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UICIECHI.IT: GIUGNO 2007 - Numero 6.

Yahoo sotto tiro. E stavolta non è un worm.

Di Guido Sintoni.

Mytech, 20/4/2007.
Brutta tegola per Yahoo: la moglie di un dissidente cinese ha fatto causa all'azienda per aver divulgato particolari sull'attività via Internet del marito, che hanno portato all'arresto e alla prigionia di quest'ultimo.
Yu Ling - questo il nome della donna - ha narrato la propria storia al ramo statunitense del Movimento Mondiale per i Diritti Umani: il marito Wang Xiazoning è stato arrestato nel settembre 2002 con l'accusa di attività sovversiva.
La spiegazione di Yu Ling, che da allora si è rifugiata a San Francisco, è chiara: "Il Governo cinese ha chiesto i log dell'attività Internet di mio marito, e Yahoo li ha concessi senza batter ciglio.
Ora mio marito è in prigione, sottoposto a tortura".
Yahoo affida la risposta a un comunicato di rito, in cui sostiene di non avere avuto tempo di analizzare gli incartamenti in questione e di non potere quindi esprimere commenti al riguardo.
E di essere dispiaciuti che "in Cina alcuni cittadini siano stati imprigionati per avere espresso via Internet le proprie idee politiche", invitando "il Dipartimento di Stato degli Usa a continuare la propria azione a favore della libertà d'espressione attraverso negoziati bilaterali con la Cina".
Ma l'episodio è emblematico, e riporta a galla le condizioni in cui le aziende occidentali operano in Cina e come le loro attività, evidentemente, non siano del tutto libere.
Nel caso di Yahoo, ricordiamo le ripetute critiche di Amnesty International e di Reporter senza Frontiere specie sul caso-Shi Tao, giornalista condannato nell'aprile 2005 per avere divulgato segreti di Stato.
In quel caso Yahoo aveva consegnato alle autorità cinesi il contenuto della casella di posta di Tao, ivi compresa una mail di critica al governo cinese che ne ha poi causato l'arresto.
Allora, Yahoo ha sostenuto - ed è questa la linea di altri colossi, da Google a Microsoft - di dovere agire secondo le normative locali.
Vero, ma siamo proprio sicuri che non si poteva (e può) fare qualcosa in più per salvare la libertà di un uomo ?

Guido Sintoni.