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L'Adsl italiana è in piena evoluzione, in queste settimane; ma sono soprattutto i piccoli provider a mettere sul piatto le novità più rilevanti, le offerte
più inaspettate.
Sul fronte dei grandi provider le
novità erano in fondo prevedibili :
Telecom e Wind si limitano a raddoppiare la banda di picco dichiarata (da 640 si passa a 1.280 Kbps),
Tiscali fa un passo in più
e riduce anche i canoni, mentre
Tele2 come al solito conquista il primato del canone più basso sul mercato
(28,95 euro al mese flat).
Invece, i piccoli provider non si accontentano e per differenziarsi stravolgono i propri listini. Lanciano nuove offerte, giocando anche con i parametri
di banda minima garantita, aumentando quella di upload e diminuendo il canone dei tagli a 2 Megabit. Vi sono costretti dalle circostanze, visto che il
mondo del megabit a basso costo è ormai regno dei provider maggiori. Così ha spunti di originalità la strategia scelta da Ngi, MC-link e Telvia, che sono
tra i principali Internet service provider (Isp) italiani: lanciano le nuove offerte in questi giorni.
Sono sette quelle di Ngi, nel listino aggiornato.
"Abbiamo anche una 640/128 Kbps: ce l'hanno chiesta in molti", spiega Luca Spada, amministratore delegato di Ngi. È un'offerta adatta a chi vuole restare
_always on_ in Internet, spendere poco ma allo stesso tempo mantenere sempre una velocità banda larga decente, anche se non megabit. Costa infatti 25 euro
al mese, Iva esclusa, e ha molta banda garantita in rapporto a quella di picco: 50 Kbps.
C'è anche una 640/256 Kbps (a 28 euro, con 100 Kbps garantiti) e una 1.280/256 Kbps (31 euro, 130 Kbps). Si distingue la nuova offerta 2.048/256 Kbps di
Ngi: a 49,75 euro al mese Iva, 150 Kbps garantiti. "Adesso è la banda di upload a essere molto richiesta dai nostri utenti. La usano per fare file sharing
e peer-to-peer. Per questo motivo, i canoni più alti sono relativi a offerte che hanno 512 Kbps come banda di invio", dice Spada. Si pagano 49,75 euro
al mese per una 1.280/512 Kbps, 80 euro al mese per una 1.600/512 e 93,75 euro al mese (Iva esclusa) per una 2.048/512 Kbps, infatti. I prezzi di queste
offerte sono però diminuiti di circa il 20 per cento rispetto al listino precedente e la banda garantita è raddoppiata (è ora di 200, 300, 400 Kbps).
Anche MC-link punterà molto sul taglio 2 Megabit, con quattro nuove offerte (di cui una a 384 Kbps e le altre a 512 Kbps in upload). I prezzi
saranno 45, 65, 84 e 140 euro al mese (Iva esclusa). La differenza sarà fatta soprattutto dalla banda garantita delle varie offerte, che però sarà comunicata
solo nei prossimi giorni. MC-link abbassa anche il prezzo della 4 Mbps (fatta in realtà di due Adsl 2 Megabit accorpate sullo stesso circuito): sarà di
300 euro al mese. L'offerta di fascia bassa sarà invece 1.280/256 Kbps, a 32 euro al mese.
Molti dettagli della nuova offerta Telvia devono essere ancora definiti, ma già si sa che "saranno aumentati gli Mcr (Minimum cell rate o banda
minima garantita _ndr_), ridotto del 15 per cento il canone della 2 Megabit e raddoppiata la banda delle altre offerte, a parità di prezzo", spiega Massimiliano
Lauricella, il direttore marketing. La banda costa di meno. L'aumento della banda garantita (che è un indice di quanto ce n'è disponibile per gli utenti
nel network del provider) e lo sconto sulle Adsl 2 Mbps sono novità inaspettate e frutto di un accordo di questi giorni tra Telecom Italia e i provider.
In prima battuta, a dicembre, Telecom aveva promesso solo sconti sulle Adsl a 1 Megabit, dai quali sono nati gli upgrade in massa delle 640 flat rate.
L'Aiip, l'associazione dei principali operatori alternativi, ha voluto però di più ed è riuscita a ottenere sconti anche sul prezzo della banda e delle
Adsl 2 Megabit. "Così potremo raddoppiare la banda allocata nei nostri Virtual path e in altre sezioni della rete", spiega Spada. L'aumento previsto sarà
di circa il 20-40 per cento, per altri provider, quali MC-link, SìAdsl, Elitel, Telvia.
È importante che sia così rilevante: altrimenti l'upgrade dell'Adsl italiana sarebbe stato fittizio. Raddoppiare la banda di picco è in realtà, infatti,
come aumentare la capacità dei tubi in un circuito idraulico. Dopo potrebbe passare più acqua, a patto però che ce ne sia abbastanza per soddisfare le
nuove esigenze. Agli utenti più che avere grossi tubi importa che l'acqua scorra più in fretta; bisogna quindi metterne un volume maggiore negli acquedotti.
In altre parole, i provider devono acquistare più banda: lo stanno facendo in questi giorni, ma solo grazie agli sconti di Telecom. "Così l'upgrade delle
Adsl italiane potrà essere reale", chiosa Spada.
Giulio Boresa.
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