Open Document Format  standard.

Di Guido Sintoni.

Mytech, 4/5/2006.

http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001065536.art.

Passo avanti per Odf (Open Document Format for Office Applications), il formato libero per applicazioni di tipo office nato in opposizione ai formati proprietari Microsoft: questa settimana la Organizzazione Internazionale per gli Standard (International Organization for Standards, Iso), ovvero l'ente internazionale che mantiene e approva gli standard legati alla tecnologia, lo battezzer come un nuovo standard.

Non  certo una mossa definitiva: OpenXml, il formato Microsoft per l'Office che verr,  anch'esso in attesa di approvazione. E l'azienda di Redmond non vorr perdere tanto facilmente gli indubbi vantaggi derivanti dall'avere in mano standard di fatto che favorire la vendita di prodotti molto redditizi: non va dimenticato che circa il 25% dei proventi di Microsoft deriva da Office, i cui formati Word, Excel, PowerPoint e Access sono proprietari.

Odf, per contro,  stato messo a punto dal consorzio aperto Oasis, patrocinato da due rivali storici di Microsoft quali Ibm e Sun Microsystems. Lo scopo dichiarato  quello di usare Odf come riferimento per i documenti legati alla produttivit personale (elaborazione di testo, fogli elettronici, presentazioni e simili), generati con applicazioni di tipo Office. Non  un caso che OpenOffice 2.0 - suite libera, gratuita e da sempre sponsorizzata da Sun - adotti gi Odf sin dal debutto; che per Word esista gi un filtro che supporta Open Document, e che le release pi recenti di Koffice o Abiword - applicazioni per Unix di nicchia - siano gi aperte a Odf.

Significativo il commenti di The OpenDocument Format Alliance, gruppo composto da pi di 150 aziende che supporta lo standard: " La ratifica di standard Iso migliora l'adozione di Odf nel settore pubblico e privato, cos come delle applicazioni che supportano il formato".

Senza nulla togliere a Microsoft, saremo tutti un po' pi liberi di scegliere. E magari di risparmiare sulle licenze di Office e - ancor meglio - di sostituire le odiose copie pirata con OpenOffice: non  poco.

Guido Sintoni.

