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UICIECHI.IT: LUGLIO-AGOSTO 2007 - Numero 7-8.

Il progetto irifor per la firma digitale del disabile VISIVO.

Di Giorgio Rognetta.

Lo stato dell'arte: aggiornamento al 16 luglio 2007.
* * *
1. Premessa.
Il disabile visivo non può svolgere un’autonoma attività di formazione dei documenti su supporti cartacei: la sottoscrizione dei contratti, delle istanze rivolte alla pubblica amministrazione, dei documenti in generale, nonché il controllo della sottoscrizione autografa di terzi costituiscono insuperabili ostacoli; in tale importantissimo settore dei rapporti giuridici la disabilità visiva è ancora un gravissimo limite all’autonomia personale.
La legge n. 18/1975 riconosce, in linea generale, la validità della sottoscrizione autografa apposta dal cieco senza alcuna assistenza; tuttavia, si tratta di un riconoscimento giuridico che non assicura una effettiva autonomia: infatti, se il cieco appone la sua pur valida sottoscrizione a un documento cartaceo che non può personalmente controllare, la sua autonomia nel processo di documentazione è, di fatto, inadeguata.
La firma digitale può essere un decisivo ausilio per il superamento di questi problemi che finiscono, inevitabilmente, con il creare seri ostacoli ad una effettiva integrazione sociale del cieco in un ambito così delicato quale quello della documentazione degli atti giuridicamente rilevanti.
La firma digitale consente di realizzare le stesse funzioni della sottoscrizione autografa e, quindi, permette l’attribuzione della paternità del documento, nonché l’integrità del testo sottoscritto (funzione quest’ultima non assicurata dalla sottoscrizione tradizionale).
Grazie alle recenti conquiste legislative, la firma digitale apposta sul documento informatico equivale giuridicamente alla sottoscrizione autografa apposta sul documento cartaceo: ciò comporta una formidabile risorsa per il non vedente, la cui sottoscrizione può finalmente godere non solo di un’astratta dignità giuridica, ma anche di una concreta autonomia.
Con adeguate tecnologie assistive il disabile visivo può formare un testo e sottoscriverlo senza la mediazione di terzi, così come può leggere il testo formato da altri, verificandone la firma digitale, e marcarlo temporalmente: il tutto con piena consapevolezza.
In tal modo si consente il superamento di ogni impedimento materiale alla sottoscrizione, consacrando l’effettiva dignità della sottoscrizione del non vedente.
2. L’accessibilità dei prodotti di firma digitale.
L’Istituto di ricerca, formazione e riabilitazione (IRIFOR) dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha costituito una commissione per attuare un progetto di diffusione della firma digitale tra i non vedenti, valutando in primo luogo i problemi di accessibilità dei prodotti di firma digitale.
Tale commissione, che ho l’onore di presiedere, è composta da Nunziante Esposito, Paolo Graziani, Barbara Leporini, Massimiliano Martines e Salvatore Romano.
La commissione Irifor ha affrontato i problemi di accessibilità di diversi prodotti di firma digitale, suggerendo ai certificatori i rimedi necessari.
Occorre rilevare che, secondo la legge 9.1.2004, n. 4, il diritto di fruire di informazioni e servizi accessibili è esteso agli strumenti informatici e telematici; non solo i siti Internet, dunque, ma anche i programmi per elaboratore elettronico, in tal caso destinati a fornire servizi così importanti quali quelli di documentazione delle attività giuridicamente rilevanti, devono rispondere ai principi di tutela previsti dalla legge.
In particolare, i prodotti di firma digitale devono rispettare i requisiti tecnici previsti dal DM 8.7.2005, e ciò sia per quanto attiene ai software di firma e verifica, sia per quanto attiene alle funzioni attivabili tramite i siti Internet dei certificatori.
Il Codice dell’Amministrazione Digitale, inoltre, ha ulteriormente rafforzato il diritto dei disabili a fruire di tecnologie informatiche accessibili, e ha previsto altresì un diritto all’uso delle tecnologie informatiche, in favore di tutti i cittadini (non solo disabili) nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi statali: questo diritto, in caso di sua violazione, può essere tutelato per via giudiziaria.
Il Codice ha inoltre previsto che, dall’1.1.2008, le pubbliche amministrazioni debbano dotarsi di idonee procedure informatiche e strumenti software per la verifica delle firme digitali: tale obbligo comporta un nuovo importante stimolo per la diffusione di questo strumento di sottoscrizione.
Tuttavia, se i prodotti di firma digitale non sono accessibili ai non vedenti, si rischia di perdere la formidabile opportunità di consentire, a questa purtroppo ampia categoria di cittadini, una piena autonomia nei processi documentali.
Ciò comporterà, d’altro canto, la responsabilità dei soggetti erogatori dei servizi inaccessibili, per la violazione dei corrispondenti diritti.
Secondo stime CNIPA del 31.5.2006, in Italia risultano:
- 35 milioni di documenti sottoscritti con firma digitale in un solo anno;
- 2,6 milioni di smart card;
- 260 milioni di euro risparmiati ogni anno dalle aziende solo nei rapporti con il registro delle imprese.
Da questa rivoluzionaria tecnologia non possono restare esclusi i non vedenti: questi, a causa della loro minorazione, potrebbero non solo godere della maggiore comodità gestionale dei documenti informatici rispetto a quelli cartacei, come avviene per gli utenti normodotati, ma addirittura disporre di quell’unico strumento capace di recuperare la piena dignità nella formazione e nel controllo dei documenti.
3. I prodotti di firma digitale di Poste Italiane.
Le Poste Italiane erogano servizi importantissimi in cui, tuttavia, la sottoscrizione e la lettura dei documenti cartacei spesso comportano insuperabili difficoltà per i non vedenti.
La capillare diffusione degli uffici postali sul territorio nazionale può giocare un ruolo determinante per consentire la diffusione dello strumento della firma digitale tra i disabili visivi, e ciò anche al di là dei servizi, offerti dalle Poste, che richiedano la sottoscrizione e/o la lettura di documenti.
Per quanto concerne le tecnologie informatiche, le Poste Italiane sono tra i soggetti obbligati a fornire servizi accessibili, ai sensi della legge n. 4/2004.
In particolare, devono essere accessibili, rispettando le relative regole tecniche, sia il software di firma e verifica, sia le funzioni offerte tramite il sito www.poste.it (come quelle di rinnovo dei certificati e di verifica on line).
E’ stata già avviata una proficua collaborazione tra i tecnici Postecom e la commissione Irifor, al fine di risolvere i problemi di accessibilità dei prodotti di firma Postecom: tali problemi sono stati approfonditi durante la riunione tenutasi presso la sede Postecom di Roma in data 6 giugno 2007, e da quel momento si lavora per ottenere l’accessibilità dei servizi.
Bisogna peraltro precisare che, una volta ottenuta l’accessibilità dei servizi di firma Postecom, si raggiungerebbe magari l’obiettivo di essere in regola con la legge, ma non sarebbe soddisfatta la grandissima opportunità di veicolare una firma digitale accessibile ai non vedenti tramite la rete degli uffici postali: si pensi cosa potrebbe comportare, in termini non solo di accessibilità, ma di integrazione sociale e di innovazione tecnologica, dotare di una postazione accessibile di firma digitale gli uffici postali.
Queste postazioni, d’altro canto, sarebbero utilizzabili non solo dai non vedenti, ma da tutti i cittadini, con benefici riflessi per tutta l’utenza.
In tale prospettiva, assume particolare rilievo il progetto SAPI delle Poste Italiane, già mirato a soddisfare esigenze analoghe di accessibilità dei servizi, ma che, allo stato, non contempla la possibilità di utilizzo della firma digitale.
A seguito della riunione tenutasi il 13 luglio 2007 in Napoli, presso la sede del Centro Sviluppo Servizi Innovativi di Poste Italiane, si possono coltivare significative ambizioni in termini di accessibilità.
L’allargamento alla firma digitale della già meritoria attività di ricerca, dedicata nel progetto SAPI ai non vedenti, consentirebbe di unire gli sforzi di Poste Italiane, Postecom e Irifor nell’obiettivo comune di regalare, finalmente, una completa dignità alla sottoscrizione del non vedente.

Avv. Giorgio Rognetta, responsabile progetto Irifor “Firma digitale”.