Arrivano le schedine "fidate".

Di Michele Bottari.

Belle, capienti, costose, ma sopratutto dannatamente protette. La terza generazione delle memory card sar sotto il giogo della DRM.

ZEUS News.

www.zeusnews.it.

28-09-2005.

La schedina di terza generazione:

Ancora montagne di soldi spesi per limitare la libert digitale.

TrustedFlash: sar questo il nome di una diabolica memory-card, prodotta da SanDisk, che, stando alla presentazione ufficiale, "permetter di comprare musica, filmati e giochi, da usare indifferentemente su telefoni cellulari, notebook, palmari e altri dispositivi portatili.".

I pi astuti consumatori di multimedia si chiederanno: dove sta la novit? In effetti, le attuali schede di memoria permettono gi questo tipo di utilizzo.

La novit, come avrete capito,  che non lo permetteranno pi.

I titolari dei diritti, cio le major del multimedia, potranno in futuro rilasciare il contenuto solo sui prodotti TrustedFlash perch forniscono una sicurezza superiore e implementano la gestione dei diritti digitali (Digital Rights Management, DRM) richiesta da questi fornitori.

Quindi se vorremo scaricare musica digitale online, attraverso il telefono cellulare o il PC, oppure se vorremo acquistare schede di memoria con contenuto multimediale pre-registrato, dovremo affidarci alla tecnologia TrustedFlash.

Secondo SanDisk, i consumatori avranno maggiore libert di uso del contenuto digitale acquistato, su una molteplicit di dispositivi supportati, in contrasto con quanto avviene oggi, in cui sistemi proprietari di DRM legano il contenuto a un dispositivo particolare, come telefono cellulare o un lettore MP3 specifico.

La tecnologia TrustedFlash conferisce poteri DRM alla memory card: sar essa stessa il Digital Rights Manager, dando cos ai consumatori la libert di utilizzare la card sul dispositivo preferito, senza compromettere i diritti del titolare del contenuto (la nostra amica major).

"La tecnologia TrustedFlash lanciata oggi (ieri per chi legge - ndr)  la base delle schede di terza generazione," ha detto Eli Harari, direttore generale di SanDisk. "Fornisce vera indipendenza, offrendo ai consumatori la libert di godere del contenuto su numerosi dispositivi ospiti.".

Aldil delle pompose dichiarazioni del produttore, l'unica novit vera ci sembra quella di un altro protocollo DRM che si sovrapporr agli altri, rendendo la fruizione del bene, pagato a caro prezzo, sempre pi complicata. In pratica, oltre alle protezioni incrociate e non compatibili dei vari music store online, avremo in pi quella della scheda.

Tecnicamente, la sicurezza  affidata a un chip integrato e a un software crittografico a prova di bomba (anche se questo sar da vedere). La tecnologia, quindi, promette di essere piuttosto costosa, ma, come sappiamo, sar l'utilizzatore a pagare le esigenze di protezione delle major.

Rimane inoltre poco chiaro come, e a che costo, potranno essere certificati i contenuti non provenienti dalle major, come la musica auto-prodotta o quella licenziata come "open content", cio liberamente fruibile dall'utilizzatore.

Come sempre, pare chiaro che il fruitore pagante sia la vera vittima della DRM.

Vittima intenzionale, il pi delle volte, ma anche vittima della disorganizzazione legata alla giungla dei protocolli di protezione.

"Ci abbiamo lavorato sodo per due anni, in stretta collaborazione con l'industria dell'intrattenimento." ha detto Harari. Tra le societ che hanno aderito all'iniziativa, finanziando o partecipando al progetto, ci sono la EMI Music, Samsung, Yahoo! Music e NDS. Questo significa che le probabilit di qualche passo indietro volontario sono bassissime.

Michele Bottari.

