Suonerie ingannevoli, la battagliadell'Antitrust.

Scritto da Giulio Boresa.

 una battaglia tra l'Antitrust e il Tar: al centro, le pubblicit ingannevoli delle suonerie per cellulari. Messaggi che portano a esborsi imprevisti a utenti spesso giovanissimi, poco cauti o disattenti.

Si sa che  un mercato da 800 milioni di euro l'anno in Italia, gonfiato per da pubblicit che traggono in inganno gli utenti: lasciano intendere che la suoneria  gratuita, senza mettere bene in evidenza oppure omettendo il fatto che il download faccia partire un abbonamento. Che silenziosamente sottrae al solito tre euro alla settimana dal credito dell'utente.

Non si discute sull'ingannevolezza del messaggio; il Tar per, a differenza dell'Antitrust, non considera corresponsabili gli operatori.  vero che questi ultimi traggono vantaggi dalla vendita di suonerie, che avviene sul loro network e tramite accordi che hanno fatto con i fornitori di contenuti; ma secondo il Tar non sono responsabili perch non gestiscono in prima persona la pubblicit in questione. E cos ha annullato una vecchia multa inflitta a Telecom e Wind.

La sentenza  pesante, tanto che l'Antitrust intende opporvisi, andando al Consiglio di Stato. Il punto  che- come spiegato con soddisfazione dal legale di Telecom e Wind- se passa questo concetto, gli operatori potranno avere annullate anche altre multe inflitte in passato dall'Antitrust. Ed essere al riparo da multe future: per loro diventa un business senzarischi.

Pochi giorni fa l'Antitrust aveva multato Neomobile, Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G, per 1,16 milioni di euro (nel complesso), per pratiche pubblicitarie scorrette nell'offerta di suonerie. Anche queste multe potrebbero essere quindi a rischio,ora.

Di conseguenza, s'indebolisce la tutela dei consumatori: l'Antitrust potr prendersela solo con i pesci piccoli, i fornitori di suonerie, mentre il suo potere di dissuasione  maggiore se pu multare anche gli operatori. L'attivit dell'Antitrust comunque va avanti, anche se  indebolita da sentenza come questa e dal fatto che pu dare multe piccole, rispetto ai fatturati delle aziende coinvolte.

L'ultimo caso: una multa di 165mila euro a Tele2 (ora di Vodafone) per la pratica di attivare il servizio telefonico anche a utenti che non l'avevano richiesto. "In numerosi casi, infatti- spiega Aduc- i consumatori si sono accorti di essere passati al nuovo operatore solo al momento della ricezione delle fatture da parte di Tele2. La societ non ha inoltre consentito ai consumatori di poter scegliere, in base ai propri interessi e alle proprie esigenze, tra l'immediato avvio delle procedure di attivazione a seguito del consenso telefonico e la possibilit di posticipare l'ordine ad un momento successivo". Aduc protesta per per la multa irrisoria e chiede una legge che consenta all'Antitrust di aumentare gliimporti.

Giulio Boresa.

