UICIECHI.IT: SETTEMBRE 2008 - Numero 9.
Explorer 8, ecco cosa ne pensa Microsoft.
Scritto da Italo Vergani.
Per un Firefox che nasce accompagnato da un Download day da Guinness (in tutti i sensi), un Google Chrome che è in release 0.2 e già dimostra ottime doti (ma attenzione: per Google un software “beta” equivale molto spesso a una release definitiva per altri vendor), c’è anche il Re che si rinnova.
Internet Explorer 8 è un Re lucertola, nel senso che deve cambiare pelle, mantenendone allo stesso tempo l’essenza: è stato il predecessore - l’attuale IE7 - a dettare la rivoluzione rispetto al retaggio storico Explorer 6, che ha rappresentato il concetto di navigazione secondo Redmond per quattro lunghi anni. Explorer 8 cambierà sotto pelle, non nell’aspetto: e promette di essere un browser al passo con i tempi. Anzi, qualcosa di più: il riferimento di settore.
Di questo proposito, ambizioso ma legittimo se il produttore si chiama Microsoft, Mytech ha parlato con Fabrizio Albergati, Direttore della Divisione Windows Client, in occasione del lancio-stampa italiano di IE8 beta 2.
Albergati viene subito al dunque, dicendo la propria sugli ultimi deludenti benchmark cui IE8 beta 2 è andato incontro. “La seconda beta di Explorer 2 è piena di codice di debug, il che rende poco attendibile il confronto con due browser già definitivi, quali quelli adottati nel test. IE8 beta 2 non è così indietro rispetto ad altri browser anche sul piano delle prestazioni pure, ma non ci interessa stabilire nuovi record in termini di apertura pagine o velocità di rendering. Ci interessa la velocità dei task: quanto impiega l’utente a soddisfare un proprio bisogno usando Explorer 8”.
Quindi, il vero problema è minimizzare il numero di click per arrivare dove si vuole?
Sì, direi proprio di sì. Per questo su Explorer 8 sono nate funzioni quali la ricerca intelligente, il raggruppamento funzionale dei tab - evidenziato con colori differenti per ogni dominio - e la possibilità di isolare contenuti Web utilizzando Web Slice. Appunto, ne faccio una questione funzionale. E anche di riservatezza: non a caso abbiamo introdotto la funzione InPrivate , che permette la navigazione anonima.
Eppure, Firefox 3 è in ascesa anche nei numeri, e Chrome è circondato da un’aura positiva, come spesso accade ai software di Google. Explorer 8, invece, rischia di essere percepito come “il solito software di Microsoft”: un po’ in ritardo rispetto agli altri, molto pesante. Come si può sovvertire questa tendenza?
Con l’uso, l’invito alla prova e l’informazione puntuale. Explorer 8 può essere meno veloce, diciamo, di Firefox, per una questione di design del software: è un argomento molto vasto, che impatta sulla velocità percepita. E un browser che carica prima della partenza tutti i componenti aggiuntivi, in questo caso, risulta svantaggiato: ma poi si prende la rivincita nel corso della navigazione.
Microsoft ha recentemente attaccato Google sugli aspetti legati alla privacy: eppure Explorer si è appena dotato di una funzione simile ad Omnibox di Chrome…
Con una sostanziale differenza: in Explorer il componente è disattivato di default, su Chrome no. Microsoft è attenta alla privacy dell’utente, e alle sue esigenze: gli aspetti, apparentemente slegati, trovano un filo conduttore nel sistema delle beta pubbliche inaugurato con Vista.
Vista ha esordito a fine 2006, ma già un anno e mezzo prima era possibile toccarlo con mano: ciò ha permesso di affinarne le caratteristiche e di adattarle realmente a ciò che l’utente chiedeva. Con Explorer - e con altri prodotti Microsoft - la via è la stessa: la prima beta ha esordito a marzo, e si riferisce a un prodotto che debutterà verosimilmente entro fine anno. La via della soddisfazione dell’utente passa per la raccolta dei suoi feedback.
Italo Vergani.