MOZIONE PARI OPPORTUNITA' UOMO-DONNA. XXI CONGRESSO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI ED IPOVEDENTI.

COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' UOMO-DONNA.
Le delegate al XXI Congresso Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi riunite il giorno 18 novembre 2005 presso l'Hotel Marina Beach di Orosei:
Rilevato che, nonostante i caldi e ripetuti appelli del Presidente Nazionale ed il lavoro appassionato svolto dalla Commissione, non sono stati raggiunti i risultati sperati ed attesi;
Constatata, tuttavia una maggiore presa di coscienza delle donne che hanno manifestato in tutti i modi la loro volontà di esserci e di mettersi in gioco;
Chiedono:
una maggiore considerazione e spazi più adeguati allo scopo di poter dare un più concreto contributo alla vita dell'associazione e di essere maggiormente presenti nei posti decisionali. Inoltre, profondamente convinte della loro presa di posizione ribadiscono che:
1) attraverso la Commissione per le pari opportunità e comunque in tutte le sue iniziative l' U.I.C. si faccia promotrice di quella cultura dell'uguaglianza che, pur rispettando la diversità (intesa non come disvalore bensì come valore aggiunto), riesca a mantenere l'equilibrio di rappresentanza abbattendo tutti i pregiudizi e le resistenze ed offrendo ad ogni persona il giusto rispetto e la giusta dignità a prescindere dal sesso e dalle limitazioni che tutt'ora ostacolano la presenza femminile nelle cariche associative.
2) l'U.I.C. favorisca, anche nelle sue strutture periferiche, iniziative atte a potenziare il senso di autostima indispensabile per concretizzare i processi di autonomia quotidiana e personale dei non vedenti e ipovedenti, autonomia intesa quale elemento imprescindibile per la loro integrazione sociale ad ogni livello.
3) consapevoli, che autonomia e autostima procedono di pari passo, si propone la formazione di operatori che sostengano e promuovano l'autonomia personale e domestica e che forniscano un supporto psicologico per il raggiungimento di una autentica autonomia nei rapporti familiari e sociali.
4) tenuto conto delle richieste e visti i risultati ottenuti con i corsi di autonomia quotidiana, vengano istituiti gli stessi a livello nazionale, regionale e provinciale per formatori non vedenti e ipovedenti mirati alla suddetta finalità.
5) nel ricostituire la Commissione per le pari Opportunità uomo-donna, venga prevista: l'integrazione di più figure maschili, la presenza di una rappresentante delle donne sordo-cieche- e ipovedenti e la possibilità di avvalersi della consulenza esterna di esperti che si occupino delle "pari opportunità" a vari livelli.
6) venga favorita, a livello nazionale e regionale, l'istituzione di corsi di leadership aperti a donne e uomini con particolare attenzione alle dinamiche della comunicazione da tenersi in parte in forma residenziale e in parte a distanza, avvalendosi di apposite strutture specializzate.
7) l'U.I.C. favorisca una informazione scientifica e capillare alle donne non vedenti e ipovedenti riguardante la salute e l'accesso ai servizi sanitari.
8) Aiuti la donna a vivere il diritto alla maternità attraverso una informazione specifica fatta da esperti sugli attuali problemi di eugenetica e di fecondazione assistita che la rendano più consapevole nelle sue scelte e che comunque la preparino ad affrontare le difficoltà conseguenti.
9) l'U.I.C. si adoperi al fine di: a) aiutare coppie di non vedenti o miste che intendano procedere nel percorso dell'adozione, affiancando le strutture preposte onde facilitarne l'iter abbattendo con la sua vigile consulenza pregiudizi ostativi; b) istituire un èquipe di esperti a livello regionale in grado di accompagnare la coppia nel suo percorso.
10) l'U.I.C. solleciti l'approvazione della legge sulla non discriminazione e sostenga la Commissione per le pari opportunità a mettere a punto un libro bianco che raccolga le testimonianze del vissuto di donne non vedenti ed ipovedenti, procedendo all'unisono con quanto verrà attuato a livello europeo.
11) l'U.I.C. continui a sensibilizzare donne e uomini sul problema della violenza sviluppando anche nel nostro paese il discorso iniziato con il Progetto Daphne.
12) venga istituito un Gruppo di lavoro che si occupi del problema troppo spesso trascurato delle donne anziane che perdono la vista a tarda età e che quindi sono costrette a vivere un doppio disagio.
13) l'U.I.C. si adoperi al fine di attuare una interdisciplinarietà collaborativa con le altre Commissioni, anche in base alle direttive E.B.U. (Oslo 7-8 giugno 1997).
14) l'U.I.C. si impegni a sollecitare le Università ed i Centri di Ricerca affinchè svolgano studi che possano produrre maggiori informazioni sullo stato delle donne non vedenti in Italia ed all'estero.
15) si stabilisca, una collaborazione attiva e duratura con il telefono rosa e altre istituzioni simili in ambito nazionale offrendo consulenze specifiche sulle difficoltà delle donne cieche ed ipovedenti affinchè sia possibile intervenire in modo concreto ed efficace nella gestione di situazioni complesse.
16) sia organizzato in modo più sistematico il numero verde dedicato alle donne onde favorire un dialogo più costruttivo con i membri della Commissione.
17) l'U.I.C. si apra alla collaborazione ed all'utilizzo della Banca del tempo là dove presente negli Enti territoriali.
Le delegate consapevoli dell'importanza di un sistema di comunicazione interna ed esterna propongono:
18) l'istituzione di un network delle donne simile a quello europeo anche mediante il potenziamento della apposita mailing-list.
19) la promozione in appositi spazi radiofonici e televisivi di una immagine della donna non vedente ed ipovedente più rispondente ai tempi.
20) la diffusione ancora gratuita della rivista Kaleydos arricchendola: di inserti bimestrali collezionabili e di due quaderni semestrali che riportino testi e/o documenti di particolare valore e di indubbio interesse.
21) l'inserimento, nel Gruppo per la scelta dei libri da registrare, di una componente della Commissione Pari opportunità uomo-donna, al fine di istituire un settore specifico di testi al femminile.
22) che venga favorito l'intensificarsi dei rapporti tra la Commissione interna per le Pari Opportunità e le Commissioni esterne operanti sul territorio auspicando un possibile inserimento di rappresentanti della Commissione pari opportunità UIC. Che, inoltre, solleciti e promuova forme di coordinamento e di rapporto diretto tra la Commissione per le Pari Opportunità centrale e i Consigli Regionali e Provinciali, sollecitando occasioni di incontro ed iniziative a livello interregionale per coinvolgere più da vicino la base.
Infine, per dare concretezza a questa mozione congressuale le delegate ribadiscono con forza che: essendo cresciuto il ruolo della donna, visto ormai come essenziale per lo sviluppo e il progresso della società nella sua interezza, i temi riguardanti le donne non vengano considerati come questioni settoriali, ma come parte integrante di tutte le politiche generali.
Per tornare all'indice, premi alt piu' freccia sinistra.