in quella finestra che possiamo utilizzare.
FRANCESCA: Sì moltissimi simboli come abbiamo visto, ci sono anche caratteri che si scrivono in greco o in cirillico, quindi utilizzabili in mille modi.
SALVATORE: Può essere molto utile quando devi citare delle parole straniere, magari in un articolo di giornale o in un saggio
FRANCESCA: Esatto Salvatore, però torniamo a noi. Allora noi stavamo cercando di scrivere con un modo molto semplice questa frase, Totò e il terzo uomo in maiuscolo, e ce n’è uno di modo che è il più semplice di tutti.
Andiamo nel menu FORMATO con alt più O, diamo invio su CARATTERE, premendo tab ripetutamente noi possiamo scegliere, oltre alla dimensione e allo stile che avevamo visto prima, anche il fatto che il mio carattere sia maiuscolo. Notate, seleziono con la barra spaziatrice più che altro questa casella di controllo tutte maiuscole, premo invio per confermare e a questo punto posso continuare a scrivere la mia frase che sarà tutta maiuscola, accentate comprese.
MEDICO: Fantastico, si fa molto prima che con l’altro sistema.
FRANCESCA: Esatto dottore, infatti ci sono con word moltissime possibilità di modificare i caratteri di un testo. Facciamo un esempio, se noi volessimo scrivere la formula chimica dell’acqua, che notoriamente è H2O
MARIANNA: Ma quella non è la formula chimica dell’acqua, la formula non è H2O, scritta con il normale 2, ma è H2O con il 2 scritto ai piedi della H.
FRANCESCA: Esatto Marianna. Allora guardate un po'. Chi se ne intende di chimica naturalmente sa che in questa formula il 2 è un pochino più piccolo ed è spostato in basso a destra rispetto alla H.
Allora, mi posiziono sul numero 2, con shift più freccia destra, posso selezionare il 2, andiamo nuovamente nel menu formato con alt più O, diamo invio su carattere, notate che io se premo ripetutamente tab mi sposto su moltissimi comandi che inseriscono effetti che posso utilizzare per il mio testo, dall’ombreggiatura al contorno, il rilievo, barrato, barrato doppio, apice, eccetera. Tra questi c’è anche pedice, selezioniamo la casella di controllo con barra spaziatrice, premiamo invio e il gioco è fatto.
ANSELMO: Mamma mia quante cose nuove ho imparato. Francesca la prego, facciamo una pausa?
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MARIANNA: E’ vero Teresa non mi trovi mai a casa ma sai ho un’amica con dei problemi di salute e vado spesso da lei per darle una mano.
TERESA: E chi si occupa di lei quotidianamente? Non c’è nessuno? Il marito, dei figli?
MARIANNA: Purtroppo no, questo è il problema. Ci siamo noi amiche, una vicina di casa e facciamo a turno, chi fa una cosa, chi ne fa un’altra.
TERESA: Ecco perché non ti trovo mai a casa, per quanto forse potrei darti un suggerimento ma non so se avete già provato.
MARIANNA: Sai che cosa dice sempre mio marito? Che giro più io che un soldo falso, e poi aggiunge con quel suo gran vocione: lo sai, anche se viene un terremoto io non mi preoccupo, tanto tu a casa non ci sei mai.
A proposito, tu volevi darmi qualche suggerimento.
TERESA: Sì, volevo dirti che ci sono gruppi di volontariato, ovvero associazioni di giovani bravissimi che si occupano proprio degli anziani, portano farmaci e spesa a domicilio, li accompagnano dal medico, svolgono anche per gli anziani pratiche burocratiche e inoltre spesso li portano pure a fare delle belle passeggiate. Insomma non li lasciano mai e poi anche presso le parrocchie si trova aiuto e conforto.
MARIANNA: E’ vero Teresa, io sapevo che esistevano queste cose ma non me ne sono proprio ricordata, non mi è venuto in mente. Adesso ne parlerò alla mia amica e poi mi informo per che cosa si può fare. Grazie, grazie.
TERESA: Figurati.
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MARIANNA: Francesca, debbo chiederle una cosa, Teresa mi ha ricordato che esistono tanti gruppi di giovani volontari che aiutano gli anziani soli e ammalati, e ripensandoci mi è venuto in mente che lei l’anno scorso ci ha parlato di alcuni di questi servizi. Ora io dovrei contattare queste associazioni per una mia amica e non so da dove è meglio cominciare.
FRANCESCA: Beh facendo una semplice telefonata al comune, lì dovrebbero darle delle informazioni su quali sono le associazioni che sul territorio si occupano di anziani soli o malati. Ora io non so dove abiti questa sua amica però ci sono dei centri di servizi per il volontariato che sono in tutti i capoluoghi di provincia, sparsi in tutta Italia ovviamente e quindi sicuramente il numero sarà sull’elenco.
MARIANNA: Allora appena torno a casa mi metto alla ricerca di un aiuto per la mia amica.
FRANCESCA: Sì Marianna però intanto anche qui se voi volete potremmo andare su un sito di una associazione che si occupa per esempio di anziani e quindi magari già lì potremmo trovare qualche utile informazione.
MEDICO: Sì Francesca perché queste sono cose che potrebbero essere utili anche a noi.
FRANCESCA: Allora andiamo ad esempio sul sito dell’Auser, l’indirizzo è http://www.auser.it. Quindi, apriamo Internet con l'apposita icona dal desktop, apriamo la barra degli indirizzi con control più F12, digitiamo l'indirizzo e premiamo invio. Si apre la home page di questo sito.
MEDICO: Si tratta di un’associazione cittadina che opera qui a Roma Francesca?
FRANCESCA: No, si tratta di un’associazione che opera a livello nazionale e se noi ci posizioniamo ad inizio pagina con control più home e scorriamo la pagina con tab o con freccia giù, troviamo il link dove siamo, possiamo anche rintracciare la sede regionale più vicina a noi.
Non vi meravigliate se ci vuole un po' di tempo in più per aprire la pagina, perché ci sono immagini di grossa dimensione da caricare, quindi, se non si ha una connessione molto veloce, impiegheremo qualche decina di secondi in più. Si apre una pagina che contiene, oltre a tutte le informazioni per il recapito della sede nazionale, una cartina dell’Italia con tutti i link per accedere ai recapiti delle sedi regionali, per le quali possiamo avere gli indirizzi.
Per esempio, cerchiamo con tab il link della Sardegna, premiamo invio e si apre la pagina con tutti i riferimenti ed abbiamo subito gli indirizzi e i relativi numeri di telefono delle varie sedi operative.
Fortunatamente per noi il sito ha pochi problemi di accessibilità, per esempio, mettendo in elenco i link, non possiamo usare la comoda ricerca digitando la prima lettera dell'etichetta del link. Infatti sono tutti uguali o quasi.
Vi ricordate che noi nella scorsa edizione abbiamo avuto come ospiti due signore dell’Auser di Sassari?
TERESA: Si è vero Francesca, mi ricordo. Di che cosa si occupa esattamente questa associazione?
FRANCESCA: Torniamo alla home page, quindi per farlo, sulla pagina dove ci troviamo, premiamo control più home, premiamo tab, ci troviamo sul link home page e premiamo invio.
Si riapre la home page, con tab cerchiamo il link immagini/box_filodargento, notate che è un link grafico senza etichetta, premiamo invio per aprire la pagina relativa ed ecco che scopriamo di che cosa si occupa questa associazione.
Il filo d’argento auser è il telefono della solidarietà, amico degli anziani, che offre compagnia e aiuto concreto per affrontare meglio la vita di ogni giorno, è dotato di un numero verde nazionale, che è 800995988, gratuito, senza scatto alla risposta, attivo tutti i giorni dell’anno, festivi compresi, dalle 9 alle 20.
MARIANNA: Sì Francesca, e più sotto c’è scritto anche: con una semplice telefonata si ha la possibilità di ricevere aiuto per piccoli interventi domiciliari, richiedere la consegna della spesa o dei farmaci, il trasporto protetto per visite e controlli medici, l’accompagno alla posta o dal medico, informazioni sui servizi attivi nella propria città e sulle opportunità di svago e di intrattenimento offerte dall’associazione.
MEDICO: Accidenti, quanti servizi offrono! Mettono a disposizione dal medico al giovane accompagnatore, dall’infermiere addirittura forse all’idraulico.
TERESA: Guardate, e non solo, attraverso il numero verde del filo d’argento gli anziani possono anche segnalare abusi e disservizi, questa è anche una buona notizia da dare all’amica di Marianna. Grazie.
PROFESSORE: Anselmo, ma è vero che sei riuscito a dare un nome alla femmina del pipistrello?
ANSELMO: Sì sì ci ho impiegato un anno, però alla fine ci sono riuscito.
PROFESSORE: Ah, e quale sarebbe questo nome?
ANSELMO: Strella.
PROFESSORE: Strella? E che vuol dire? E da dove viene Strella?
ANSELMO: Da pipistrello, togli il pipì rimane strello, al femminile si intende diventa strella.
PROFESSORE: Anselmo, la vuoi smettere di dire tante scemenze. Adesso ti do delle ricerche da fare, così ti impegni e ti istruisci.
FRANCESCA: Allora, ragazzi la disciplina va rispettata, Anselmo che succede? qualcosa non va?
ANSELMO: Scusate scusate, Francesca, è solo che il professore vuole assegnarli delle nuove ricerche da fare ma io non ho tanti libri da consultare a casa.
FRANCESCA: Va bene allora forse la posso aiutare io Anselmo, guardi su internet c’è una enciclopedia molto particolare sulla quale possiamo fare delle ricerche, si chiama Wikipedia ed è una enciclopedia libera.
MEDICO: Mi permetto di osservare che le ricerche bisogna saperle fare, non basta la sola enciclopedia. A proposito ma cosa vuol dire enciclopedia libera
FRANCESCA: E’ una enciclopedia libera dottore nel senso che tutte le persone che navigano in rete possono contribuire a scrivere le definizioni, e quindi tutti noi potremmo in realtà far parte di questa enciclopedia.
ANSELMO: Com’è che si chiama? Wiki che? Non abbiamo ancora cominciato le lezioni e io sono rimasto indietro.
FRANCESCA: Dunque Wiki è un termine che si riferisce a un sito in cui tutti gli utilizzatori possono contribuire, nel senso che possono aggiungere delle definizioni, oppure, possono anche cambiare le definizioni che sono state precedentemente inserite. Wiki può essere anche il software collaborativo con il quale si formano appunto questi siti in cui tutti possono dire la loro e in più edia o pedia è il suffisso che ovviamente si riferisce a enciclopedia.
MARIANNA: Ma allora qual è la pronuncia esatta? Wìkipedìa, Wikipèdia o Wikipedìa
FRANCESCA: Quella che preferisci Marianna guarda in questo sito anche la pronuncia è libera: quindi Wìkipedìa, Wikipedia, Wichipedìa, come vuole lei. Però andiamolo a vedere questo sito, quindi allora, apriamo Internet con la solita icona sul desktop, apriamo la barra degli indirizzi con control più F12 o alt più D, scriviamo l’indirizzo che è http://wickipedia.org, premiamo invio ed ecco che sulla pagina che si apre troviamo la home page del sito.
MEDICO: Quante lingue contiene! Vuol dire certamente che qualcuno ha partecipato nella sua lingua
FRANCESCA: Assolutamente dottore, vuol dire che ci sono moltissime enciclopedie in una, quindi noi andiamo a vederci l’enciclopedia in italiano, quindi, cerchiamo con tab o con freccia giù il link italiano e premendo invio si apre una pagina in cui c’è una piccola spiegazione di questa enciclopedia. Per trovare subito il link, basta mettere i link in elenco e digitare la I. Se vogliamo aprire direttamente la versione italiana, scriveremo nella barra degli indirizzi http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale.
MEDICO: Stiamo creando un’enciclopedia libera e multilingue, il progetto in italiano ha preso l’avvio nella primavera 2001 e conta in questo istante 160.833 voci. Caspita! Sono davvero tante.
FRANCESCA: E se pensate che queste voci sono state inserite spontaneamente e gratuitamente questo numero diventa ancora più sorprendente no?
SALVATORE: Sì sì e mi sembra anche molto interessante Francesca. Ma arrivati a questo punto come facciamo a fare una ricerca?
FRANCESCA: Cerchiamo prima il campo editazione per la ricerca. Possiamo inserire una parola in questo campo, quindi, con i comandi dello screen-reader ci portiamo su tale campo editazione, premiamo invio per attivare la modalità scrittura e poter scrivere, scriviamo qualche cosa, che cosa volete scrivere?
CARLO: Potremmo cercare l’origine del nostro motto Non è mai troppo tardi
FRANCESCA: Allora, scriviamo Non è mai troppo tardi, premiamo tab per andare sul pulsante vai e premiamo invio per avviare la ricerca. Siamo fortunati perché qualcuno ha già inserito questa definizione.
TERESA: La leggo io Francesca: Non è mai troppo tardi è il titolo di una celebre trasmissione televisiva mandata in onda a cadenza giornaliera dalla Rai tra il 1959 ed il 1968, è organizzata col sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione. Il programma era condotto dal maestro e pedagogo Alberto ....
CARLO: Più sotto ci siamo anche noi! Leggi, Teresa, leggi.
Teresa: A partire dal 2004, quasi quarant'anni dopo, Rai Educational (direttore Giovanni Minoli), in collaborazione con il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, ha poi riproposto un nuovo progetto di televisione educativa e di servizio ispirato alla storica trasmissione del Maestro Manzi. Il nuovo programma, di Antonella Proietti con la regia di Alberto Perini, ha rispolverato anche il titolo originale, modificato però in Non è m@i troppo tardi tramite l'aggiunta del moderno simbolo della “chiocciola”, che anticipa l'argomento del programma: si parla ancora di alfabetizzazione, ma questa volta non di un'alfabetizzazione linguistica, bensì informatica. La trasmissione si prefigge, infatti, lo scopo di fornire agli anziani e alle casalinghe le conoscenze necessarie per servirsi del computer e di Internet, ma non solo. Una parte del programma è formata da vere e proprie lezioni di informatica .......
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SALVATORE: Senti dottore io vorrei farti una confidenza e anche una domanda.
MEDICO: Dimmi Salvatore, se ti rivolgi al dottore posso ascoltarti e consigliarti, se ti rivolgi all’amico forse penso di potermi spingere anche un po' più in là.
SALVATORE: Grazie, lo sapevo di poter contare su di te. Vedi io non sono più molto giovane ma ho una moglie giovane e due bimbe ancora in tenera età, e forse ho sbagliato a mettere al mondo dei figli già da adulto, ma era in me talmente forte il desiderio di paternità.
MEDICO: Ah, sta tranquillo Salvatore, quando si mettono al mondo dei figli coscientemente non è mai un errore, i figli sono un dono, un dono preziosissimo.
SALVATORE: Vedi, io mi sento molto giovane, faccio cose da giovane, amo mia moglie come il primo giorno, ma qualche giorno fa hanno detto alla mia piccola, mentre io l’aspettavo fuori di scuola, che era il nonno ad aspettarla. Beh, la mia piccola ce lo ha riferito e io mi sono sentito morire dentro, sì perché non vorrei che lei soffrisse, che facesse dei confronti.
MEDICO: Salvatore, i figli capiscono tutto, grandi e piccoli ascoltano discorsi e spiegazioni e sai qual è il segreto? fa capire loro che ami la loro mamma, fa capire loro quanto li ami tu e fa capire quanto sono stati desiderati. I figli, Salvatore, sono il dono più prezioso che il Signore vi ha donato.
SALVATORE: E’ così, è proprio così, il dono più prezioso, grazie dottore, sei un amico. Le parole di un amico, sì sì, farò come dici tu, stasera stessa parlerò alle mie bambine.
MEDICO: Bravo.
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