UICIECHI.IT: MAGGIO 2007 - Numero 5.
Operatori mobili virtuali: novità in Italia.
Di Giulio Boresa.
Mytech, 27/3/2007.
Si sta forse uscendo dalla palude che consegna all'Italia la maglia nera del solo Paese europeo (con il Portogallo) privo di operatori mobili virtuali?
La risposta non può che essere ambigua, come ambigua è stata finora l'intera questione:
sì e no. Nei giorni scorsi si sono aperte le porte, infatti, all'arrivo dei primi operatori mobili virtuali; che però non sono aziende che vengono dal mondo della telefonia.
Poste Italiane, sfruttando la propria forte presenza sul territorio, diventerà operatore mobile virtuale grazie a un accordo con Vodafone, la quale, del resto, si era impegnata con l'Antitrust a concludere un primo accordo con un virtuale entro fine marzo.
In particolare, ha scritto Vodafone in una lettera all'Antitrust, "un accordo giuridicamente vincolante, preparatorio o definitivo, avente ad oggetto la fornitura di servizi di accesso wholesale alla propria rete di comunicazione mobile presente in Italia".
L'altra novità è l'arrivo a breve di un operatore virtuale dedicato alla comunità dei filippini in Italia (una delle più popolose), tramite accordo con 3.
I due annunci si aggiungono a quello che riguarda la Coop, che- come già da settimane noto- ha firmato con Telecom Italia per diventare un virtuale da giugno.
È chiaro che questi nuovi operatori potranno creare offerte interessanti in due modi:
o rivolgendosi a un target particolare (non soddisfatto dalle normali tariffe degli operatori), o ideando bundle e promozioni in accoppiata con i propri servizi tipici, il che è comodo per l'utente finale, ma fino a un certo punto.
I veri operatori mobili virtuali, infatti, secondo alcuni devono ancora palesarsi e non possono che essere operatori di rete fissa che diventano mobili virtuali.
Essendo dotati di una propria infrastruttura di rete, sarebbero più autonomi e creerebbero maggiori differenze nel mercato.
Laddove invece soggetti come Coop sono semplici rivenditori di servizi (sebbene con il proprio marchio), più che attori indipendenti.
Ecco perché non è facile dire se la situazione dei virtuali, in Italia, si stia davvero sbloccando o se è solo illusione.
Le prossime settimane saranno decisive.
Giulio Boresa.