Viva la radio digitale: le proposte di Vodafone e di Tiscali.
Di Giulio Boresa.
Mytech, 28/4/2006.
http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001065483.art.
La radio digitale, via Internet, piace e gli operatori ci scommettono. Lo dimostrano bene due lanci, entrambi di qualche giorno fa: Vodafone My Radio (su cellulare) e Free Juke Box (di Tiscali). Sfruttano in due modi diversi il punto di forza che le radio via Internet hanno al confronto con quelle normali (analogiche): l'interattività.
La formula di Vodafone è la radio personalizzata. È stato Yahoo! tra i primi a sperimentarla, come servizio per gli utenti Internet via computer. Vodafone la inaugura adesso sui cellulari. In sostanza, l'utente comunica al servizio i propri gusti in fatto di musica e il cellulare gli propone una serie di brani da ascoltare. Con un continuo feedback dell'utente (che di volta in volta potrà confermare se gli piacciono o no i pezzi proposti) la radio si affina.
I costi sono interessanti perché flat: 1,49 euro per un giorno di ascolto illimitato.
Non so se gli utenti lo considereranno troppo caro o un prezzo giusto. Dopotutto è facilissimo e gratis, con gli Mp3, creare compilation personalizzate da ascoltare su telefonino, che sempre più spesso integra un lettore musicale completo e tanta memoria.
In ogni caso è notevole questa svolta: la radio personalizzata rompe con quel modello di trasmissione broadcast che gli esperti chiamano "one to many" e "one fits all". Che cioè funziona mandando una stessa cosa a tutti gli ascoltatori indifferentemente. È la stessa rivoluzione che, in forma di video on demand, sta investendo la Tv.
La scommessa di Tiscali è invece di fondere radio con peer-to-peer. Gli abbonati ai servizi di accesso Internet Tiscali possono accedere, via software, al Tiscali Free Juke Box. È possibile così accedere a collezioni musicali condivise dagli altri utenti e a un catalogo Tiscali che consta di 3,5 milioni di brani protetti. L'utente può ascoltarli gratis. Circa un milione di quei brani è disponibile anche per l'acquisto (a 99 cent l'uno).
Le Web radio, per tutte queste possibilità aggiuntive che hanno rispetto alle radio normali, potrebbero essere l'affare del futuro. Ne è convinto Bridge Rating, una delle principali aziende americane specializzate in questo settore: in un rapporto appena pubblicato comunica che il pubblico delle Web radio è cresciuto del 30 per cento nel 2005. Segno che medium della radio è tutt'altro che in declino: si sta rinnovando, anzi, passando dal digitale, che apre la porta a nuovi servizi e modi più evoluti di mettere in rapporto la radio con il pubblico.
Giulio Boresa.
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