UICIECHI.IT: GIUGNO 2007 - Numero 6.
WiFi: allarme rosso per gli hot spot aperti.
Di Giulio Boresa.
Mytech, 3/5/2007.
Sembra assurdo ma è vero, come concordano gli esperti di sicurezza: le reti WiFi di famiglie e aziende sono ancora un colabrodo.
Nonostante i progressi dei protocolli di crittazione e la maggiore consapevolezza informatica diffusa, negli anni il problema non è stato ancora risolto del tutto.
L'ultima conferma arriva da una indagine compiuta dall'Osservatorio Nazionale per la Sicurezza Informatica, struttura no profit promossa da Yarix in collaborazione con altre aziende del settore.
Yarix e l'Osservatorio sono andati a fare war driving nelle principali città del Veneto per scoprire gli access point aperti, di privati e aziende, collegandosi ai quali non solo è possibile navigare gratis ma anche- attraverso software specifici- tentare di intercettare dati personali come password e codici di carte di credito in transito sul network.
La scoperta è che il 68 per cento dei punti di accesso WiFi trovati "sono aperti o comunque facilmente accessibili", riporta Yarix. In particolare, uno degli hot spot aperti è di una nota banca del centro di Treviso.
Di conseguenza, lancia l'allarme Mirko Gatto, dell'Osservatorio: "Immaginiamo non solo cosa possa significare entrare liberamente nella rete di una banca, ma anche quali pericoli corrono gli ignari utenti. Qualcuno potrebbe utilizzare il loro Ip per commettere reati, scambiare file illegali, commettere truffe".
Certo, si può obiettare che Yarix abbia tutto l'interesse a fare allarmismo, per vendere i propri servizi di sicurezza; e che tra lo sfruttare la banda di un hot spot aperto e riuscire, da quella porta, a intercettare dati personali ce ne corre. Tuttavia, i risultati a cui giunge la ricerca sono comunque preoccupanti e, del resto, in linea con quanto evidenziato da altri osservatori, confermando che è la sicurezza il tallone d'Achille del WiFi.
Il rovescio piacevole della medaglia è che tanti hot spot aperti sono una manna per chi vuole fare Voip in giro per la città, navigare e consultare l'e-mail gratis, senza cattive intenzioni; ciò non toglie che questa situazione sia segno di immaturità, per lo scenario WiFi.
È auspicabile che, nel lungo periodo, ci siano nelle città italiane tanti hot spot gratuiti, ma comunque protetti.
È la tendenza che si respira, con lo sviluppo dei progetti di municipalità WiFi (a Roma, Milano, Bologna.), promossi dalle pubbliche amministrazioni.
Ma è un risultato verso cui si sta andando anche grazie agli sforzi di provider privati, come free-hotspot.com, che proprio in questi giorni ha annunciato di avere raggiunto quota mille hot spot gratis in Europa.
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Giulio Boresa.