UICIECHI.IT: MARZO 2007 - Numero 3.
Adsl e telefonia, niente più contratti annuali?
Di Giulio Boresa.
Mytech, 26/1/2007.
Leggo esultanza e tripudio rimbalzare tra molti blog e giornali on line, in queste ore: si applaude alla fine dei contratti annuali per i servizi telefonici e ADSL, in base alla lettura del disegno di legge sulle liberalizzazioni approvato giovedì dal Consiglio dei Ministri. Per prima cosa, l'approvazione definitiva deve ancora arrivare dal Parlamento, a cui il decreto è stato adesso sottoposto, e quindi ci sono margini per modifiche. E comunque, a parte questo, le regole stabilite non sono così stringenti da permetterci di dichiarare morto il contratto annuale.
Si legge nel decreto che l'utente ha ora libertà di "recedere o trasferire" senza "vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche o spese non giustificate da costi degli operatori" i "contratti stipulati per adesione con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazioni elettronica". Gli attuali contratti devono essere adeguati entro 60 giorni. È prevista quindi una retro attività. Il tutto avrà molto probabilmente un impatto su contratti di operatori autosufficienti come Sky (che non poggiano su infrastrutture altrui).
Ma per l'Adsl e la telefonia è un altro paio di maniche. La frase illuminante è "esigenze tecniche o spese non giustificate da costi degli operatori".
Ebbene, gli operatori alternativi affrontano costi a monte, da versare una tantum a Telecom Italia, per ogni linea unbundling e/o Adsl attivata. Fanno conto appunto sul vincolo annuale dell'utente per rifarsi di quei costi e, verso la fine dei primi 12 mesi di contratto, arrivare al profitto su quella linea attivata.
Nei casi di offerte promozionali, persino, gli operatori scommettono sul secondo anno di contratto (cioè sulla conferma da parte dell'utente) per recuperare i costi. Finché le cose staranno così, quindi, l'utente che disdice in anticipo dovrà sempre pagare i canoni dei mesi restanti.
In teoria, il tutto non dovrebbe valere per i contratti voce e Adsl Telecom. Che sopporta sì un costo di attivazione della linea, ma lo ribalta sul cliente.
L'attivazione dell'Adsl Alice, invece, avviene da remoto, senza intervento di un tecnico in centrale. Però finché la regola non cambia per i contratti degli alternativi, sarà immutata anche per quelli Telecom, per una questione di equilibrio nella concorrenza.
In realtà, solo l'Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) può intervenire sulle regole in modo da eliminare forti costi una tantum a monte e a valle dell'offerta e così dare davvero una svolta allo scenario. Il che avverrà, forse, con la carta dei diritti dell'utente Internet, la quale è in via di approvazione presso Agcom.
Per questo motivo, molte delle novità del decreto legge, applicate alle tlc, rischiano di restare senza effetti e si dovrà aspettare comunque l'intervento di Agcom. Che, in ogni caso, su molte delle questioni affrontate dal decreto, è prossima a deliberare.
Giulio Boresa.