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UICIECHI.IT: SETTEMBRE 2008 - Numero 9.

Una vacanza in Sicilia, tra cose belle e contraddizioni.

Di Gianluca Fava.

Quando un disabile visivo si reca in vacanza in qualche località italiana o straniera, deve sempre fare i conti con i problemi di mobilità che non mancano mai.

In teoria, la legislatura italiana vigente dovrebbe mettere al riparo da questi problemi, anche se poi, in pratica, quasi nessun comune italiano applica completamente le leggi che tutelano l'handicap.

Quando si scopre qualcosa di positivo, la divulgazione è sempre opportuna per dare modo ad altri di usufruirne a ragion veduta, ma si dovrebbero anche denunciare alle autorità competenti quelle situazioni completamente negative, mettendone al contempo al corrente anche le associazioni di categoria per evitare disagi ad altri disabili.

In queste poche righe intendo far partecipe di alcune delle bellezze siciliane delle quali sono venuto a conoscenza durante una mia vacanza, nonché del trattamento riservato a noi disabili.

In pratica, di seguito si trovano delle indicazioni che potrebbero servire qualora si decidesse in futuro di fare una vacanza come la mia.

Era l'otto di agosto 2008 quando sono partito insieme alla mia fidanzata, vedente, per la città di Palermo: quanto entusiasmo, che felicità, stavo proprio per coronare il mio sogno di sempre! Questa città è stupenda non solo per le sue bellezze artistiche, ma anche perché è piena di contrasti, talvolta molto forti; infatti, nel capoluogo siciliano, ci si può imbattere, ad esempio, tanto nell'eleganza di Via Libertà piena di negozi lussuosi, quanto nel degrado del rione S. Filippo Neri, ex Rione Zen; il folclore del mercato della Vucciria e la maestosità della cattedrale dove, tra gli altri, riposano Federico II e sua moglie Costanza d'Aragona; lo splendore della Cappella Palatina situata all'interno del Palazzo Reale detto Palazzo dei Normanni, e la deludente modestia del teatro Vittorio Emanuele, da tutti conosciuto semplicemente come teatro Massimo; infatti, questo teatro è, a sua volta, caratterizzato da una splendida facciata (sembra un tempio), mentre all'interno niente di eccezionale se lo paragoniamo al S. Carlo di Napoli e non perché sono napoletano; il commovente santuario di Santa Rosalia ed il popolare braccio di mare di Mondello, al quale i palermitani sono molto legati e le macabre catacombe dei cappuccini.

Quest'ultimo è l'unico luogo di tutta Palermo che "impone" il pagamento di un biglietto d'ingresso anche a disabili ed accompagnatori, mentre, di contro, tale luogo non è dotato di nessun aiuto per i disabili, nemmeno di un'audioguida per la descrizione dettagliata di quanto appare all'occhio di un vedente.

Nel capoluogo siciliano consiglio di non perdere lo spettacolo dei Pupi, straordinaria forma di arte teatrale in via di estinzione e dal 2001 patrimonio dell'UNESCO. Tale spettacolo, al teatro Argento sicuramente, viene offerto in modalità totalmente gratuita solo per il disabile. Questa forma di spettacolo è pienamente godibile da un cieco assoluto in quanto è uno spettacolo completamente parlato.

Per i disabili, Palermo è una città molto più attrezzata di tante altre. Per esempio, quasi tutti gli autobus della linea locale (AMAT), oltre ad essere dotati di aria condizionata, sono attrezzati per il trasporto delle carrozzelle. Anche i conducenti sono molto ligi al dovere. Infatti, fanno di tutto per far lasciare liberi i posti riservati ai portatori di handicap, i quali non devono pagare il biglietto e non lo deve pagare nemmeno l'accompagnatore.

Devo però segnalare una scarsa presenza di guide in tutti i musei e monumenti di questo capoluogo, unitamente alla totale assenza di audioguide, quindi, è consigliabile per un cieco assoluto, farsi sempre accompagnare da due "occhi" fidati e possibilmente competenti.

Anche in questo c'è una contraddizione; infatti, il capoluogo siculo offre due ottime linee di autobus turistici dotati di cuffiette che, percorrendo la città, descrivono dettagliatamente in diverse lingue tutte le cose principali che man mano si incontrano sul percorso. In questi autobus il disabile non paga.

Eccezionale è anche Monreale, il cui duomo offre l'estrema dimora a Guglielmo II d'Aquitania. Esso può essere "visto" anche dai privi della vista, grazie ad una sorta di telefono che, dopo l'introduzione di una moneta, fornisce la descrizione dettagliata e completa dell'intera opera e, per di più, in diverse lingue. Inoltre, all'interno dello stesso duomo, è possibile visitare la Cappella del Crocifisso e la Cappella del Tesoro.

La prima, è piena di statue stupende che, con discrezione e in maniera non ufficiale, possono anche essere toccate, ovviamente con estrema delicatezza.

L'accesso a questi due siti è gratuito sia per il disabile che per l'accompagnatore.

A Corleone, da non perdere sono la cascata delle due rocche, la chiesa Madre, la chiesa di S. Agostino con il superlativo oratorio della Madonna del Soccorso che si trova al suo interno ed il museo Etnografico.

La Chiesa di S. Agostino e l'oratorio della Madonna del Soccorso, unitamente al museo Etnografico, possono essere visitati con disinvoltura anche dai privi della vista, grazie ad una guida superlativa, persona dolcissima: don Calogero Giuvenco, parroco della Chiesa di S. Agostino. L'ingresso è gratuito per disabile ed accompagnatore.

La famosissima Valle dei Templi di Agrigento, è anch'essa accessibile ai non vedenti grazie alle audioguide su cui deve essere digitato un codice che corrisponde al monumento che si intende visitare; ma attenzione, tale codice è scritto sulla mappa consegnata al visitatore all'ingresso ed "accessibile" solo ai vedenti.

Anche l'ingresso alla Valle dei Templi è gratuito per il disabile e per il suo accompagnatore.

Inoltre, visitabile gratuitamente per disabile ed accompagnatore, è il suggestivo Teatro Greco che, a causa della prepotente mano dell'uomo moderno, risulta comunque meno affascinante di quello di Epidauro in Grecia.

Per concludere, posso tranquillamente affermare che Palermo e le altre località menzionate, possono senza dubbio essere elogiate per quanto offrono ai disabili, ma la strada verso la completa accessibilità a tutti i musei e monumenti delle succitate zone, come si è potuto capire, è ancora lunga e non la si può paragonare ad altre località italiane, dove veramente un disabile visivo può percepire autonomamente tutto, come accade, ad esempio, per il tracciato negli scavi di Pompei ed agli scavi di Velia, frazione di Ascea in provincia di Salerno.

Gianluca Fava.