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UICIECHI.IT: GENNAIO 2008 - Numero 1.

Nokia 3110 Evolve, il cellulare ecocompatibile.

Di Gianni Rusconi.

Mytech, 5/12/2007.

http://www.mytech.it/cellulari/articolo/idA028001070127.art.

Fattore ambiente. O se preferite eco compatibilità. Chi produce dispositivi hi-tech, oggi giorno, l'ha messo in testa agli obiettivi da raggiungere, per una questione di "corporate responsibility" e non solo (leggi riduzione dei costi). Sta di fatto che in un colosso qual è Nokia, le attività orientate alla sostenibilità ambientale sono un punto fermo della filosofia aziendale. Che si traduce nell'utilizzo di materie prime a basso tasso inquinante, in un equilibrato consumo energetico, in corrette modalità di riciclaggio dei componenti al termine del ciclo di vita del prodotto.

Riciclare e risparmiare, un dovere. L'esempio ultimo di questo approccio compatibile verso l'ambiente è un cellulare, il Nokia 3110 Evolve, presentato ieri al Nokia World 2007, le cui cover sono realizzate con oltre il 50% di materiali rinnovabili, il suo imballo di dimensioni ridotte è riciclabile al 60% e il caricabatteria necessita il 94% di energia in meno rispetto ai requisiti Energy Star definiti dall'Environmental Protection Agency statunitense e dal Dipartimento di stato americano per l'energia.

L'avvento di questo terminale arriva dopo un lungo elenco di iniziative portate a termine dal produttore scandinavo, che del resto gonfia il petto dichiarando come i propri cellulare possano essere riciclati fino al 65 - 80% e come la presenza di punti di raccolta per il riciclaggio di telefonini e accessori sia estesa a 85 Paesi nel mondo.

E non finisce qua. Su alcuni dispositivi Nokia destinati al mercato di massa è installato da maggio 2007 un indicatore che ricorda agli utenti di scollegare i caricabatteria a fine ricarica: e questo perchè i due terzi dell'energia utilizzata da un telefono cellulare vengono dispersi se l'alimentatore rimane inserito nella presa di corrente (modalità "no-load"), sebbene il cellulare abbia finito di ricaricarsi e sia stato debitamente scollegato.

Con un certo vanto, Nokia afferma anche come nei suoi stabilimenti sparsi nel globo venga utilizzata il 25% di energia pulita (indice che salirà fino al 50% entro il 2010) e come i consumi di energia fra il 2003 e il 2006 siano scesi del 3,5% (visti i volumi di telefoni prodotti parliamo di milioni di Watt risparmiati) e tra il 2007 e il 2012 l'efficienza energetica annua arriverà al 5-8%.

Il rispetto ambientale parte dai materiali. Da febbraio 2006 Nokia ha introdotto un imballo che impiega meno della metà dei materiali (plastica in primis) di quelli utilizzati in precedenza e grazie a questo accorgimento ha ridotto sensibilmente il carburante e le relative emissioni tossiche degli autocarri incaricati della distribuzione dei prodotti sul mercato (quest'anno Nokia venderà 250 milioni di terminali), per un risparmio calcolato di 100 milioni di euro. Ricorrere a materiali adeguati è quindi un primo, importante, passo per generare minori impatti sull'ambiente.

Il Nokia 5140i, per esempio, è conforme alla nuova normativa europea (RoHS) che bandisce l'uso di alcuni materiali (vedi il Pvc, ed è arrivato sul mercato un anno prima che la stessa normativa entrasse in vigore.

Il telefono "eco" di domani è fatto a sensori. Quello che hanno inventato al Nokia Research Center è per il momento un prototipo di là (ma non troppo in là) da venire. Eco Sensor Concept è infatti un telefonino a basso consumo di energia composto da due parti distinte, prodotte con materiali rinnovabili, che nasce con l'intento di scambiare dati di natura ambientale fra gli utenti. Il tutto grazie a un sensore indossabile e alimentato a energia solare che rileva e analizza le condizioni climatiche, dell'ambiente circostante e pure quelle corporee dell'individuo; i dati raccolti vengono inviati all'apparecchio telefonico o a qualsiasi altro terminale compatibile tramite tecnologia a radio frequenza (Rfid) e Nfc (Near field communication) per essere poi utilizzati dall'utente. Anche questa è sostenibilità.

Roberto Catania.