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UICIECHI.IT: LUGLIO-AGOSTO 2008 - Numero 7-8.

Olpc, una storia travagliata.

Di Redazione ZN.

Noto come "il laptop per il terzo mondo", "il computer a manovella" o "il portatile da 100 dollari", XO e la fondazione One Laptop Per Child hanno avuto una gestazione lunga e travagliata. Ripercorriamone le tappe fino ai giorni nostri.

Nei primi mesi del 2005 si iniziò a parlare di One Laptop Per Child (Olpc) e di un computer pensato per i Paesi poveri : sarebbe costato soltanto 100 dollari, sarebbe stato alieno dalle strategie di marketing, avrebbe avuto una manovella per ovviare alla mancanza di corrente elettrica e avrebbe montato il sistema operativo libero Linux.

Per strada, però, aveva perso la manovella ed era stato costretto a dotarsi di hardware migliore per sostenere il sistema. Le multinazionali prima ridicolizzavano Olpc, poi fiutarono l'affare : sul mercato si affacciarono i primi progetti rivali, mentre le nazioni del terzo mondo non dimostravano poi grande interesse.

Addirittura Intel aveva abbandonato il progetto, alleandosi con Microsoft per sviluppare Classmate , un computer portatile analogo; solo nel 2007 la fondazione Olpc potè finalmente avviare la produzione . Alcuni Stati come l'Uruguay, il Perù e il Messico iniziarono a ordinarne degli esemplari , mentre altri come la Nigeria e la Libia preferirono soluzioni della concorrenza. Stati come il Brasile si organizzarono autonomamente , mentre l'India definì Olpc "pedagogicamente sospetto".

Nonostante le mille difficoltà, tra cui il una tastiera coperta da brevetto, il progetto iniziò a marciare ; intanto le defezioni continuavano e apparivano anche i primi problemi hardware, sempre per colpa della tastiera.

A sorpresa, infine, Negroponte, l'ideatore del progetto, tradisce Linux preferendogli Windows e suscitando le preoccupazioni del mondo Open Source . A questo punto l'accordo con Microsoft è ufficiale.

Redazione ZN.