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UICIECHI.IT: Aprile 2009 - Numero 4.

Peer to peer, la caccia non è finita.

Scritto da Giulio Boresa.

La sensazione è che il peggio debba ancora venire. E’ vero, il parlamento francese ha rigettato il progetto di legge dei tre colpi per cacciare gli utenti peer to peer da internet. Ma non penserete che basti così poco per scoraggiare l’industria discografica e i parlamentari suoi fiancheggiatori? Certo che no, la proposta di legge sarà ripresentata il 27 aprile all’Assemblea Nazionale.

Tanta ostinazione non deve sorprendere. Per prima cosa, può darsi che paghi: dopotutto, la dottrina Sarkozy sta facendo proseliti nel mondo; in Corea del Sud è stata appena approvata una legge analoga. Ci si prova anche in Italia. Seconda cosa: comunque, anche se l’efficacia di queste leggi è dubbia allo stato pratico, nell’immediato hanno perlomeno un effetto deterrente. Spaventano gli utenti peer to peer, che si sentono sorvegliati speciali, con il faro dell’industria puntato contro. E questo di per sé potrebbe rallentare il fenomeno. Lo dimostrerebbe il fatto che è bastata una legge in Svezia (secondo cui i provider sono obbligati a rivelare gli estremi degli utenti p2p) per ridurre di un terzo il traffico internet della nazione.

Infine- terza considerazione- c’è anche da dire che l’industria dell’audio video non sa quale altra strada battere. Ora sta puntando tutto nelle azioni di lobby, per ottenere leggi che impongano ai provider di collaborare con i detentori di copyright (in vario modo, per aiutarli a denunciare gli utenti o per disconnetterli da internet). E’ fallita la strategia precedente, che passava da denunce dirette agli utenti o dalla ricerca di accordi spontanei con i provider.

L’industria insisterà ancora per un bel po’, prima di rinunciare anche a questa strada. Che sarà comunque in salita, come dimostra il caso francese, perché le leggi che l’industria vorrebbe impattono su alcuni principi fondamentali dei cittadini.

Giulio Boresa.