Applicazione della legge Stanca: realtà e prospettive.

Di Gaetano Contestabile, Giuseppe Fornaro, Nunziante Esposito e Massimiliano Martines.

Torino - 10 e 11 Giugno 2006.
Intervengono per la Commissione OSI dell'Unione Italiana Ciechi:
Gaetano Contestabile.
Giuseppe Fornaro.
Nunziante Esposito.
Massimiliano Martines.
La commissione OSI, costituita agli inizi dell'anno 2002, rappresenta un organo consultivo dell'Unione Italiana Ciechi. Essa è stata fortemente voluta dal Presidente, Prof. Tommaso Daniele, che ha sentito l'esigenza di affrontare il problema dell'accessibilità dei non vedenti alle nuove tecnologie, una delle quali è internet.
I non vedenti, grazie agli ausili messi loro a disposizione, hanno la possibilità di usare il computer e quindi di poter accedere alle informazioni presenti sulla rete. Questa possibilità ha una rilevante importanza perché permette una maggiore integrazione sociale e un accrescimento di autonomia per i disabili visivi.
Ma non è tutto poi così facile! Purtroppo ancora troppe barriere occorre superare per ottenere la piena accessibilità.
Si spera che, i soggetti coinvolti nella applicazione della legge sull'accessibilità dei siti internet, con la ormai prossima scadenza dei termini, entro i quali le pubbliche amministrazioni si dovranno adeguare al decreto attuativo della "legge Stanca", cerrcheranno davvero di realizzare il proprio sito accessibile e non tenteranno di infilarsi nelle pieghe della legge, per cercare di aggirarla anziché rispettarla.
Non poche perplessità pone l'efficacia della legge appena citata. Le perplessità sono dovute principalmente alla scarsa punitività che ha nei confronti di coloro che contravvengono ai suoi dettami.
Innanzitutto, la legge colpisce solo gli enti della pubblica Amministrazione e coloro che offrono pubblici servizi, che dovranno adeguare e quindi rendere i propri siti internet accessibili. Se questi enti non adeguano il loro sito nessuna sanzione scatterà automaticamente, ma un controllo potrà avvenire solo se vi saranno delle segnalazioni in merito. Altro punto a sfavore della legge è che essa non è finanziata da alcun capitolo di spesa, ciò ne aggrava la sua natura impositoria. A favore dell'efficacia della legge è, invece, la nullità di tutti i contratti stipulati, successivamente all'approvazione della stessa, dagli enti dove non è prevista la creazione di siti internet accessibili.
Dal campo di azione della legge, ne restano fuori, però, tutti i siti privati che offrono servizi al cittadino. Ciò vale per i siti di istituti di credito che offrono il servizio di home banking e per siti di e-commerce.
L'accessibilità di tali siti consente ai disabili visivi di conquistare finalmente quell'autonomia che non hanno mai posseduto nell'effettuare operazione di consultazione e di disposizione sul proprio conto corrente riappropriandosi della privacy di cui tutti hanno diritto. Lo stesso dicasi per i siti di e-commerce, che permetterebbero al non vedente di poter fare autonomamente acquisti online.
A ciò si aggiunga l'apertura di nuovi sbocchi occupazionali creati dall'accesso dei non vedenti alle nuove tecnologie.
In definitiva la legge Stanca ha, purtroppo, troppe vie di uscita che permettono il suo non rispetto pur restando nella legalità.
Ciò che la legge ha sicuramente raggiunto, invece, per questo ne va riconosciuto il merito, è il far parlare di accessibilità in ogni dove. Numerosi convegni si susseguono sul tema accessibilità, molti siti, pur non appartenenti alla pubblica amministrazione, e quindi non dovuti a rispettare i dettami della legge, stanno realizzando il restyling del sito nel rispetto delle norme internazionali sull'accessibilità, sulle quali anche la legge italiana fa riferimento (non esplicito). Quindi sicuramente la legge, nella sua rapidissima approvazione, ha avuto la importantissima funzione di grande cassa di risonanza su di un problema, fino a quel momento oggetto di discussione solo dagli addetti ai lavori. Invece oggi si parla di accessibilità ovunque.
L'attività della Commissione OSI non si ferma solo alla verifica dell'accessibilità dei siti internet,ma va ben oltre, infatti ha, nel corso degli anni, partecipato a più progetti che miravano all'accessibilità di servizi, non tralasciando, ovviamente, l'esigenza dei disabili della vista con bisogno di assistenza per l'uso del computer.
Per fornire un quadro generale sulle molteplici attività, della Commissione OSI, svolte, in progetto e in corso d'opera, possiamo certo mettere in evidenza la ricerca di accessibilità di altri strumenti informatici avente come obiettivo l'emancipazione dei disabili visivi.
Questi progetti in sintesi sono:
- Help Telefonico su numero verde 800 682 682, per due giorni alla settimana e per tre ore alla volta,affiancato da una lista di discussione su yahoogroups, per fornire ai disabili visivi un aiuto diretto per tutti i problemi inerenti l'uso del computer e dei software, in particolare per i software specifici per disabili visivi.
Per iscriversi al gruppo scrivi a:
uic-helpexpress-subscribe@yahoogroups.com.
- pieno supporto per i test nello studio e nella realizzazione di file PDF accessibili, sia per file creati per essere posti su siti di servizi pronti per essere scaricati, sia creati direttamente attraverso una pagina HTML. La particolarità di questi PDF è la loro compilazione che può essere eseguita dal disabile visivo, con la possibilità di poter stampare direttamente il modulo compilato. Si evita così di dover far compilare il modulo da un vedente, quando con l'avvento della firma digitale, il disabile può, in piena autonomia, firmare digitalmente il documento e spedirlo via posta elettronica.
- Partecipazione al GDL per rendere accessibile i dispositivi della firma digitale. Già è stata quasi raggiunta la piena accessibilità del dispositivo di firma digitale di Infocamere, il maggiore fornitore di tale dispositivo. È stata iniziata, anche, la disamina del dispositivo di firma di Poste Italiane, ma non ancora completata.
- Su vari fronti c'è l'impegno ad affiancare web-master, per rendere accessibile il prodotto dei CMS (Content Management System). In particolare si sta cercando di rendere completamente accessibile un CMS open source da mettere a disposizione di tutte le amministrazioni pubbliche.
- redazione di un giornale tecnico per disabili visivi, dal nome "uiciechi.it", distribuito gratuitamente, sia su floppy disk, sia in casella di posta elettronica, con possibilità di poter essere letto on line oppure scaricato direttamente dal sito
www.uiciechi.it.
- Adattamento per disabili visivi di alcune trasmissioni Rai inerenti l'uso del computer. Tali trasmissioni sono state trasmesse nel 2004 dalla redazione "Mai tardi" e sono disponibili sul sito Rai
www.maitardi.rai.it. Sono già in corso contatti, con la redazione suddetta, per adattare altre trasmissioni di approfondimento che sono in fase di registrazione e che saranno trasmesse nei prossimi mesi.
-Partecipazione a test di accessibilità per l'uso di bancomat vocali.
- Nel 2005 la Commissione Osi e' stata invitata nella sede della Microsoft a Redmond per poter illustrare, ai tecnici programmatori dei prodotti software, tutti i problemi di accessibilita' ancora presenti e non risolti. Il canale di collaborazione e' tuttora aperto grazie ai contatti con il Dott. Alberto Masini, responsabile italiano della Microsoft.
- Recentemente sono stati presi contatti con Adobe Systems Incorporated e precisamente con il Dott. Guido Orsi, Government Practice Manager Intelligent Document Business Unit Adobe System Italia srl, per una futura collaborazione al fine di renderne accessibili i software da loro prodotti.
Dopo aver illustrato, con orgoglio, le innumerevoli attività della Commissione OSI, si deve evidenziare la crescente sfiducia dei suoi componenti, perché non si sono ottenuti i risultati sperati, soprattutto per quelle attività sulle quali si è profuso tutto l'impegno necessario, affinché non fosse mai mancato l'appoggio e collaborazione.
È convinzione ormai radicata della Commissione OSI, che fare sensibilizzazione nei confronti dei Web-master e degli enti proprietari dei siti, sia la cosa migliore da farsi. Quindi sarà continuata la strada intrapresa, dando sempre la massima collaborazione.
A dar suporto alla legge 4/2004, vi è la legge n. 67 del 1° marzo 2006, misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni.
Quindi in quei casi in cui la sensibilizazione non darà i suoi frutti, si potrà certo pretendere l'applicazione di quest'ultima legge, che va a completare, e non solo, l'aspetto coercitivo della legge Stanca.
Si spera, vivamente, di non dover mai avere la necessità di ricorrere a questi strumenti legislativi, che abbiamo fortemente voluto ed ottenuto dal Parlamento, nella scorsa Legislatura, perché è preferibile un Web-master che l'accessibilità la pensa, non che è costretto ad applicarla. La ragione è semplice: se il programmatore lavora rispettando i principi dell'accessibilità, si è salvaguardati nello sviluppo futuro del sito, perché si è certi che cercherà di continuare a mantenere accessibile il proprio lavoro.
Ovviamente, la Commissione OSI, sarà sempre vigile e, solo se costretta eseguirà le dovute procedure, presso le autorità competenti, per far in modo che venga rispettata la legge e, quindi, l'accessibilità che essa prevede.
Se ciò dovesse avvenire, anche se la legge consente di pretendere quello che viene sempre promesso e puntualmente disatteso, sarà come una mezza sconfitta, perché ciò significa che non si è stati capaci di far comprendere che realizzare un sito accessibile, significa che lo si può costruire ugualmente bello e, contemporaneamente, meno costoso manutenerlo.
Affinché la Commissione OSI possa continuare a dare la sua collaborazione in futuro, ma anche per vigilare sulla effettiva applicazione della legge, si sta riorganizzando il Gruppo OSI, i cui componenti sono presenti al convegno, quindi, si continuerà a lavorare per aiutare i Web master come si è fatto fin dal 2001.
Sarebbe estremamente positivo, che tutti coloro che si interfacciano con la Commissione OSI, per avere un aiuto a realizzare i propri siti accessibili, avessero un comportamento esemplare come quello di Italgaspiu, attualmente ENI GAS & POWER, le Banche Popolare di Sondrio e Popolare di Milano, recentemente Infocamere, ed altri siti minori che, si sono avvalsi della collaborazione della Commissione OSI, non solo per rendere accessibili i siti, ma, soprattutto, per acquisire la mentalità dell'accessibilità, che essa non sia una concessione, ma diventilo standard, a prescindere dalla facoltà impositoria della legge in merito.
La Commissione OSI è orgogliosa di aver prestato la sua collaborazione per rendere accessibile quanto prodotto da alcuni CMS (Content management system), ultimo dei quali progettato e realizzato dal presidente di IWA Italia, Roberto Scano, un prodotto che genera un codice in modo da visualizzare pagine con una buona accessibilita' e con un costo veramente irrisorio.
Anche per i PDF, da poco assunti a documenti validi per la firma digitale, la Commissione OSI continua la collaborazione con il dott. Livio Mondini, il quale, tra l'altro, fornisce il supporto tecnico alla Commissione OSI al fine di creare il Corriere dei Ciechi in formato PDF acessibile.
È ferma convinzione che la strada da percorrere sul sentiero dell'accessibilità è ancora in salita, anche se negli ultimi quattro anni si sono, comunque, fatti passi da gigante.
La Commissione OSI, si batterà sempre più per un web in continua crescita verso l'accessibilità, continuando a collaborare con tutti i soggetti e le associazioni che hanno la ferma intenzione di volere il proprio sito accessibile.
Per l'utilizzo del Web da parte dei non vedenti, si può tranquillamente affermare che i problemi sono abbastanza delineati e di non difficile soluzione, mentre per gli ipovedenti la strada e' ancora lunga.
Le problematiche che gli ipovedenti affrontano nella navigazione di un sito possono essere molteplici e con aspetti diversi, in quanto ogni soggetto percepisce le immagini in maniera diversa. Tutto questo complica il rendere accessibile un sito ad un ipovedente: ciò non toglie però che molto si può fare utilizzando caratteri più leggibili, sfondi più contrastati rispetto al testo, spazi meno sacrificati per il posizionamento dei link e degli oggetti, l'adozione di tag alt esplicativi sulle foto o oggetti attivi, la possibilità di attivare le funzioni di accesso facilitato dei browser, il posizionamento più ravvicinato dei tag nei form di compilazione per agevolare l'orientamento di coloro i quali utilizzano un software di ingrandimento, la disposizione più razionale degli elementi nella pagina, per un più rapido ed agevole raggiungimento delle informazioni.
Negli ultimi anni le pagine web, sono state arricchite con elementi diversi dalle semplici informazioni testuali. Infatti, quando si accede ad un portale, ci si imbatte in immagini dinamiche, scritte in movimento, veloci cambiamenti di colori. Il tutto va a discapito della visione dell'ipovedente.
Purtroppo tale problematica mostra numerose sfaccettature di difficile risoluzione, infatti l'individuo che si trova ad affrontare tale situazione è sottoposto ad una continua ricerca per trovare la condizione ottimale, in modo tale da sfruttare a pieno il residuo visivo.
Questo concetto si applica sia alla visione ambientale, sia a quella ravvicinata. Non bisogna dimenticare che il processo sopra descritto, si realizza in maniera direttamente proporzionale, in relazione alle condizioni ambientali esterne che la persona si trova ad affrontare in quel determinato momento.
Rendere fruibile il web anche ai soggetti ipovedenti significa dover tenere presente moltissime variabili, quali: l'acuità visiva, il campo visivo, la percezione dei colori, e altre patologie collaterali che influiscono negativamente sulla sensibilità visiva.
Bisogna altresì tenere conto di come gli ipovedenti configurano i propri pc, non tutti utilizzano gli strumenti assistivi (magnifier), molti tendono a personalizzare in maniera estrema il proprio desktop ingrandendo le icone o le lettere ed i menù, altri ancora tendono ad utilizzare risoluzioni di schermo molto basse 800x600.
Infine, vi sono coloro i quali utilizzano l'opzione di ingrandimento caratteri dei browser, e magari usano browser diversi che interpretano la pagina web in maniera differente, privilegiando il dimensionamento dei caratteri.
Alla luce di quanto detto la normativa attuale offre una indicazione che non tiene conto delle variabili appena citate. Infatti, la stessa si basa su un algoritmo assolutamente insufficiente. A tale scopo la commissione Osi ha appena avviato un tavolo di lavoro con la Commissione Nazionale Ipovisione, ed esperti del settore, per cercare di elaborare una formula migliorativa da poter presentare come proposta di modifica.
La Commissione Osservatorio Siti Internet.
Dell'Unione Italiana Ciechi.
commissioneosi@uiciechi.it.
http://www.uiciechi.it/osi/.
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