Banda larga italiana, i ritardi e le speranze.

di Giulio Boresa.

Mytech, 25/3/2008.

http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001070890.art

La nuova relazione della Societ dell'Informazione, in seno alla Commissione Europea, accusa di ritardi l'Italia, sulla banda larga, pur apprezzandone i
passi avanti fatti nel 2007. Numerosi i problemi segnalati, ma il pi scottante  soprattutto uno: la scarsa diffusione delle connessioni banda larga,
rispetto alla media europea. Siamo al 17,1 per cento, contro la media UE27 del 20 per cento. Peggio della Spagna, poco meglio del Portogallo, tallonati
da Malta. Francia, Germania e Regno Unito sono lontani, oltre la media.

In verit,  un problema ma  anche il sintomo di qualcosa che non funziona a livello pi profondo, nella societ italiana. Molto si pu capire da un altro
dato, appena pubblicato dall'Osservatorio Banda Larga: la percentuale di utenti banda larga sul totale di quelli con il Pc. Ossia sul totale della popolazione
interessata alle nuove tecnologie.

Il dato  del 38 per cento, nel 2007, contro una media del 32 per cento (UE25). Facciamo meglio del Regno Unito, Spagna (33 per cento, entrambi) e soprattutto
della Germania (28 per cento). Forse allora il problema non  pi tanto della banda larga in s, ma della scarsa alfabetizzazione informatica di gran parte
della popolazione.

Anche la copertura banda larga  ormai dignitosa: 94 per cento (anche se inferiore a Francia e Regno Unito e migliore di Germania e Spagna, nonostante le
nostre sfavorevoli condizioni orografiche). Fino al 2006 c'era il problema, evidente, della scarsa copertura delle zone rurali, ma questo dato  passato
al 70 per cento, dall'allora 51 per cento.

 vero che in Italia, visto il grande numero di piccoli comuni (il 30 per cento dei comuni totali italiani  in digital divide)  pi importante che in
altri Paesi arrivare a una copertura vicina al 100 per cento, per evitare che un numero troppo elevato di comunit sia tagliato fuori dal futuro.

Tuttavia la direzione  quella giusta. Il WiMax e la diffusione (che continua) delle tecnologie Hiperlan contribuiranno a farci arrivare a quota 98,5 per
cento di copertura nel 2010. S'impegna anche 3 Italia, che ha appena annunciato 300 milioni di investimento in banda larga mobile nel Sud Italia, nelle
zone in digital divide.

Resta ad oggi il problema dell'abisso tra grandi citt e citt minori (non coperte da unbundling), quanto a velocit e a qualit delle offerte attivabili,
il che  sintomo di una concorrenza ancora non abbastanza matura. Non a caso l'altro elemento che distingue l'Italia dal resto d'Europa  la quota di mercato
record detenuta dall'ex monopolista.

Le nuove offerte bitstream, per, che stanno migliorando la qualit delle Adsl disponibili fuori dall'unbundling, permetteranno di riequilibrare almeno
un po' la situazione. Insomma, forse allora le cause del ritardo italiano nella banda larga vanno cercate fuori da questo mercato. Cos anche le soluzioni
dovranno partire da una nuova campagna di alfabetizzazione degli utenti. La copertura  elemento abilitante, ma non  sufficiente per fare passare la popolazione
ai vantaggi delle comunicazioni elettroniche.

Giulio Boresa.

