Guardiamo pi in l?

di Gabriele Battaglia.


Che lavoro fai?

Il cameriere, possiamo sentirci rispondere, o l'idraulico, il commerciante, il pescatore, il fruttivendolo, il camionista o il muratore; nei casi pi fortunati magari il banchiere, il dentista, il doppiatore, l'informatico; qualcuno magari l'avvocato, il pilota, l'attore.


Gi, il ventaglio dei lavori possibili, soprattutto con la fantasia che per antonomasia viene attribuita agli estrosi abitanti dello Stivale,  certamente ampia e la probabilit di indovinare quale lavoro fa il nostro interlocutore, non  molto alta.


Ma le cose cambiano radicalmente se l'intervistato  un portatore d'handicap, un non vedente ad esempio. Facciamo una prova, scommetto che nella stra grande maggioranza dei casi, se chiediamo che lavoro fai ad un non vedente risponder il centralinista, qualcuno il massaggiatore, qualcun altro il musicista, pochi l'informatico, pochissimi, altri tipi di lavori considerati atipici quali disk jokey in una radio, addestratori di cani guida, fonici, programmatori, avvocati.

Perch accade questo, beh la ragione... come dire... salta subito all'occhio: ci sono degli impieghi non adatti a chi  privo della vista. Un esempio su tutti  quello dell'impiegato classico di un ufficio, fare fotocopie, smistare la corrispondenza, svolgere commissioni all'esterno sono di solito attivit che richiedono un'autonomia ed una mobilit che un cieco possiede in misura minore del necessario. Non parliamo nemmeno, ovviamente, di tutte quelle attivit prettamente fisiche le quali, per loro stessa natura non sono compatibili con questo tipo di menomazione.

Va beh, su questo, immagino, siamo tutti d'accordo, ma  davvero tutto qui?
E se esistessero opportunit che, per tradizione, per paura od anche per semplice ignoranza, non vengono nemmeno considerate?
Siamo per esempio sicuri che all'estero siano messi come da noi?
Che magari altrove qualcuno non abbia avuto qualche idea brillante, che non esistano tipologie di impiego che non abbiamo considerato?
S, certo, potrebbe essere, ammetteranno i miei lettori ma immediatamente dopo obietterebbero, come si pu considerare un'opportunit, anche se fosse? Chi potrebbe lasciare tutto, amici, famiglia, magari un lavoro monotono e poco soddisfacente ma sicuro e comunque un lavoro, per "ricrearsi" all'estero, ricominciare tutto da capo con il panico per la lingua diversa, il posto nuovo eccetera eccetera?
Giusto, rispondo io, ma la soluzione potrebbe esserci.

Essere informati delle opportunit, in tempo utile. Ecco qual  la chiave, il concetto base, il perno di questo scritto.

Sapere cosa ci viene offerto, cosa c' attorno a noi, e con attorno non parlo solo delle citt vicine ma anche, perch no, delle nazioni vicine per la semplice teoria che pi si allarga la rete, pi pesci si possono pescare. Fare questa cosa da adulti ha un senso, saperlo per tempo e poter prendere una decisione quando si  poco pi che adolescenti... quando si pu avere ancora tutto per possibilit, quando la mente  fresca, ama apprendere ed apprende con facilit, quando la spinta all'esplorazione  un gioco e quando non ci sono ancora legami forti alle proprie radici... ne ha un altro, quello  il momento per guardarsi attorno e guardare anche un po pi lontano di quanto ci hanno abituato a fare sino ad ora.

A questo punto, il naturale processo logico di chi legge porta a: belle parole, ma come si passa ai fatti? Cosa consiglio a mio figlio o mia figlia non vedente? Dove ci si informa per queste opportunit un po pi... lontane?
E le risposte ci sono e sono semplici, talmente semplici che talvolta vengono ignorate, o screditate per desuetudine, perch non provengono da canali pi tradizionali ai quali siamo maggiormente abituati ed a cui diamo istintivamente pi fiducia.

L'ufficio esteri della nostra Unione Italiana dei ciechi, ad esempio, raccoglie e convoglia una moltitudine di attivit che i ragazzi e le ragazze con problemi di vista possono svolgere all'estero: scambi culturali, campi estivi, progetti di studio, corsi di lingue straniere in loco eccetera. Ed ancora l'Europa, con i suoi progetti per la giovent, pu offrire insperate opportunit di volontariato, di stages formativi eccetera. Oppure da quell'immensa fucina di informazioni che  la rete, per esempio interrogando http://www.google.it, forse il motore pi famoso al mondo, chiedendogli di indicarci, per esempio, un'associazione onlus che opera a livello europeo per l'integrazione socio/culturale/lavorativa dei non vedenti, veniamo invitati a visitare il sito http://www.views.be, in Belgio, sito interessantissimo che da solo offre davvero opportunit di scambi di qualit eccellente.

Ma non  tutto! No, assolutamente... continuando a curiosare nelle vaste e sconfinate lande delle tre "Vu doppie" pi famose del mondo, potremmo approdare sull'affascinante lido di ICC.

Che cos' ICC?
	| Significa International computer and comunication Camp ed  un progetto europeo al quale partecipano una trentina di nazioni, nato nel 1993 e che vede riunirsi, ogni estate, in una diversa citt d'Europa, giovani che amano restare al passo con le Assistive Tecnologies (AT) e con l'informatica, con l'inglese, o che pi semplicemente desiderano vivere una vacanza all'estero confrontandosi con loro coetanei che vivono situazioni simili in contesti magari radicalmente diversi.

ICC potrebbe essere una splendida iniziativa per allargare la propria mente e proiettarla verso qualcosa di totalmente diverso, una sola settimana all'estero la quale, sebbene di breve durata, pu rappresentare un significativo scorcio su altre realt di vita, di studio, di lavoro. La rete delle risorse umane funziona cos, lo sappiamo: pi gente si conosce, pi sono le alternative che ci si presentano difronte, pi i nostri ragazzi hanno la possibilit di incontrare quello stimolo che mancava e che, chiss, potrebbe rivelarsi decisivo per una scelta futura.

Tutto ci che desideriamo sapere a proposito di questa opportunit, lo potremo trovare puntando il nostro navigatore internet su questo indirizzo: http://www.icc-camp.info/index.html
Ma diamoci una sbirciatina assieme, poche righe le quali, con mirabile pregio di sintesi riassumonobene la filosofia di tutto il progetto. Sulla pagina principale troviamo scritto:
Per caso desideri:
- conoscere studenti da oltre 30 nazioni diverse durante un'affascinante settimana di vacanza in un ambiente confortevole ed accessibile?
- Saperne di pi riguardo le pi moderne tecnologie, accessibilit e strumenti per persone non vedenti o ipo vedenti?
- Venire a conoscenza di opportunit di studio in tutt'Europa?
- Fare un'esperienza internazionale di scambio interculturale?
- Divertirti?
Bene! Crediamo tu sia giunto nel posto giusto!
(Liberamente tradotto dal sottoscritto).

Le premesse per qualcosa di nuovo ed arrichente, se mi perdonate la presunzione, direi che ci sono tutte, e allora perch non entrare in questa rete di risorse umane? Perch non mettersi in gioco... gettare le proprie reti per vedere che pesci si tireranno su?
Ognuno dei circa 30 paesi partecipanti ad ICC invia ogni estate due gruppi di giovani ragazzi e ragazze di et compresa fra i 15 ed i 20 anni, sebbene questo limite possa essere talvolta reso un po pi elastico a seconda dei casi, e come gli altri, anche l'Italia grazie al coordinamento operato dall'ufficio esteri dell'Unione Italiana Ciechi, raccoglie i partecipanti, forma dei gruppi dopo aver conosciuto attraverso uno o pi colloqui personalizzati ogni singolo ragazzo e ne segue la partecipazione al camp.

Pi sopra dicevo che ICC si svolge ogni estate in una diversa citt europea, quest'anno andiamo in una bella cittadina poco fuori Helsinki che si chiama Espoo in Germania. L'area  ricca di verde ed offre molte possibilit di svago, ore all'aperto trascorse in escursioni, in piscina, nella sauna, in gita sui laghi...

I partecipanti ad ICC dovranno possedere una conoscenza di base nell'uso del computer e di uno screen reader ed essere in grado di comprendere la lingua inglese, il resto sar crescita. Si terranno 2 lezioni al giorno, di 3 ore ciascuna, una al mattino ed una al pomeriggio su argomenti prettamente correlati all'informatica ma non solo, negli ultimi anni si  parlato anche di autonomia e mobilit, cura del proprio corpo, educazione alimentare, trucco, salute, nonch, ultimo ma non certo per importanza di orientamento sul mercato del lavoro a livello europeo, ad esempio presentando e discutendo dei progetti youth della comunit europea e di orientamento nel mondo universitario, tutto questo, s'intende, tenendo conto delle difficolt oggettive degli studenti di ICC.

Personalmente e vi prego di credermi se vi dico che ne ero convinto gi molto tempo prima di essere coinvolto in questo progetto , ritengo sia questa, come quella analoga offerta da VIEWS, una opportunit di ampiamento dei proprio orizzonti culturali e non solo, veramente che ogni genitore dovrebbe prendere in seria considerazione come offerta da proporre al proprio figlio o alla propria figlia. | Penso davvero che talune cose richiedano un qualcosa di pi profondo che una semplice lettura al volo seguita da un'appallottolamento ed una cestinatura. Forse ICC non sar l'unico treno nel suo genere, a passare per la vostra vita o per quella del vostro ragazzo, ma sicuramente salire su uno di quei vagoni potrebbe significare la possibilit di farsi vedere, far valere le proprie competenze in una maniera altrimenti irraggiungibile se si segue l'iter standard che porta spesso ad una laurea in una materia che non piace, giacente sul fondo di un cassetto ed un lavoro da centralinista.


`Gabriele Battaglia. <iz4apu@libero.it>`_ 

