La nuova frontiera dei dispositivi mobili accessibili.

Di Vincenzo La Francesca e Sabato De Rosa.

Parlare di dispositivi piccoli per non vedenti ed ipovedenti spesso ha voluto significare parlare di strumenti costruiti appositamente per pochi.
Braille Lite, Audiobraille, Braille Mate, Pac Mate, Iris, Mpo: tutti dispositivi che, sebbene intendono soddisfare l'esigenza di chi vuole lavorare o comunque avere tutti i suoi dati anche in mobilità, hanno un unico grosso limite. Sono apparecchi non commerciali, per cui i costirisultano non poco rilevanti, la manutensione è eseguita solo in località ben precise, e soprattutto non permettono un aggiornamento di frequente.
Sebbene i dispositivi più giovani permettano anche una certa connettività, attraverso bluetooth, cavo USB o modulo telefonico incorporato, il rischio è sempre quello che possa trattarsi di un mercato di nicchia.
La grande conquista, però, a proposito del modulo telefonico, del gprs e altri termini associati alla telefonia cellulare, è costituita dall'avvento degli screen reader per cellulari.
Il progetto della carta U.I.C. e la Tim è ormai sul viale del tramonto, ma molti dei telefoni di ultima generazione hanno un sistema operativo, il simbian, per cui è possibile sviluppare dei veri e propri programmi.
Principali screen reader che si contendono il mercato.
Messaggi, rubrica, mms, televisione, agenda, chiamate ricevute e perse, con questi programmi non sono più una barriera.
I telefoni con il simbian non sono tantissimi, e purtroppo il costo non è proprio a portata di tutti, soprattutto se consideriamo che al costo del cellulare va aggiunto il software di vocalizzazione o di ingrandimento.
Nonostante questo la tecnologia non si è fermata qui.
Fino a qualche tempo fa, anche solo 2 anni fa, l'idea che un non vedente potesse usare un dispositivo piccolo come appunto un palmare non entusiasmava molti.
Oggi, dopo il grande boom dei telefoni cellulari con il simbian e quindi con il programma di voce, questa realtà ha improvvisamente preso a macinare molto materiale.
Fino a qui, il punto della situazione ci dice che anche sui palmari è arrivato lo screen reader.
Tutti sappiamo che le caratteristiche principali dei palmari sono 2: quella di essere veramente piccoli, e parlo delle dimensioni di un portafoglio, e quella di non avere una tastiera da cui digitare.
I tasti che li compongono sono veramente essenziali, poiché tutte le applicazioni che sono presenti si gestiscono a mezzo di una piccola penna che, toccando lo schermo, da vita alle varie icone. Per essere più pratico, piuttosto che portare in giro un mouse sullo schermo, andiamo direttamente a cliccare con la pennina. E adesso la parola cliccare è anche diventata antica! Già, perché per i palmari stiamo bene attenti ad usare il termine "tappare"! Non chiedetevi perché ciò sia: potremmo rimanerci tutti male, scoprendo che probabilmente anche in questo caso non c'è una chiara radice semantica. Per fortuna si può vivere anche senza aver dato risposta a questo interrogativo tecnologico.
Ho detto che i palmari non posseggono tastiera. Questa cosa è vera a metà. La tastiera in tutti i casi esiste, ma è una tastiera virtuale a schermo, con cui, tappando i vari caratteri, si compongono i testi. Un sistema di composizione facilitata, un po' come il famoso t9 dei telefonini, dovrebbe velocizzare i processi di immissione.
Per il resto il sistema operativo che i palmari montano è simile a windows. Beh, se consideriamo che il produttore è il blasonatissimo Bill Gates, non poteva che venir fuori un Windows Pocket, o un Windows Mobile!
La prima versione è stata battezzata windows pocket, perché è il windows che va in tasca, sempre che qualche malintenzionato ce lo faccia rimanere!
La seconda versione, il windows mobile, prende il suo nome dalle nuove frontiere aperte dalla tecnologia. Mentre, infatti, i primi palmari erano solo dispositivi di immissione e consultazione documenti, al massimo consentivano il transfer di documenti dal pc, la seconda generazione di palmari offre molto di più.
Proviamo a pensare ad un palmare che sia un vero e proprio computer tascabile, che sia capace di telefonare come un cellulare, navigare in internet, connettersi con e senza fili con altri computer o con altri dispositivi portatili. Proviamo ad aggiungerci una fotocamera, e magari un navigatore satellitare. Aggiungiamo, come ciliegina, uno screen reader che permette di gestire abbastanza il tutto.
  Il connubio che ne risulta è veramente interessante e gli sviluppi che si possono ipotizzare sono molteplici.
Rimane ancora un po' di oscurità su come un non vedente possa usare un palmare.
Intanto ribadiamo che il palmare, o PDA, per dirla come tutti, rimane uno strumento principalmente di lettura o di ascolto.
Testi, mp3, libri, non sono più una barriera, insieme ai canonici servizi di posta elettronica, rubrica, agenda.
Riferendoci alla verità a metà di prima, dobbiamo aggiungere un ultimo pezzo. Grazie alla microtecnologia, alcuni modelli di PDA hanno integrata una tastiera a scomparsa. Grazie ad essa ed alla creazione di tasti virtuali che si posizionano nei quattro angoli dello schermo e che si possono azionare con il dito, è possibile sviluppare uno screen reader e poter beneficiare dei servizi di un PDA.
Allo stato attuale il mercato offre 3 programmi: due screen reader, mobile speak pocket e Hal, insieme a Voice Suite.
Dei primi due non abbiamo altro da dire se non che funzionano come dei veri screen reader, anche se, vista la tenera età, sono in via di sviluppo.
L'Unione Ciechi sta seguendo da vicino questi software, mentre ampio spazio sta dando al Voice Suite.
Si tratta di un applicativo dedicato, pensato per facilitare al massimo l'uso del PDA.
E così le principali applicazioni come rubrica, agenda, messaggi di ogni tipo, telefonate, possono essere gestiti con estrema semplicità.
Ciò è poi il prologo all'uso di altri servizi che l'associazione, di concerto con associazioni europee, sta sviluppando per tutti.
Le biblioteche elettroniche consentono di scaricare e leggere opere letterarie, il cui catalogo è in espansione.
Le biblioteche sono fruibili sia con un computer, ma anche con il palmare, appunto tramite Voice Suite.
Il servizio è gratuito per tutti coloro che vi si iscrivono, seguendo le indicazioni riportate nel sito internet di ciascuna biblioteca.
Il progetto Evalue è raggiungibile a partire dalla nostra homepage:
http://www.uiciechi.it/,
mentre il Telebook è disponibile sul sito:
http://www.cavazza.it/.
Sempre con Voice Suite è possibile usare altri servizi di consultazione di quotidiani e periodici.
Il giornale "la stampa" è anch'esso consultabile a partire dalla nostra homepage, ma è altresì scaricabile e leggibile a mezzo PDA.
La fondazione Ezio Galiano offre autonomamente, previo contributo economico ed iscrizione, i principali quotidiani, libri e periodici. Anche essi sono raggiungibili tramite PDA con Voice Suite o attraverso il proprio pc.
Le prospettive sono interessanti.
Che ne dite se, ad esempio, avvicinandoci al bancomat, il PDA e il distributor si mettano in contatto via bluetooth o altra modalità senza fili, e noi possiamo gestire il sistema in autonomia attraverso lo screen reader?
Il decoder satellitare o del digitale terrestre? Perché non gestirli via PDA?
E che dire della guida tramite i dispositivi satellitari?
Se a questo aggiungiamo la possibilità di sapere informazioni su un autobus che sta arrivando, o sul prodotto che al supermercato stiamo cercando di acquistare, e ancora altro, il quadro che si può intravedere potrebbe essere addirittura troppo ottimistico.
Dopo questa ventata di novità, qualche lato poco piacevole.
Il costo complessivo non è appannaggio di tutti. Il suo utilizzo non è sicuramente facilissimo.
Forse, esso si rivolge ad una clientela specifica, ancora troppo esigua, sia per i costi che per il vero rientro pratico che può offrire.
  Pur usando proficuamente il telefonino cellulare con la sintesi, con il PDA ci si rende conto di aver fatto il salto di qualità. Maggiore memoria, massima compatibilità e versatilità con la sincronizzazione al computer, massima portatilità, avendo internet e il nostro ufficio sempre in tasca. La lettura di libri e giornali, poi, aiuta a colmare gli enormi tempi morti del viaggiare in tram.
C'è un aspetto grave, su cui riflettere. Il non vedente è sempre più costretto a viaggiare con addosso oggetti tecnologici di valore sempre maggiore. I borseggi purtroppo non sono una leggenda e una volta che capita, purtroppo, sono dolori.
Vincenzo Lafrancesca e Sabato De Rosa.
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