Accessibilit strumenti elettromedicali.

Di Francesca Misseri.

La tecnologia ci fagocita come un vortice, non si riesce appunto a tenervi  Testa. Che evoluzione  se poi non  fruibile da tutti? Oggi si parla tanto di pari  opportunit, ma solo sulla carta! Quotidianamente ci si scontra e si cozza  con una realt distante parecchio dai bisogni reali da parte delle categorie  svantaggiate.

L'estate 2005 ha visto i fisioterapisti non vedenti promotori di una  petizione su scala nazionale, indirizzata a:

 ai ministri della salute, del lavoro e della innovazione e le tecnologie.

- alla Commissione Interministeriale permanente per l'I.C.T. in  favore delle categorie deboli e svantaggiate.

- agli organi politici e di informazione.

- ai referenti italiani del progetto eEurope della UE.

alle associazioni dei disabili, per sollecitare l'adozione di misure idonee al superamento di situazioni discriminatorie e limitanti della capacita' e dell'autonomia professionale dei fisioterapisti non vedenti, paradossalmente oggetto di un classico esempio di "digital divide", che ha poi ricadute in termini di un certo aggravio di lavoro per i loro colleghi normodotati e di possibili disservizi per i malati da trattare.

Infatti si d il caso che la tecnologia, sia pure la pi avanzata, sta rendendo sempre pi inaccessibili strumenti che fino a qualche anno fa si usavano con estrema facilit e, in caso di difficolt, era possibile escogitare delle strategie per arrivare ad interfacciarsi con essi e quindi usarli con disinvoltura ma, con l'avvento dei comandi e dei display digitali che visualizzano men sottomen eccetera, pressoch nulla  consentito ai privi della vista con gravi ripercussioni nell'ambiente di lavoro.

Esistono gia' in teoria obblighi di legge che dovrebbero evitare tali situazioni di fatto discriminatorie, come ad esempio l'articolo 13 della legge 68/99, le norme antidiscriminazione sul posto di lavoro (dlgs 216/2003, legge 67/1/marzo 2006) e soprattutto l'art. 4 della legge 9 gen. 2004, n. 4, nota anche come legge Stanca, recante: "disposizioni per favorire l'accesso agli strumenti informatici a persone disabili".

Considerando altres che le stesse risorse tecnologiche opportunamente adattate sono sicuramente d'aiuto, i fisioterapisti non vedenti chiedono che nel decreto del ministero dell'innovazione recante le norme tecniche di attuazione ai sensi dell'art. 11 della legge sopra citata, sia affrontato anche questo problema, in ipotesi in maniera analoga a quanto previsto nel "Reabilitation Act" americano (Section 508, 1194-25) per i prodotti digitali di tipo chiuso.

Si tratta di disporre che tutte le apparecchiature elettromedicali provviste di comandi e di display digitali, siano prodotte sistematicamente di serie e commercializzate dalle case costruttrici, gia' predisposte per permetterne l'autonomo uso da parte dei terapisti della riabilitazione non vedenti. Inoltre, Per le apparecchiature elettromedicali gi esistenti, prevedere norme che ne favoriscano l'adeguamento ai criteri individuati di 'accessibilit ed usabilit quali l'abbattimento dei tempi e dei costi per le nuove omologazioni.

Circa i criteri da individuare per rendere accessibili ed usabili gli apparecchi elettromedicali di nuova costruzione e quelli gi in magazzino o collocati negli ambulatori pubblici o convenzionati, i fisioterapisti non vedenti ritengono possa rispondere allo scopo in modo semplice ed economico, la vocalizzazione dei display che permetta l'autonoma selezione della funzionalit desiderata, la gestione del timer nonche' la possibilita' di attivare e disattivare tale vocalizzazione, secondo le necessit dell'operatore. Con l'occasione si sottolinea altresi' la necessit di procedere in maniera analoga in direzione di una loro migliore accessibilita' e uso autonomo da parte dei disabili, anche per gli strumenti di misura digitali quali: rulline metriche, calibri, multitester, color test, in clinometri, rilevatori metallici e cavi, eccetera, nonch le tastiere musicali e gli apparecchi elettromedicali di uso privato senza dimenticare i nuovi elettrodomestici.

Il cnipa, unico organo che ha sensibilmente attenzionato questa iniziativa, il 23 marzo scorso, in sede di lavoro, ci ha invitati a presenziare per consentirci di esplicitare al meglio questo nostro annoso e delicato problema. La sottoscritta ha nominato referente per la categoria il collega angelo Tancredi, che  presente in questa sede per una fortuita coincidenza, ci siamo recati entrambi nella sede del Cnipa per partecipare a tale incontro.

L'impressione ricevuta,  sicuramente positiva anche perch la commissione era riunita per lavoro e non per apparire. Ad una prima disamina della problematica, l'ing. Ridolfi ci ha detto che la questione non rientrava nei compiti specifici della commissione, ma poi ci ha assicurato che troveranno il modo per trattarla.

Dopo aver esposto in modo dettagliato ci che chiediamo, abbiamo rimarcato la Richiesta di semplificare la concessione dell'omologazione alle eventuali ditte che, in assenza di direttive o protocolli, volessero eventualmente cominciare a modificare o introdurre sul mercato apparecchiature elettromedicali, accessibili ai non vedenti.

Siamo solo all'inizio, ma con la razionale caparbiet e l'ottimismo della volont, mi auguro raggiungeremo l'obiettivo! Mi sia consentita una ulteriore considerazione sul concetto di "diversamente abili" che, quasi sempre,  colto dai normodotati come un elemento che rimanda inesorabilmente alla sola disabilit e quasi mai prevale il riconoscimento della caparbiet positiva e l'applicazione a raggiungere certi obiettivi di autonomia anche perch, nel loro immaginario, le nostre esigenze e le nostre difficolt, dovrebbero relegarci sempre e comunque un gradino sotto...Essere, "religiosamente" parlando, a loro immagine e non somiglianza!

Non  questa la sede per approfondire concetti di tale importanza, ma  giusto sapere che ai pi, compresi i"massimi esperti" della riabilitazione quali i primari fisiatri, tali concetti sfuggono e, mentre colorano le loro iniziative in funzione degli operatori non vedenti con una pseudo tutela, poi pi spontaneamente, trovano il modo di affossarti.

In conclusione, per quanto brevemente esposto ed al fine di perseguire lo scopo teso ad una sempre maggiore autonomia, alla pari opportunit e pari dignit, auspico l'impiego di tutte le energie possibili, e l'impegno di tutti a lavorare ad un progetto di legge e di realizzazione tecnologica, capace di indurre le case costruttrici a produrre apparecchiature digitali fruibili anche dai non vedenti istituendo un bollino blu, pena la non omologazione deglistessi.

Per chiudere veramente senza pi tediarvi, mi sembra sia giunto il momento di invitare il CNIPA ed i ministeri interessati a convocare un tavolo di lavoro invitando le case costruttrici maggiormente interessate e disponibili, non importa quante, perch si cominci ad approcciare seriamente il problema fornendo gli stimoli giusti per un risultato positivo.

Responsabile operativa nazionale dei fisioterapisti non vedenti.

 Francesca Misseri.

