Verso il terremoto della connettivit italiana.

DiGiulio Boresa.

Mytech, 2/1/2007.

http://www.mytech.it/internet/articolo/idA028001067550.art

Gennaio arriva come uno sparo di pistola che d il via al dibattito: che sar della rete nazionale, di Telecom Italia?  una delle questioni pi serie nel 2007, per il futuro di Internet, della telefonia, dei servizi evoluti di tlc italiani. Finora tanto si  discusso, ma in realt nulla di ufficiale  partito tra gli attori principali della questione. Si attende ancora che Telecom Italia mandi una lettera formale all'Autorit Garante delle Comunicazioni (Agcom) dove dichiari le intenzioni gi espresse informalmente. Cio: separare la rete fissa dal resto dell'azienda.

All'inizio si parlava di scorporo, vendita, persino di ritorno della rete nelle mani dello Stato. Adesso le ultime dichiarazioni di Telecom e di Agcom sono concordi: ci attende solo una separazione funzionale della rete in una divisione separata, che comunque resta in seno alla stessa azienda. Lo scopo, com' noto,  mettere i concorrenti in condizione di accedere alla rete in modo paritario e di poterla utilizzare per l'erogazione di servizi rivolti al pubblico. Adesso invece Telecom, avendo processi integrati con le infrastrutture, parte avvantaggiata nella competizione. Agcom dovr decidere le modalit e le regole della nuova divisione, in accordo con Telecom: il dialogo partir appunto a gennaio e ci metter (almeno) 12 mesi.

In un secondo momento, nel corso dell'anno, anche i concorrenti saranno ammessi al tavolo dei lavori presso Agcom. A rendere difficile il processo  la nuova rete che Telecom sta costruendo. Il punto  che si tratta di un investimento che cambia le carte in gioco: Telecom spender 8 miliardi di euro in dieci anni, fino al 2016, per arrivare a portare la nuova rete in fibra fino agli edifici di circa il 70 per cento della popolazione italiana. E, nel corso di tale processo, il volto della rete italiana cambier, i prezzi industriali si abbatteranno (di circa il 20-30 per cento) e arriveranno nuovi servizi.

Si parla spesso di IpTv ad alta qualit e di accesso a Internet super veloce (50-80 Megabit al secondo, in modalit Vdsl) come vantaggi della nuova rete.
Ma non  solo questo:  banda larga che si avvicina agli edifici, offrendo quindi la possibilit di erogare servizi utili al cittadino (infomobilit, per esempio), per la sanit, la pubblica amministrazione e via discorrendo. All'ultimo punto in fibra sar possibile collegare un access point e quindi diffondere l'accesso wireless al Net ovunque per la citt.

Lo scenario, insomma,  destinato ad andare incontro a cambiamenti anche radicali, facendo entrare ancora di pi nelle vite quotidiane di molti cittadini i vantaggi della banda larga. Secondo i concorrenti, quindi, la nuova rete  troppo importante per il Paese per restare patrimonio esclusivo di Telecom.
Deve essere messa nella divisione separata. O almeno deve essere consentita una forma di accesso che non sbilanci la concorrenza a favore di Telecom.

Agcom ha in mente due obiettivi: da una parte, tutelare la concorrenza e gli utenti; dall'altra, anche permettere a Telecom di rientrare in quegli 8 miliardi di euro investiti. La decisione finale terr conto di entrambe le esigenze, ma l'ago della bilancia pender pi da una parte che dall'altra?

Giulio Boresa.




