Mozione Programmatica della Commissione Nazionale Lavoro. XXI CONGRESSO NAZIONALE.

Coordinatore: Prof. Vitantonio Zito.

I partecipanti al XXI Congresso Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti:

	Udita la relazione del Consiglio Nazionale sull'attivit svolta nel decorso quadriennio;

	Sentiti i riferimenti del responsabile nazionale per i problemi del lavoro sulla situazione generale;

	Considerato che le continue e costanti innovazioni tecnologiche ed il progressivo riordino delle professioni sanitarie non mediche sono la causa prima di una considerevole riduzione dei posti di lavoro nel settore delle attivit tradizionali svolte dai non vedenti e dagli ipovedenti;

	Avvertito il bisogno di fruire del disposto della legge 120/91 per l'accesso al pubblico impiego;

	Percepita la necessit di vigilare sul rispetto delle norme relative al collocamento obbligatorio da parte dei datori di lavoro pubblici e privati;

	Preso atto dell'esigenza di indirizzare i giovani verso le professioni maggiormente richieste dal mercato del lavoro;

	Riconosciuto l'impellente bisogno di ricercare nuovi sbocchi occupazionali;

	Dibattuta la complessa problematica del lavoro;

	Impegnano la nuova Dirigenza Nazionale dell'Unione a far proprie le istanze poste in evidenza nel dibattito dalle singole categorie di lavoratori, affinch le stesse possano trovare nel tempo concreta realizzazione.

PROBLEMI GENERALI:

Dotare la Sede Centrale dell'Unione, mediante un censimento nazionale, di dati attendibili relativi ai non vedenti ed ipovedenti occupati, disoccupati ed occupabili distinti per categoria professionale;

porre in essere progetti operativi per superare le difficolt derivanti ai minorati della vista dalla continua riduzione dei posti di lavoro nel campo della riabilitazione e del centralinismo telefonico;

 impegnare l'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione (IRIFOR) ad intraprendere l'attivit innovativa e a promuovere, d'intesa con le Regioni e le Aziende, iniziative per la preparazione e l'occupazione dei ciechi e degli ipovedenti in attivit diverse da quelle tradizionali, ai sensi della legge 68/99, sul diritto al lavoro dei disabili;

promuovere la trasformazione degli Istituti professionali atipici, al fine di assicurare agli utenti minorati della vista la possibilit di un adeguamento professionale secondo il nuovo ordinamento scolastico;

utilizzare le possibilit di lavoro offerte dalle lauree brevi nel nostro Paese;

 affidare al coordinamento degli Enti uno studio di fattibilit per la preparazione e l'occupazione dei ciechi pluriminorati;

promuovere ogni azione tesa a coinvolgere le organizzazioni sindacali e l'ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale nella Pubblica Amministrazione). Per la ricerca di soluzioni idonee ai problemi relativi al rapporto di lavoro, alle qualifiche professionali, ai livelli retributivi, alla progressione di carriera e al rispetto della legislazione speciale in materia di collocamento al lavoro;

esperire ogni mezzo idoneo al recupero di quanti sono divenuti ciechi in et adulta;

sostenere mediante corsi preparatori ed eventuali borse di studio, quanti intendano partecipare ai concorsi pubblici e privati;

promuovere iniziative idonee a favorire la mobilit orizzontale dei lavoratori non vedenti ed ipovedenti all'interno dei vari comparti della pubblica amministrazione e degli enti locali;

impegnarsi ad evitare l'abuso dei benefici previsti all'art. 33, comma 6, della legge 104/92, per impedire che tale abuso diventi causa prima della mancata assunzione dei minorati della vista ad un proficuo lavoro e di ulteriori pregiudizi nei loro confronti;

favorire l'instaurazione di un rapporto di collaborazione tra l'IRIFOR e le Regioni, anche ai sensi del disposto dell'art. 4, comma 6, della legge 68/99, per consentire all'Istituto il rilascio dei titoli relativi alle qualifiche professionali;

vigilare, affinch i minorati della vista aspiranti alla frequenza di scuole e corsi di qualificazione professionale siano realmente in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente;

attuare una attenta ricerca sulle potenzialit lavorative offerte dalle singole realt regionali e provinciali;

affidare all'IRIFOR la progettazione e l'attuazione di nuovi percorsi formativi in considerazione delle aspirazioni e delle capacit soggettive, per meglio qualificare le future figure professionali.

definire il valore dell'anzianit figurativa prevista dalle leggi 113/85 e 120/91, per evitare che il beneficio dei quattro mesi per ogni anno di servizio effettivamente svolto risulti utile solamente per l'anzianit contributiva e assicurativa e non anche per la misura della pensione, al fine di ottenere un'unica interpretazione della vigente normativa sia per la definizione della pensione con il sistema contributivo che con il sistema misto;

promuovere l'ottenimento di una disposizione ministeriale che esoneri i non vedenti, gi riconosciuti dalle competenti Commissioni mediche, da ulteriori accertamenti sanitari ai fini dell'avviamento al lavoro.

CENTRALINISTI TELEFONICI:

Per i centralinisti telefonici, la cui mansione  in continua trasformazione, la nuova dirigenza nazionale dovr impegnarsi a realizzare i seguenti obiettivi:

intraprendere iniziative atte a sollecitare l'approvazione del DDL 3138, concernente modifiche sostanziali alla legge 113/85, nello spirito della legge 68/99;

realizzare la riqualificazione e l'aggiornamento professionale degli operatori telefonici non vedenti ed ipovedenti per porli in condizione di soddisfare le esigenze derivanti alle aziende dalla nuova organizzazione del lavoro e dalla trasformazione delle aziende stesse anche a causa delle costanti innovazioni tecnologiche;

promuovere opportune iniziative affinch le scuole di istruzione professionale, dirette od autorizzate dalle Regioni siano dotate di apparecchiature tecnicamente avanzate e di personale specializzato per favorire la pi accurata preparazione tecnica degli allievi;

impegnare l'IRIFOR ad organizzare seminari di aggiornamento per gli istruttori di corsi di qualificazione per operatori telefonici, privilegiando le esercitazioni pratiche e l'uso degli strumenti informatici pi idonei;

sollecitare alle Regioni, alle quali  demandata la formazione professionale ai sensi della legge 845/78, l'emanazione di programmi di formazione omogenei ed aggiornati in rispondenza dei programmi di esame per l'iscrizione all'Albo professionale, diramati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con circolare n. 10/2005;

adoperarsi affinch l'indennit di mansione riconosciuta ai centralinisti dalla legge 113/85 venga corrisposta mensilmente nella busta paga anche per gli statali, come gi avviene da parte degli enti privati e affinch la stessa sia adeguata in base all'indice ISTAT;

ottenere che il rappresentante dell'Unione Italiana dei Ciechi, facente parte della "Tripartita" partecipi anche alla preparazione delle graduatorie degli aspiranti in attesa di collocamento;

incentivare l'aggiornamento e la riqualificazione professionale per favorire anche la progressione di carriera;

impegnarsi ad inserire nel DDL n. 3138 una clausola che preveda, nel caso di non adempimento dei provvedimenti di avviamento al lavoro emanati dalla competente autorit amministrativa, la possibilit di costituire, con sentenza del giudice del lavoro, il rapporto di impiego, oltre al risarcimento del danno se dovuto, ai sensi dell'art. 2932 del codice civile.

FISIOTERAPISTI:

I fisioterapisti minorati della vista, per l'evolversi delle professioni sanitarie ai sensi del D.M. 741/94, sui nuovi profili professionali e per la realizzazione di un pi elevato grado di professionalit del personale paramedico ai sensi dei DLGS 502/92 e 517/93, nonch in presenza dell'equipollenza dei titoli professionali prevista dalla legge 42/99 regolamentata dal DM 27 luglio 2000, impegnano la nuova dirigenza nazionale al conseguimento dei seguenti obiettivi:

sostenere, di intesa con gli enti professionali della categoria, lo sviluppo della professionalit dei fisioterapisti non vedenti ed ipovedenti;

promuovere lo sviluppo delle prospettive di lavoro degli operatori della riabilitazione minorati della vista nelle strutture sanitarie nazionali e regionali;

affidare all'IRIFOR la riqualificazione professionale della categoria, affinch questa sia in grado di rispondere alle necessit degli ordinamenti sanitari;

impegnarsi ad ottenere un provvedimento legislativo che preveda la produzione di strumenti elettromedicali idonei all'utilizzo da parte dei fisioterapisti minorati della vista e non;

ottenere la trasformazione degli Istituti IPSIA di Firenze e Napoli nonch degli Istituti di Catania e Palermo in centri di formazione continua idonei anche alla preparazione teorica e pratica degli aspiranti fisioterapisti non vedenti ed ipovedenti ed agevolarli nel superamento di difficolt conseguenti alla frequenza di corsi universitari finalizzati al conseguimento della laurea breve in fisioterapia;

ottenere dalle ASL che nei vari corsi di aggiornamento i programmi e gli strumenti professionali siano adeguati alle necessit dei partecipanti non vedenti ed ipovedenti;

favorire la stipula di convenzioni tra le Universit degli Studi e gli istituti professionali per ciechi, sulla base della esperienza realizzata a Firenze, al fine di agevolare l'accesso dei minorati della vista ai corsi di laurea per fisioterapista;

affidare ad un fisioterapista, previo percorso formativo di provata esperienza professionale, il tirocinio pratico dell'allievo minorato della vista;

adoperarsi per l'ottenimento di una riserva di posti nei corsi universitari per fisioterapista per i non vedenti e gli ipovedenti;

provvedere alla dotazione delle attrezzature tiflotecniche per i corsi professionali, fruendo dei benefici della legge 17/99;

vigilare, di intesa con le organizzazioni sindacali per il rispetto delle norme relative all'inquadramento professionale, affinch non vengano lesi i diritti dei fisioterapisti minorati della vista;

seguire attentamente l'iter delle proposte di legge concernenti il riordino delle professioni sanitarie, al fine di inserire rappresentanti di categoria negli istituendi albi ed ordini professionali;

proporre le opportune modifiche alla legge 29/94 sui terapisti della riabilitazione minorati della vista, per adeguarla alla legislazione attuale in materia di collocamento obbligatorio;

impegnare il Centro Nazionale Tiflotecnico nella ricerca di apparecchi elettromedicali utilizzabili con sintetizzatori vocali o segnalatori tattili;

favorire incontri tra i comitati dei genitori dei ragazzi ciechi ed ipovedenti inseriti nella scuola e quelli dei fisioterapisti, nell'intento di suscitare nei giovani interesse agli studi fisioterapici;

provvedere alla stampa in braille o in formato elettronico, dei testi con contenuto professionale indicati dal Comitato dei fisioterapisti;

ottenere dal Parlamento una legge che affronti chiaramente d avvii a soluzione i problemi connessi con la libera professione del fisioterapista non vedente.

INSEGNANTI E DIRIGENTI SCOLASTICI:

	La Commissione per la tutela dei diritti degli insegnanti non vedenti rileva come il momento che la scuola italiana sta vivendo sia particolarmente complesso e delicato: l'autonomia degli istituti, sancita a livello costituzionale, rappresenta una vera occasione di rinnovamento, ma incontra ancora una quantit di ostacoli che ne limitano l'efficacia accrescendone le criticit; la riforma, prevista dalla legge 53/2003, si sta avviando con grande fatica sia perch non  stata ancora emanata una buona parte della normativa secondaria sia perch la complessit delle disposizioni, le incertezze interpretative, la mancanza di mezzi adeguati ne condizionano pesantemente l'attuazione. Se tale orizzonte, pur ricco di stimoli e potenzialit, appare in notevole misura nebuloso per tutti gli operatori scolastici e suscita in molti disorientamento e ansie, gli insegnanti non vedenti sono particolarmente esposti ai rischi di una trasformazione che, vissuta in modo positivo, ne pu valorizzare le capacit, in caso contrario ne limiter gli spazi operativi e le gratificazioni professionali. Valutando tale situazione, la commissione propone ai nuovi organi dirigenti dell'U.I.C., alcune linee operative sulle quali, a suo giudizio, dovr insistere l'associazione se vorr concretamente tutelare gli insegnanti e i dirigenti privi della vista.

In sintesi esse sono:

costituire e aggiornare periodicamente un data-base degli operatori scolastici non vedenti che consenta di conoscere la situazione reale del settore;

chiedere al ministero dell'istruzione che, con specifica normativa, riconosca ai fini amministrativi la validit dei documenti redatti con gli strumenti informatici che agevolano l'operativit dei non vedenti;

assumere iniziative affinch l'amministrazione scolastica assegni risorse specifiche agli istituti in cui operino docenti privi della vista perch ciascuno di essi possa, sulla base di un progetto da lui presentato al dirigente, operare con l'assistenza e i mezzi richiesti da una attivit didattica sempre pi complessa,flessibile e commisurata a ogni singolo allievo;

ottenere che nei corsi di aggiornamento e formazione promossi dall'amministrazione per tutto il personale docente e dirigente i privi della vista siano affiancati da un assistente con competenze specifiche, retribuito dalla amministrazione stessa, quando tale presenza sia necessaria per garantire la fruizione delle iniziative in condizioni di parit con i colleghi vedenti;

promuovere, anche con l'intervento dell'IRIFOR, un aggiornamento e una formazione specifica per gli insegnanti e i dirigenti privi della vista che tenga conto dei problemi che essi debbono affrontare nell'esercizio della loro professione;

organizzare riunioni periodiche degli operatori scolastici vedenti e non nelle quali si possano individuare, attraverso il dibattito dei diretti interessati, le concrete necessit della categoria e le proposte operative ritenute pi efficaci;

impegnarsi perch il ministero riveda, con la consulenza dell'U.I.C., le classi di concorso accessibili ai non vedenti anche alla luce delle nuove tecnologie;

promuovere iniziative volte ad orientare i giovani verso gli studi universitari che aprono l'accesso all'insegnamento attraverso l'uso della nuove tecnologie;

potenziare e, laddove non esistono realizzare strumenti di informazione come per esempio la mailing list e riviste relative alle attivit di docenza e di gestione amministrativa;

coinvolgere maggiormente il Centro di Servizi Amministrativi (C.S.A.) e gli Uffici Scolastici Regionali (U.S.R.) al fine di una loro partecipazione attiva alle iniziative che vedono direttamente impegnati gli operatori scolastici privi della vista;

favorire la partecipazione ai corsi di formazione di aggiornamento organizzati dall'amministrazione centrale e periferica della scuola, con l'adeguamento dei programmi e degli strumenti, nonch con la presenza di personale specializzato nel gruppo dei formatori;

adoperarsi affinch la legge n. 4/2004 "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici", sia realmente applicata in tutte le sue proposizioni e per l'accessibilit e per la fruibilit al fine di consentire anche agli insegnanti e ai dirigenti scolastici ciechi e ipovedenti la fruizione immediata dei testi sia in uso che di futura adozione;

promuovere, per la tutela degli insegnanti e dei dirigenti scolastici l'eliminazione di eventuali contrasti interpretativi nella normativa vigente;

incoraggiare con l'attivit dell'AGRIMUS la ripresa degli studi musicali, avvalendosi dell'ausilio delle nuove tecnologie, per recuperare una fonte di lavoro che in passato ha dato ai minorati della vista sicurezza nella vita;

facilitare l'accesso dei non vedenti ed ipovedenti ai conservatori musicali ed ottenere che gli stessi, in presenza di allievi minorati della vista, possano avvalersi di esperti in musicografia braille, con funzioni di insegnanti di sostegno;

diffondere in braille e/o attraverso i mezzi informatici le circolari ministeriali che riguardano gli insegnanti e i dirigenti scolastici.

NUOVI SBOCCHI OCCUPAZIONALI:

Le aree entro cui possono svilupparsi nuove attivit lavorative per i non vedenti e gli ipovedenti sono cos sintetizzate:

l'ampio settore amministrativo pubblico e privato, per effetto delle leggi 120/91 e 68/99;

il telelavoro, inteso come modalit per l'occupazione;

la libera professione (avvocato, giornalista, fisioterapista, psicologo, ecc.);

la gestione di cooperative di lavoro, di servizi e di commercio;

l'attivit di marketing;

la stenotipia;

l'artigianato e il lavoro manuale in genere.

A tal fine sar necessario:

impegnare l'Agenzia nazionale per la promozione del lavoro dei minorati della vista - ALA ha realizzare un censimento di tutte le attivit non protette dalla legislazione speciale, gi svolte dai non vedenti e ipovedenti, al fine di potere operare una scelta ponderata di nuovi indirizzi professionali, rispondendo in maniera concreta ai continui mutamenti del mercato del lavoro;

individuare nuove possibilit di lavoro nell'ampio settore dell'informatica;

creare un'intesa tra l'I.Ri.Fo.R. e le Regioni per l' intensificazione della riqualificazione professionale e per lo sviluppo delle figure professionali individuate con il D.M. Lavoro del 10 gennaio 2000 e dell'operatore addetto al call center;

realizzare per i ciechi e gli ipovedenti il supporto di manuali anche in versione digitale, e di personale specializzato nei corsi di riqualificazione e di aggiornamento professionale organizzati dai datori di lavoro nell'ambito della legge 68/99;

promuovere ogni iniziativa affinch la legge 68/99 sia concretamente applicata a beneficio dei minorati della vista e di tutti i disabili;

favorire la partecipazione a concorsi pubblici e privati, privilegiando la conoscenza degli elementi essenziali di autonomia personale, dell'uso di ausili tecnici e della legislazione specifica in materia di collocamento al lavoro e di assistenza;

promuovere, con l'ALA, lo sviluppo della libera professione e la pubblicizzazione dei bandi di concorso accessibili anche ai minorati della vista;

intraprendere, con l'ALA e con l'I.Ri.Fo.R., iniziative concrete per la rivalutazione e il rilancio delle attivit manuali anche attraverso la costituzione di cooperative integrate tra vedenti e non, in grado di fruire di benefici di cui alla legge 381/90, e con l'apertura di laboratori protetti laddove le esigenze di mercato lo consentano;

esaminare senza pregiudizi la possibilit di avviare al lavoro i minorati della vista anche mediante il telelavoro.

AGENZIA PER LA PROMOZIONE DEL LAVORO DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI - ALA:

	L'Agenzia nazionale per la promozione del lavoro dei ciechi e degli ipovedenti (ALA), istituita dall'Unione per favorire l'inserimento dei minorati della vista nel mondo del lavoro, impegna la nuova Dirigenza Nazionale a facilitare il conseguimento dei seguenti obiettivi:

realizzare un sistema integrato di accesso al mercato al lavoro teso ad agevolare l'inserimento lavorativo dei ciechi e degli ipovedenti, valorizzandone le capacit personali, cio un organismo di sviluppo in grado di individuare le specifiche opportunit occupazionali per i minorati della vista;

fornire ai datori di lavoro il supporto e la consulenza necessari per l'adeguamento alle leggi innovative o modificative della normativa in materia e strumenti e mezzi utili ad individuare nuove possibilit occupazionali, concentrandosi sul miglioramento della qualit del posto di lavoro in modo che l'attivit svolta dal cieco e dall'ipovedente sia di beneficio all'intera collettivit;

sviluppare azioni mirate all'osservazione, alla valutazione e all'accertamento delle potenzialit e delle competenze professionali nonch allo studio e all'analisi dal fabbisogno del datore di lavoro pubblico e privato ai fini dell'accertamento dell'idoneit dei minorati della vista ad acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per esercitare le professioni individuate;

offrire il sostegno necessario all'inserimento e all'adattamento nel contesto lavorativo dei minorati della vista, al fine di superare i disagi della persona collocata al lavoro mediante la progettazione di interventi mirati di approfondimento e di perfezionamento, per il suo continuo e costante aggiornamento professionale;

creare un sito internet per la raccolta dei dati anagrafici e professionali dei non vedenti e ipovedenti lavoratori ed aspiranti al lavoro, nel rispetto della normativa sulla privacy.

RAPPORTI CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI.

L'Unione Italiana dei Ciechi e le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, fortemente condividendo i fondamentali valori della democrazia e della solidariet, intendono collaborare, in tutti i modi possibili e nel rispetto dei rispettivi ruoli, per la difesa ed il rafforzamento dello Stato Sociale, quale migliore garanzia per la piena affermazione dei diritti delle persone e dei lavoratori.

In tale prospettiva riaffermano la validit e l'attualit del Protocollo d'Intesa tra di loro stipulato nell'anno 2002, auspicando un forte reciproco impegno per una maggiore cooperazione ai vari livelli territoriali ed aziendali, procedendo anche, laddove possibile, alla istituzione di apposite commissioni sul modello di questa, operante a livello nazionale.

Individuano nei seguenti, gli obiettivi da perseguire insieme, in vista di una piena ed effettiva integrazione delle persone disabili nel lavoro e nella societ:

piena attuazione sull'intero territorio nazionale della legge 68/99, concernente il diritto al lavoro dei disabili. In tale prospettiva, operare insieme soprattutto in quelle Regioni che non hanno ancora recepito la nuova normativa nella sua interezza;

adoperarsi per una formazione professionale al passo con i tempi, che punti, da un lato, alla qualit dei programmi didattici e dell'insegnamento e, dall'altro, ad una maggiore rispondenza delle professionalit da formare alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro;

ricercare ed attuare la massima collaborazione possibile, a tutti i livelli istituzionali e territoriali, per meglio tutelare gli interessi dei lavoratori disabili, sia nella contrattazione collettiva, sia in riferimento alle esigenze ed aspettative dei singoli lavoratori;

favorire la piena attuazione della legge 328/2000, concernente la riforma del sistema integrato di servizi ed interventi sociali, mediante una puntuale e tempestiva determinazione dei livelli essenziali di assistenza, in maniera tale da improntare a criteri di adeguatezza ed uniformit l'intero sistema operante sul territorio nazionale, senza inaccettabili sperequazioni che dovessero verificarsi in dipendenza del peso sempre crescente delle autonomie regionali e locali;

promuovere una pi incisiva ed efficace presenza dell'Unione Italiana Ciechi nelle Commissioni Tripartite, a livello provinciale e regionale, ai sensi della vigente normativa.

IL COORDINATORE:

Prof. Vitantonio Zito.

I SEGRETARI:

Rag. Mario Pasquetti.

Dr.ssa Rita Seddio.




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