- UICIECHI.IT: GENNAIO 2007 - Numero 1.
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WiMax quasi sbloccato in Italia.
Di Giulio Boresa.
Mytech, 11/12/2006.
http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001067399.art
La promessa della banda larga WiMax si fa più vicina: il Ministero della Difesa ha annunciato l'avvio di un "tavolo di lavoro con il ministero delle Comunicazioni per il progressivo spostamento in frequenza dei propri radar e sistemi di telecomunicazione dalla banda 3,5 GHz, richiesta per lo sviluppo sul territorio dei servizi supportati dalla tecnologia WiMax", come si legge in un comunicato stampa. Significa che si comincia a fare spazio al WiMax nella giungla delle frequenze assegnate in Italia; una volta completata questa procedura, ci potrà essere l'asta per gli operatori.
L'Autorità Garante delle Comunicazioni si è già messa avanti con il lavoro per definire, entro i prossimi sei mesi, i criteri dell'asta. Meglio non farsi illusioni: questo annuncio da parte del Ministero significa soltanto che non dovrebbero essere accumulati ulteriori ritardi sul lancio del WiMax in Italia e che si resta nella tabella di marcia prevista. Cioè, arrivo del WiMax a fine dell'anno prossimo.
A distanza di tre anni dal primo lancio negli altri Paesi europei. In Francia, nel Regno Unito e in Germania già hanno fatto più di un'asta WiMax e le offerte sono disponibili al pubblico in alcune zone. Dal 2007 si va verso una copertura completa delle zone non raggiunte da Adsl (grazie alle nuove aste), in quei Paesi. Ma il WiMax si sta dimostrando anche un concorrente dell'Adsl. Sono frequenti infatti offerte 1/1 Mpbs a 10 euro al mese. È un buon taglio per chi ha bisogno di tanta banda in upload e non fa molto streaming video.
Nel Nord della Germania arriverà, a gennaio, un'offerta del provider My Qube (cofondato tra un italiano) che in 20 euro al mese includerà 3/3 Mbps e illimitate telefonate a numeri tedeschi. Un'offerta del genere darebbe qualche grattacapo ai grossi operatori su rete fissa italiani.
Forse il ritardo del WiMax è proprio spiegabile così: quelli che avrebbero influenza politica per spingere a suo favore- cioè i grossi operatori- non ne sono interessati, avendo già un buon business su rete fissa tradizionale. I piccoli, gli alternativi, a cui farebbe comodo il WiMax hanno invece poca influenza nelle decisioni politiche, in Italia.
È così che di anno in anno si è trascinato il problema del passaggio delle frequenze dalla Difesa alle Comunicazioni. Si noti che anche all'estero (in Francia, per esempio) ci sono stati casi in cui le frequenze che le UE ha indicato per il WiMax (3,5 GHz) erano già state assegnate alla Difesa. Ma lì è stato tutto risolto in fretta. Qui da noi, invece...
Giulio Boresa.