http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001065769.art.
Don Norman è tra i più famosi esperti di usabilità e di progettazione di interfacce, autore di bestseller come "The Design of Everyday Things" (in italiano "La Caffettiera del Masochista") e del più recente "Emotional Design".
Seguo regolarmente il suo sito, visto che oltre a celebrare i suoi testi è anche ricco di spunti sull'evoluzione delle interfacce web e mobili.
E mi ha davvero colpito uno dei suoi ultimi interventi, in cui Norman critica in qualche modo l'atteggiamento di chi apprezza la semplicità e la pulizia dell'interfaccia del motore di ricerca di Google, e il fatto che in homepage siano presenti solo pochi link mirati (e quindi efficaci). Che sia semplice è vero, sostiene Norman, ma solo perché il motore di ricerca di Google richiede solo due cose: inserire un termine di ricerca e premere un pulsante.
Altri siti come Yahoo! E Msn, sempre secondo Norman, sono in realtà più facili da usare per gli utenti, perché propongono già nelle homepage diversi canali di navigazione, mentre Google li "seppellisce" in pagine interne, così che spesso sia difficile trovarli. La conclusione di Norman è quindi che l'interfaccia di Google non è semplice, ma "ingannevole", perché nasconde la complessità rimandandola in pagine interne.
In linea di principio concordo con le osservazioni di Norman, ma non sarei così estremista. In primo luogo è vero, è accaduto anche a me di non sapere esattamente quale percorso seguire dalla home page di Google per raggiungere la pagina di download di Google Desktop. Ma non ho perso tempo a navigare tra le diverse pagine: ho fatto una ricerca. Forse il fatto che Google mantenga l'homepage pulita è proprio perché è confidente delle potenzialità della propria ricerca, che è sempre a portata di mano per chiunque voglia usarla, anche all'interno delle sue stesse pagine.
Anche l'affermazione secondo cui l'interfaccia di Google non è semplice, ma "ingannevole", va presa con le pinze. Me ne rendo conto per esempio con alcuni dei nuovi prodotti rilasciati da Google, come Google Calendar e la versione per dispositivi mobili di Gmail.
Qui è decisamente apprezzabile lo sforzo del team di Google per semplificare e migliorare l'interazione con l'utente: Google Calendar permette per esempio di aggiungere velocemente un appuntamento con la funzionalità chiamata Quick Add (trovate una digressione su Fucinaweb dal titolo " Interfacce Tolleranti"), mentre la versione mobile di Gmail è perfettamente calibrata per i limiti di visualizzazione e di azione dei dispositivi mobili (anche in questo caso maggiori dettagli li trovate nell'articolo " Usabilità per dispositivi mobile" di Fucinaweb).
Secondo me il vero problema di Google, come ho detto in precedenza, è invece che è fin troppo orientato alla ricerca, con il risultato che ha difficoltà a proporre e produrre soluzioni che se ne differenzino.
Antonio Volpon.
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