UICIECHI.IT: GIUGNO 2007 - Numero 6.
Cellulari: Wind uccide alcune sim e Aduc si infuria.
Di Giulio Boresa.
Mytech, 2/5/2007.
Ancora polemiche per il modo con cui Wind sta recependo i dettami del decreto Bersani.
Adesso Aduc denuncia che Wind ha "iniziato a disattivare le schede telefoniche dei suoi clienti che non avevano effettuato una ricarica negli ultimi dodici mesi, salvo poi proporre agli (ex) utenti l'attivazione di un nuovo numero sul quale versare il credito residuo", come si legge in una nota.
Il senso di questa mossa, secondo Aduc, è una sottile strategia ai danni degli utenti: costringerli ad abbandonare vecchi economici piani e a passare ai nuovi, rincarati di netto. Con il doppio danno: l'utente perde anche il vecchio numero, infatti. In alternativa, dovrà pagare 5 euro per conservare il vecchio piano, il numero e il proprio credito residuo.
Il cuore della polemica è nel fatto che, secondo il decreto Bersani, l'operatore mobile non può imporre all'utente "termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato".
Wind ha interpretato il decreto sentendosi libera di disattivare le sim salvaguardando il credito residuo. Il decreto menziona infatti la parola "traffico" e non "sim".ma secondo Aduc, Wind è in errore perché il decreto usa anche la parola "servizio", di cui sarebbe parte integrante, tra l'altro, la sim dell'utente.
Se una sim è resa inattiva, il servizio decade, infatti. Argomenta Aduc: "La stessa Wind nelle Condizioni di utilizzo della Sim pubblicate sul suo sito, definisce la sim un servizio". Aduc cita quindi, a comprova, quattro punti delle "Condizioni": "con la carta ricaricabile SimWind e con un telefonino Dual oi usufruire dei servizi di telefonia mobile di Wind"; "la carta al momento dell'acquisto e' abilitata solo alle chiamate d'emergenza". "È vietatoforma, la rivendita del servizio di telefonia mobile a terzi"; "È, comunque, vietato un utilizzo della carta e del servizio di telefonia".
Aduc consiglia infine agli utenti vittime di intimare a Wind, con una raccomandata di messa a mora, la riattivazione della sim e di segnalare l'accaduto all'Autorità Garante delle Comunicazioni.
Si aspetta appunto il parere di quest'ultima per capire se l'interpretazione del decreto fatta da Wind sia ammissibile.
L'Autorità sta del resto indagando anche su un altro aspetto: il rincaro delle tariffe di alcuni operatori dopo la scomparsa dei costi di ricarica.
Wind si è distinta anche in quel caso, in negativo, essendo il solo operatore che ha cambiato una tariffa (Wind 10) a utenti già attivi. Nessun dubbio, però, che il rincaro dei prezzi sia una mossa legittima da parte degli operatori - Agcom deve solo valutare se tutto si è svolto in modo trasparente per gli utenti.
Quest'ultima mossa di Wind ai danni delle sim potrebbe invece essere considerata in sé illegittima dall'Autorità. L'operatore potrebbe essere, in tal caso, costretto quindi a ritrattare.
Giulio Boresa.