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- UICIECHI.IT: FEBBRAIO 2007 - Numero 2.

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Guardiamo più in là?

di Gabriele Battaglia.

Che lavoro fai?

Il cameriere, possiamo sentirci rispondere, o l'idraulico, il commerciante, il pescatore, il fruttivendolo, il camionista o il muratore; nei casi più fortunati magari il banchiere, il dentista, il doppiatore, l'informatico; qualcuno magari l'avvocato, il pilota, l'attore.

Già, il ventaglio dei lavori possibili, soprattutto con la fantasia che per antonomasia viene attribuita agli estrosi abitanti dello Stivale, è certamente ampia e la probabilità di indovinare quale lavoro fa il nostro interlocutore, non è molto alta.

Ma le cose cambiano radicalmente se l'intervistato è un portatore d'handicap, un non vedente ad esempio. Facciamo una prova, scommetto che nella stra grande maggioranza dei casi, se chiediamo che lavoro fai ad un non vedente risponderà il centralinista, qualcuno il massaggiatore, qualcun altro il musicista, pochi l'informatico, pochissimi, altri tipi di lavori considerati atipici quali disk jokey in una radio, addestratori di cani guida, fonici, programmatori, avvocati.

Perché accade questo, beh la ragione... come dire... salta subito all'occhio: ci sono degli impieghi non adatti a chi è privo della vista. Un esempio su tutti è quello dell'impiegato classico di un ufficio, fare fotocopie, smistare la corrispondenza, svolgere commissioni all'esterno sono di solito attività che richiedono un'autonomia ed una mobilità che un cieco possiede in misura minore del necessario. Non parliamo nemmeno, ovviamente, di tutte quelle attività prettamente fisiche le quali, per loro stessa natura non sono compatibili con questo tipo di menomazione.

Va beh, su questo, immagino, siamo tutti d'accordo, ma è davvero tutto qui? E se esistessero opportunità che, per tradizione, per paura od anche per semplice ignoranza, non vengono nemmeno considerate? Siamo per esempio sicuri che all'estero siano messi come da noi? Che magari altrove qualcuno non abbia avuto qualche idea brillante, che non esistano tipologie di impiego che non abbiamo considerato? Sì, certo, potrebbe essere, ammetteranno i miei lettori ma immediatamente dopo obietterebbero, come si può considerare un'opportunità, anche se fosse? Chi potrebbe lasciare tutto, amici, famiglia, magari un lavoro monotono e poco soddisfacente ma sicuro e comunque un lavoro, per "ricrearsi" all'estero, ricominciare tutto da capo con il panico per la lingua diversa, il posto nuovo eccetera eccetera? Giusto, rispondo io, ma la soluzione potrebbe esserci.

Essere informati delle opportunità, in tempo utile. Ecco qual è la chiave, il concetto base, il perno di questo scritto.

Sapere cosa ci viene offerto, cosa c'è attorno a noi, e con attorno non parlo solo delle città vicine ma anche, perché no, delle nazioni vicine per la semplice teoria che più si allarga la rete, più pesci si possono pescare. Fare questa cosa da adulti ha un senso, saperlo per tempo e poter prendere una decisione quando si è poco più che adolescenti... quando si può avere ancora tutto per possibilità, quando la mente è fresca, ama apprendere ed apprende con facilità, quando la spinta all'esplorazione è un gioco e quando non ci sono ancora legami forti alle proprie radici... ne ha un altro, quello è il momento per guardarsi attorno e guardare anche un po più lontano di quanto ci hanno abituato a fare sino ad ora.

A questo punto, il naturale processo logico di chi legge porta a: belle parole, ma come si passa ai fatti? Cosa consiglio a mio figlio o mia figlia non vedente? Dove ci si informa per queste opportunità un po più... lontane? E le risposte ci sono e sono semplici, talmente semplici che talvolta vengono ignorate, o screditate per desuetudine, perché non provengono da canali più tradizionali ai quali siamo maggiormente abituati ed a cui diamo istintivamente più fiducia.

L'ufficio esteri della nostra Unione Italiana dei ciechi, ad esempio, raccoglie e convoglia una moltitudine di attività che i ragazzi e le ragazze con problemi di vista possono svolgere all'estero: scambi culturali, campi estivi, progetti di studio, corsi di lingue straniere in loco eccetera. Ed ancora l'Europa, con i suoi progetti per la gioventù, può offrire insperate opportunità di volontariato, di stages formativi eccetera. Oppure da quell'immensa fucina di informazioni che è la rete, per esempio interrogando http://www.google.it, forse il motore più famoso al mondo, chiedendogli di indicarci, per esempio, un'associazione onlus che opera a livello europeo per l'integrazione socio/culturale/lavorativa dei non vedenti, veniamo invitati a visitare il sito http://www.views.be, in Belgio, sito interessantissimo che da solo offre davvero opportunità di scambi di qualità eccellente.

Ma non è tutto! No, assolutamente... continuando a curiosare nelle vaste e sconfinate lande delle tre "Vu doppie" più famose del mondo, potremmo approdare sull'affascinante lido di ICC.

Che cos'è ICC?
Significa International computer and comunication Camp ed è un progetto europeo al quale partecipano una trentina di nazioni, nato nel 1993 e che vede riunirsi, ogni estate, in una diversa città d'Europa, giovani che amano restare al passo con le Assistive Tecnologies (AT) e con l'informatica, con l'inglese, o che più semplicemente desiderano vivere una vacanza all'estero confrontandosi con loro coetanei che vivono situazioni simili in contesti magari radicalmente diversi.

ICC potrebbe essere una splendida iniziativa per allargare la propria mente e proiettarla verso qualcosa di totalmente diverso, una sola settimana all'estero la quale, sebbene di breve durata, può rappresentare un significativo scorcio su altre realtà di vita, di studio, di lavoro. La rete delle risorse umane funziona così, lo sappiamo: più gente si conosce, più sono le alternative che ci si presentano difronte, più i nostri ragazzi hanno la possibilità di incontrare quello stimolo che mancava e che, chissà, potrebbe rivelarsi decisivo per una scelta futura.

Tutto ciò che desideriamo sapere a proposito di questa opportunità, lo potremo trovare puntando il nostro navigatore internet su questo indirizzo: http://www.icc-camp.info/index.html Ma diamoci una sbirciatina assieme, poche righe le quali, con mirabile pregio di sintesi riassumonobene la filosofia di tutto il progetto. Sulla pagina principale troviamo scritto: Per caso desideri:

  • conoscere studenti da oltre 30 nazioni diverse durante un'affascinante settimana di vacanza in un ambiente confortevole ed accessibile?
  • Saperne di più riguardo le più moderne tecnologie, accessibilità e strumenti per persone non vedenti o ipo vedenti?
  • Venire a conoscenza di opportunità di studio in tutt'Europa?
  • Fare un'esperienza internazionale di scambio interculturale?
  • Divertirti?
Bene! Crediamo tu sia giunto nel posto giusto!
(Liberamente tradotto dal sottoscritto).

Le premesse per qualcosa di nuovo ed arrichente, se mi perdonate la presunzione, direi che ci sono tutte, e allora perché non entrare in questa rete di risorse umane? Perché non mettersi in gioco... gettare le proprie reti per vedere che pesci si tireranno su? Ognuno dei circa 30 paesi partecipanti ad ICC invia ogni estate due gruppi di giovani ragazzi e ragazze di età compresa fra i 15 ed i 20 anni, sebbene questo limite possa essere talvolta reso un po più elastico a seconda dei casi, e come gli altri, anche l'Italia grazie al coordinamento operato dall'ufficio esteri dell'Unione Italiana Ciechi, raccoglie i partecipanti, forma dei gruppi dopo aver conosciuto attraverso uno o più colloqui personalizzati ogni singolo ragazzo e ne segue la partecipazione al camp.

Più sopra dicevo che ICC si svolge ogni estate in una diversa città europea, quest'anno andiamo in una bella cittadina poco fuori Helsinki che si chiama Espoo in Germania. L'area è ricca di verde ed offre molte possibilità di svago, ore all'aperto trascorse in escursioni, in piscina, nella sauna, in gita sui laghi...

I partecipanti ad ICC dovranno possedere una conoscenza di base nell'uso del computer e di uno screen reader ed essere in grado di comprendere la lingua inglese, il resto sarà crescita. Si terranno 2 lezioni al giorno, di 3 ore ciascuna, una al mattino ed una al pomeriggio su argomenti prettamente correlati all'informatica ma non solo, negli ultimi anni si è parlato anche di autonomia e mobilità, cura del proprio corpo, educazione alimentare, trucco, salute, nonché, ultimo ma non certo per importanza di orientamento sul mercato del lavoro a livello europeo, ad esempio presentando e discutendo dei progetti youth della comunità europea e di orientamento nel mondo universitario, tutto questo, s'intende, tenendo conto delle difficoltà oggettive degli studenti di ICC.

Personalmente e vi prego di credermi se vi dico che ne ero convinto già molto tempo prima di essere coinvolto in questo progetto , ritengo sia questa, come quella analoga offerta da VIEWS, una opportunità di ampiamento dei proprio orizzonti culturali e non solo, veramente che ogni genitore dovrebbe prendere in seria considerazione come offerta da proporre al proprio figlio o alla propria figlia. | Penso davvero che talune cose richiedano un qualcosa di più profondo che una semplice lettura al volo seguita da un'appallottolamento ed una cestinatura. Forse ICC non sarà l'unico treno nel suo genere, a passare per la vostra vita o per quella del vostro ragazzo, ma sicuramente salire su uno di quei vagoni potrebbe significare la possibilità di farsi vedere, far valere le proprie competenze in una maniera altrimenti irraggiungibile se si segue l'iter standard che porta spesso ad una laurea in una materia che non piace, giacente sul fondo di un cassetto ed un lavoro da centralinista.

Gabriele Battaglia.