Il governo tedesco sposa le major.

Di Michele Bottari.

L'anno prossimo, il download illegale sar considerato furto. Ancora regali ai signori del copyright.

ZEUS News.

www.zeusnews.it.

28-03-2006.

La Germania ci soffia il primato per la legge pi illiberale sui multimedia.

Dal primo gennaio 2007, in Germania lo scaricatore di files sotto diritto d'autore sar assimilato al ladro. Verr introdotto nel diritto tedesco il reato di furto digitale, una novit assoluta nel panorama europeo. La nuova legge tedesca antipirateria riesce a prendere il peggio dalla nostra legge Urbani e dall'analoga riforma francese sul copyright, che pure qualcosa di buono aveva da dire.

Due anni a chi scarica per uso personale, fino a cinque per chi lo utilizza per fini commerciali. Queste le pene della nuova inquisizione tedesca. "Non dobbiamo distinguere tra chi ruba un pacchetto di chewing gum e chi scarica files illegali", sono le parole di Gunther Krings, deputato del partito cristiano-democratico capeggiato dalla cancelliera Angela Merkel.

Le giustificazioni del governo sono scandalose: 439 milioni di cd pirata e a una riduzione degli introiti delle major pari al 45% negli ultimi otto anni, sarebbero alla base della repressiva normativa. Avete capito bene: per contrastare la criminalit organizzata, responsabile della diffusione dei Cd pirata, hanno deciso di arrestare i ragazzini che scaricano le canzoncine da Internet.

Tecnicamente,  stata sposata in pieno la controversissima tesi della perdita di lucro da parte dei titolari del diritto, all'atto di un download clandestino.

In pratica ogni volta che qualcuno scarica un file protetto, il titolare del diritto subisce un "lucro cessante", perch ci saranno copie in meno vendute sul mercato. Di qui all'ipotesi di furto vero e proprio, il passo  breve.

La legge  purtroppo il sintomo di una vergognosa sudditanza nei confronti dei gruppi di pressione che noi ben conosciamo, come la MPAA e la RIAA, i cui rappresentanti oggi gongolano soddisfatti. Il vero loro scopo  spaventare l'utente pagante per costringerlo, tramite la DRM, a non avvalersi dei propri diritti, come il prestito o la copia a uso personale.

Siamo contrari all'utilizzo del peer-to-peer per scaricare contenuti protetti, perch  offensivo utilizzare sofisticati strumenti di libert digitale per avvalorare le dementi politiche commerciali delle major. Ma la sproporzione tra il reato ipotizzato e le pene previste crea indignazione e scandalo, soprattutto in relazione al tipo di interesse che in questo caso viene tutelato: non quello degli autori, ma quello delle potenti multinazionali del copyright.

Michele Bottari.

