Mozione Pluriminorati. XXI Congresso Nazionale dell'U.I.C.
Coordinatore: Prof. Vito Romagno.
La Commissione di lavoro per le problematiche inerenti i pluriminorati, riunitasi alle ore 9,00 del giorno 18 novembre 2005 al Club Hotel Marina Beach -Orosei - (Nuoro), sottopone all'attenzione e all'approvazione dei delegati al XXI Congresso Nazionale dell'UIC il documento programmatico che tende alla realizzazione di risultati che richiedono un notevole impegno dell'uic, dell'irifor e di tutte le altre strutture che, come si desume dai diversi punti del documento, sono chiamate a collaborare con particolare dedizione.
Di rilevante importanza è il costituendo Centro polifunzionale di alta specializzazione per pluriminorati per il quale la sede centrale è tesa a reperire ulteriori risorse economiche per realizzare un Centro che risponda adeguatamente alle attese e alle previsioni della Presidenza e degli Organi nazionali. Pertanto, occorre che per realizzare lo scopo, ci sia l'impegno e la dedizione totale dell'intero corpo associativo. In attesa di tale realizzazione è necessario sottolineare con forza la centralità del tema della pluriminorazione avvertito con maggiore urgenza in questi ultimi tempi.
E' opportuno a tal fine potenziare presso la sede centrale dell'U.I.C. l'Ufficio di consulenza e di coordinamento delle iniziative afferenti alle problematiche dei ciechi e ipovedenti pluriminorati impegnandolo a rapportarsi con le altre organizzazioni che operano per le medesime finalità.
Perfezionare la mappa organica dei bisogni specifici dei ciechi e ipovedenti pluriminorati e delle famiglie, promuovere l'attuazione di una rete di servizi socio-assistenziali atti alla loro soddisfazione, in collaborazione con le UTC (Unità territoriale di coordinamento), i Centri di consulenza tiflodidattica, le istituzioni pro ciechi, l'irifor e quelle strutture pubbliche e private che si occupano dei problemi educativi e riabilitativi dei pluriminorati avendone competenze istituzionali di tali enti si raccomanda una raccolta di dati per agevolare l'interscambio di esperienze e di professionalità.
4)Continuare nell' azione di coordinamento di quegli enti e di quei centri i quali, pur nella diversità della loro impostazione scientifica e metodologica, operano realmente per l'educazione, la rieducazione e la riabilitazione dei ciechi e ipovedenti pluriminorati.
Costituire centri di accoglienza o strutture idonee e/o utilizzare al meglio quelle già esistenti sia in ambito pubblico che privato dotandoli di personale altamente specializzato, allo scopo di fornire idonee risposte alle esigenze ed ai bisogni dei ciechi e ipovedenti pluriminorati che improvvisamente, sia pure per poco tempo, rimangono privi dell'aiuto e del conforto delle famiglie alla luce della normativa vigente e in raccordo con le strutture operanti.
Tali centri dovranno collaborare con il centro pilota di Roma, al fine di ottenere consulenza ed ulteriori contributi di esperienze e di formazione professionale.
A tal proposito sarebbe opportuno coinvolgere i centri di ricerca (università, CNR, etc.) in programmi di studio per la prevenzione e per la progettazione di strumenti tecnici atti al superamento delle difficoltà dei ciechi pluriminorati nella vita di relazione in collaborazione con la Commissione Istruzione, con l'Ufficio Tiflotecnico, l'I.Ri.Fo.R., il CISAD (Centro Italiano Sperimentazione Ausili Didattici) e la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro ciechi e altre istituzioni pubbliche e private.
Costituire attraverso corsi formativi, una rete di consulenti sul territorio per le famiglie, per gli operatori sociali e le figure professionali che agiscono nel settore in collaborazione con l'I.RI.FO.R., alla luce dei contenuti della legge 284/97 e in raccordo con l'UTC, i Centri di consulenza didattica e le istituzioni pubbliche e private con particolare attenzione alla problematica dei bambini in età prescolare per garantire adeguati interventi di consulenza in favore delle famiglie che vivono sempre drammaticamente la condizione dei propri figli.
Attivare la promozione di iniziative che prevedano il coinvolgimento di rappresentanti legali dei minori pluriminorati e degli interdetti giudiziali al fine di assicurare una maggiore presenza operativa negli organismi dell'Unione Italiana Ciechi.
Ne consegue l'importanza di organizzare corsi di aggiornamento per insegnanti specializzati, curriculari e dirigenti scolastici che operano con alunni ciechi con minorazioni aggiuntive, in stretta collaborazione con l'I.RI.FO.R., con la Biblioteca Nazionale "Regina Margherita" di Monza e con la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro ciechi che già opera da tempo nel settore. Tali corsi dovranno essere organizzati non solo a livello nazionale, ma, ove sia possibile, a livello regionale o interregionale avvalendosi anche della collaborazione dei centri di consulenze tiflodidattiche e delle UTC.
Si ritiene opportuno, anche, organizzare seminari provinciali, regionali e nazionali per responsabili e operatori che si occupano dei ciechi pluriminorati per acquisire esperienze per qualificare gli interventi di recupero sociale.
Continuare nella ricerca di forme di inserimento di ciechi e ipovedenti pluriminorati in cooperative sociali integrate, di cui alla normativa vigente o in alternativa, favorire la costituzione di specifiche cooperative di lavoro protetto, e di ogni attività lavorativa e terapeutica occupazionale anche in collaborazione con la nuova struttura ALA (Agenzia per la Promozione del Lavoro per i ciechi) Alla luce dell'esperienza maturata dalla cooperativa "Luce e Lavoro" di Verona e di altre realtà similari.
Promuovere, avvalendosi, ove possibile, anche della disponibilità degli operatori UNIVOC, opportunamente sensibilizzati e formati, attività di animazione, soggiorni e campi scuola, al fine di favorire la socializzazione dei soggetti ciechi e ipovedenti pluriminorati.
Rinnovare l'invito alla Commissione Nazionale U.I.C. per l'abbattimento delle barriere architettoniche e della comunicazione affinché continui ad agevolare la piena integrazione sociale ai ciechi e ipovedenti pluriminorati e l'accesso ai vari servizi.
Vigilare con attenzione sulla distribuzione delle risorse economiche previste dall'art. 3 della legge 284/97 al fine di garantire le risorse in misura della qualità degli interventi.
In collaborazione con l'I.Ri.Fo.R. organizzare corsi nazionali di formazione di volontari dell'UNIVOC per l'apprendimento dei linguaggi utilizzate dai ciecosordi al fine di agevolare l'interscambio di esperienze per la realizzazione di una sempre maggiore possibilità alla fruizione dei servizi miranti all'integrazione sociale.
Creare un network tra l'ufficio di consulenza e le sezioni periferiche dell'UIC, le quali dovranno avere cura di segnalare all'ufficio di consulenza le persone sordocieche; inoltre è importante che le sezioni organizzino dei supporti per facilitare la partecipazione dei sordociechi alla vita sociale e altre attività integrative.
Attraverso il network sopra citato, sarà possibile creare una rete tra sordociechi che potrà costituire una forza per tutelarsi ed essere interprete diretta dei propri bisogni.
Avviare una ricerca per avere dati statistici più precisi. Per questo sarebbe importante intraprendere una collaborazione con l'Ente Nazionale dei sordi per conoscere i casi affetti dalla sindrome di Usher ed eventuali collaborazioni per il problema della comunicazione. Per questa raccolta dati è importante attenersi alla definizione di sordocecità utilizzata nei paesi d'Europa.
Intensificare l'attività legislativa a favore dei sordociechi per il riconoscimento della sordocecità come unica disabilità avvalendosi dei vari documenti, in particolare del documento sui diritti umani approvato dal Parlamento Europeo.
Si ravvisa l'opportunità di proporre la modifica della legge 429/91 al fine di ottenere il riconoscimento della sordità, quando è abbinata alla cecità, come invalidità civile e con medesimo trattamento economico riservato agli invalidi civili non deambulanti.
Promuovere dei corsi di informatica per ampliare la conoscenza delle nuove possibilità di informazione telematica e stimolare la ricerca per la realizzazione di nuovi ausili di comunicazione a distanza: telefoni cellulari per sordociechi.
Prestare attenzione ai bisogni specifici delle donne sordocieche.
Coordinatore:
Prof. Vito Romagno.
Segretaria:
Francesca Bressi.
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