http://www.mytech.it/cellulari/articolo/idA028001066147.art.
Ieri è stato il momento della verità per la Commissione Europea: ha rivelato, in una proposta ufficiale, quali sono i tagli di prezzi che vuole ottenere dagli operatori sulle chiamate in roaming.
Era una mossa attesa e promessa.
Tutto sommato, ai consumatori non è andata tanto male, perché secondo la Commissione adesso gli operatori europei avranno dai sei ai nove mesi per adeguare le proprie tariffe, riducendole di circa il 70 per cento. Un bello sconto. Lontano da quello promesso dalla Commissione in un primo momento (prezzi di roaming equiparati a quelli delle chiamate nazionali), ma tutto sommato un compromesso accettabile per gli utenti. Tanto che ha sollevato di nuovo le proteste della Gsm Association.
Sono tre i tetti di prezzo cui gli operatori dovranno attenersi nell'offerta al pubblico. Il primo riguarda le chiamate che un utente fa dall'estero verso un numero di quel Paese. Per esempio: vado in Olanda con la mia sim italiana e chiamo un amico olandese. In questo caso il tetto imposto dalla Commissione è pari al doppio del tasso medio di terminazione (12,6 cent) più il 30 per cento. Si arriva a circa 33 cent al minuto, Iva esclusa. Più o meno quanto costa una videochiamata nazionale.
Più caro è però un tipo di chiamata che dall'estero è più probabile fare: verso un altro Paese. Cioè, dall'Olanda per esempio chiamare in Italia con una sim italiana. In questo caso il tetto è il triplo del tasso, più il trenta per cento: 50 cent. Il prezzo massimo per chi riceve una telefonata in roaming è invece pari al tasso più il 30 per cento: circa 16 cent. Peccato, la Commissione in un primo tempo aveva promesso di rendere gratis le chiamate in arrivo, in roaming all'interno dei confini dell'Unione. Ma forse era sperare troppo; alla fine è prevalso questo compromesso.
La battaglia non è ancora finita, certo: adesso il testo della Commissione attende di essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento. Questa appena compiuto nondimeno è una svolta verso la chiarezza. Finora i termini della questione era tutti nell'aria, mancando una proposta ufficiale da parte della Commissione e si poteva temere che la cosa non sarebbe mai passata dalla fase delle parole a quella dei fatti. Adesso la mossa però è stata fatta e d'ora in avanti il terreno del confronto sarà spianato.
Giulio Boresa.
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