Microsoft e la sicurezza, una questione fondamentale.
Di Guido Sintoni.
Mytech, 4/4/2005.
http://www.mytech.it/news/articolo/idA028001062002.art.
Periodo intenso in quel di Redmond: annunci, azioni e accordi legali e sperimentazioni varie dimostrano più che mai quanto sia importante per Microsoft
la questione sicurezza.
Anche se, per ora, l'impressione è che gli annunci rappresentino più intenti operativi che proposte già tangibili.Andiamo con ordine.
Sul fronte delle tecnologie consolidate, prosegue il beta testing del nuovo sistema di distribuzione delle patch per le aziende, già noto come Software
Update Services prima e Windows Update Services poi: ora si chiama Windows Server Update Services, ed è in dirittura d'arrivo o quasi.
_Il successore di Windows Update. Per contro, è ancora agli inizi Microsoft Update, il successore di Windows Update che gestisce gli aggiornamenti di molti
privati e piccole realtà aziendali. Fonti ben informate sostengono che permetterà diottenere aggiornamenti per varie famiglie di prodotti Microsoft (nonsolo
per Windows, come - rare eccezioni a parte - permette Windows Update): Windows, Office, Sql Server ed Exchange Server.
Microsoft Update includerà tutti i download di Windows Update; amplierà il proprio supporto linguistico; ricercherà una maggiore efficienza della banda
a disposizione grazie a una tecnologia chiamata Background Intelligent Transfer Service (BITS) 2.0; permetterà di lavorare su piccoli gruppi di Pc per un aggiornamento simultaneo; migliorerà la reportistica e le modalità di installazione stesse. Per certi versi, c'è da supporre che Microsoft intenda portare con Microsoft Update la tecnologia enterprise sui desktop di tutti.
_Gestione delle identità. Sul fronte della gestione delle identità, ci si ferma a un annuncio, anche se indubbiamente a effetto: Microsoft svilupperà un
software al riguardo, basandosi sulla tecnologia di identificazione chiamata "infocard". Ne ha dato notizia il responsabile della divisione server, Michael
Stephenson, che ha promesso un "miglior controllo sulle proprie informazioni personali, anche in ambienti delicati quali quelli di pagamenti online".
Stephenson non ha dichiarato se le info card saranno incluse in
Longhorn, il Windows che verrà (nel 2006),
e quanto possano realmente giovare all'utente non aziendale. Ma in molti hanno pensato a Hailstorm e Passport, due tecnologie Microsoft per l'autenticazione risalenti al 2001, che hanno avuto destini alterni (il primo per problemi di privacy, il secondo di sicurezza).
Sul versante antipirateria, Microsoft continua a spron battuto con Genuine Advantage, ovvero la richiesta di autenticare la propria copia di Windows per potere scaricare add-on gratuiti che ha debuttato a gennaio, relativamente all'atteso antispyware made in Redmond. Per ora, la notizia tocca poco il mercato italiano: i nuovi software che richiedono l'autenticazione sono i pacchetti per tradurre Windows in 20 nuovi linguaggi. Ma in futuro si avrà sempre più a che fare con Genuine Advantage, che - secondo Microsoft - è stata già utilizzata in cinque milioni di download.
Da ultimo, un breve sipario legale: l'azienda di Redmond ha commutato la richiesta di 500 mila dollari a titolo di risarcimento dei danni nei confronti
dell'autore di Blaster.B (il diciottenne Jeffrey Parson, che ha scritto nel 2003 la prima variante del disastroso worm Blaster) in 225 ore di lavori sociali.
Visti i precedenti di Parson, l'attività sociale non riguarderà in alcun modo l'informatica.
Guido Sintoni.
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