Ubuntu 9.04, pronta la primabeta.

Scritto da Italo Vergani.

Jaunty Jackalope (questo il nome in codice, ovvero Lepre Cornuta ) apporta una serie di migliorie rispetto al predecessore 8.10, attualmente l'ultima stable release disponibile: un nuovo sistema di notifiche, un boot pi veloce e pi di un ammiccamento al cloud computing. Troppo poco, secondo alcuni: tanto che su ZDNet le critiche non sono certo velate, e riguardano la scarsa voglia di osare proprio in chiave di cloud computing. Di sicuro Ubuntu non  radicale quanto gOS :  qualcosa di pi istituzionale, meno di nicchia, e quindi gli utenti devono lasciare sul piatto in termini di novit assolute.

Ci premesso, la nuova versione prevede aggiornamenti anche per Gnome (l'ambiente grafico di riferimento approda alla versione 2.26, con Brasero come applicazione standard per la masterizzazone di CD e DVD, e un migliore supporto per monitor multipli), al kernel (2.6.28) e al server grafico X. Oltre a ci, sotto pelle spicca il supporto al filesystem ext4 , successore dell'attuale ext3 e come quest'ultimo di tipo journaled.

Novit anche sulla versione server di Jaunty Jackalope con il debutto di Eucalyptus : dietro l'acronimo c' un nome chilometrico (Elastic Utility Computing Architecture for Linking Your Programs To Useful Systems) e, soprattutto, un'infrastruttura open source per sviluppare applicazioni in-the-cloud. L'interfaccia  compatibile con le Api di EC2, il cloud computing secondo Amazon , e la sua inclusione nel nuovo Ubuntu  un passo deciso in tal senso. Secondo gli sviluppatori di Ubuntu, gli utenti potranno "creare dinamicamente macchine virtuali, configurare pi cluster in un cloud singolo, fino a creare [.] uno storage manager compatibile con Amazon S3 ". Il che  un'opportunit consistente per l'azienda.

Insomma, la nuvola c', ma  ancora in cielo, o quasi: approder sul desktop con Karmic Koala , almeno stando alle promesse di Mark Shuttleworth, che di Ubuntu  mecenate e anima al contempo. Ma di questo se ne riparler nel prossimo ottobre, con Ubuntu9.10.

Italo Vergani.


