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UICIECHI.IT: SETTEMBRE 2007 - Numero 9.

Una vacanza a Parigi: poche informazioni, ma possono essere utili.

Di Nunziante Esposito.

Oggi con tutto quanto mette a disposizione Internet, si direbbe che la cosa più semplice sarebbe quella di pianificare una vacanza in una qualsiasi città del mondo.

Sarà pur vero, ma non è così per tutti. Infatti, se a fare la vacanza è un disabile, ancora di più se si tratta di disabilità visiva, occorre fare bene i conti con tutto quello che la città, meta della vacanza, mette in campo come civiltà al servizio dei disabili e, ancora peggio, fare i conti con l'inaccessibilità dei siti Internet di turismo che offrono informazioni per le località da visitare.

Nella tarda primavera di quest'anno, Dovendo fare una settimana di vacanza a Parigi, mi sono messo alla ricerca di tutte quelle informazioni utili per non avere sorprese dal punto di vista dell'accessibilità dei monumenti che ero intenzionato a visitare.

Che dire, non sono uno sprovveduto,ma ciò nonostante, ho avuto non poche difficoltà a reperire informazioni comprese quelle che tutti possono reperire su Internet.

Infatti, a causa della poca accessibbilità dei siti di turismo, quindi, siti di pubblica utilità, non mi è stato possibile reperire nemmeno quelle informazioni che tutti possono prelevarsi da Internet, come dice la pubblicità, con un semplice click.

Alla fine, pur se nero di rabbia per questi problemi che ci rendono, purtroppo, utenti di serie c, con la collaborazione della mia gentile consorte, sono riuscito a prelevare dai siti le informazioni che mi interessavano, oltre a fare la prenotazione necessaria per l'albergo.

Nello scambio di email, occorso per fare la prenotazione,sono sorte subito molte difficoltà per la lingua. Nonostante le mie riminiscenze scolastiche per il francese ed un buon traduttore software, fortunatamente accessibile alle nostre tecnologie assistive, sono riuscito con molte difficoltà e molte incomprensioni a portare a conclusione la prenotazione della camera di albergo.

Fortunatamente ero avvisato che molti alberghi non hanno il bagno in camera, alcuni hanno solo il lavabo, qualcuno solo il W. C., quindi ho dovuto precisare bene quello che volevo e, in qualche caso, hanno tentato, non lo so se volontariamente, di prenotarmi camere senza servizi.

Altra cosa cui bisogna fare attenzione, sono le clausole che gli alberghi mettono nelle procedure di prenotazione, per non rischiare di rimanere senza camera, magari per un ritardo, e con la ritenuta dalla carta di credito dell'importo stabilito in queste clausole, generalmente l'importo per una notte per la camera. Molti alberghi fanno una ritenuta preventiva di acconto del 10%, altri fanno solo un prelievo fittizio per valutare la validità della carta di credito.

Qualcuno potrebbe dire che se ci si rivolge ad una agenzia, tutto questo sarebbe un non problema, ma perché essere costretti a rivolgersi ad un'agenzia se, messi in condizione, potremmo fare da soli come fanno tanti?

Perché avere l'immancabile ricarico di prezzo di un'agenzia quando, avendo tempo, potremmo programmarci una vacanza e magari meglio di come ce la programma un'agenzia?

Comunque, espletate tutte le formalità con carta di credito, mi sono messo alla ricerca di notizie che interessano più da vicino la disabilità visiva, come le agevolazioni per i trasporti, quelle per l'accesso ai monumenti, l'acessibilità dei luoghi da visitare, comeascensori, scale mobili e quant'altro.

Pensavo che il più fosse fatto, ma mi sbagliavo di grosso. Infatti, ho contattato diversi amici che negli anni scorsi hanno visitato Parigi, ma ho avuto solo notizie vaghe oltre ad avere da più di qualcuno l'indicazione che mi dovevo rivolgere al'ufficio esteri dell'UIC.

In verità, qualcuno mi ha dato qualche notizia per oro colato, ma alla fine era meglio se mi avesse detto di non saperne nulla. In particolare, mi hanno detto che per noi disabili visivi, per avere le agevolazioni previste in Francia, ci voleva un documento, redatto dall'associazione francese per i disabili visivi, che attestasse la disabilità.

Dopo qualche tentennamento, ma anche per sapere se certe notizie erano vere, mi sono deciso a chiedere al'ufficio Esteri UIC, come mi era stato consigliato, pur se mi pareva strano che tale ufficio si ocupasse di queste cose.

Immediatamente mi sono reso conto che i miei dubbi erano certezze e che l'ufficio esteri non si occupava di turismo e di tutte le altre cose, anche se mi hanno detto che si sarebbero informati presso l'associazione dei disabili visivi francesi.

Il giorno dopo, ho avuto la risposta dell'ufficio contattato. Nessuno sapeva niente di niente, soprattutto sul fatto che per il riconoscimento c'era bisogno di un avallo dell'associazione francese.

Nei giorni successivi, inarrendevole come sono, mi sono messo a cercare su Internet, ma, non potendo usufruire di un aiuto visivo e a causa della poca accessibilità di molti siti, mi sono dovuto arrendere alla realtà. Alla fine, sono dovuto partire senza tutte quelle informazioni che, per essere utili, sarebbe meglio se si sapessero prima e che non è semplice doverle chiedere sul posto al momento della vacanza.

Ed ecco il motivo di questo mio scritto:
dare la possibilità di sapere molte imformazioni utili, difficili da reperire, e che potranno servire a chi, come me, vuole farsi una vacanza in quel di Parigi.

Per prima cosa, vediamo l'albergo. Molti siti consentono di prenotare on line per varie catene di alberghi. Per avere gli indirizzi di questi siti non è difficile. Aprire Internet, aprire un motore di ricerca, io ho usato http://www.google.it, digitare nel campo per la ricerca "Alberghi Parigi", senza le virgolette e la ricerca vi fornirà tutta una serie di siti. Credetemi, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Ci sono anche alberghi che mettono prezzi molto agevolati all'ultimo minuto.

Stabilita la categoria d'albergo che si cerca, conviene fare le richieste direttamente via email, sia per avere la certezza di quello che si chiede, sia per avere una prova scritta della richiesta stessa.

La cosa migliore è quella di inviare una email a tutti gli alberghi della categoria che a noi interessa. Non abbiamo bisogno nemmeno che questi alberghi siano nelle vicinanze dei monumenti principali, visto che, con tutte le metropolitane che sono a Parigi, in meno di mezz'ora si può andare da un capo all'altro della città.

Siccome qualche sito è poco accessibile e le foto non sono sempre descritte come si dovrebbe, occorre farsi dare un occhio in prestito se non si vogliono avere sorprese.

Generalmente i contatti via email sono veloci e in men che non si dica si può avere la risposta positiva a quello che si cerca. Una volta che si ha la certezza che l'albergo è quello che cerchiamo, sul sito ci sono le foto e le descrizioni accurate di tutto, non dobbiamo fare altro che fornire i dati personali ed il numero di carta di credito.

Una volta che è stata conclusa la trattativa, conviene farsi spedire una email di conferma che dovremo stampare e portare con noi, per la prova che è stata veramente eseguita la prenotazione, non si sa mai.

Raggiunta Parigi, ecco cosa ci riserva dal punto di vista delle agevolazioni che questo popolo riserva ai disabili.

Per prima cosa, non c'è bisogno di carte o di tessere. Per esempio, la tessera dell'associazione non la conoscono e non capiscono. Essendo molto protettivi della loro lingua, tendono a metterti da parte se non parli francese, un po meno se riesci a parlare inglese. Questo inconveniente della lingua si azzera nei luoghi di visita ai monumenti principali della città, dove ci sono uffici appositi dove ci sono interpreti anche per l'italiano.

Però, appena capiscono qual è il problema, ti indicano come e cosa fare con una gentilezza inaudita, quella proverbiale di questo popolo.

Consiglio di portarsi un bastone bianco, qualora non si avesse la padronanza della lingua francese o al massimo dell'inglese, poiché sarà più facile il riconoscimento.

A parigi ci sono moltissimi parcheggi sotterranei per i quali si paga in funzione dei giorni di permanenza nel parcheggio. Più giorni si fanno e meno si paga per ogni giorno. Per esempio, il primo giorno si paga 12 euro per 12 ore, 20 euro per 24 ore. Per 6 giorni, la nostra permanenza, abbiamo pagato 48 euro. Per un mese intero non si raggiungono i 30 euro.

Per chi ha il contrassegno di disabile, ci sono dei posti riservati anche nei parcheggi privati, ma contrariamente a quelli pubblici, si paga senza avere alcuna agevolazione. Non sono riuscito a sapere quanto era la tariffa nei parcheggi pubblici gestiti dal comune.

In una delle otto linee di Metropolitana, basta presentarsi e farsi riconoscere all'ufficio del personale addetto al controllo del varco.

Il disabile passa senza biglietto mentre l'accompagnatore deve vidimare regolarmente il biglietto. La cosa che mi ha stupito è che, una volta che si sono resi conto che sei disabile, non devi chiedere nulla e ti fanno trovare direttamente il varco aperto e bloccato per farti passare.

Per i monumenti, almeno quelli che ho visitato io, non è sempre lo stesso trattamento, perché anche qui, se la gestione la fa direttamente il comune, sia il disabile, sia il suo acompagnatore, entrano con biglietto gratuito che si ritira direttamente alla biglietteria. La cattedrale di Notre Dame è uno dei siti gestiti dal comune e anche qui, il mio stupore, i biglietti gratuiti ce li hanno forniti direttamente senza dover dimostrare nulla perché l'impiegato si è acorto della mia disabilità.

Dove la gestione è privata, come al Museo del Louvre, paga solo un biglietto intero l'accompagnatore. Basta far presente la propria disabilità dove si acquistano i biglietti, per usufruire senza alcun problema dell'agevolazione. Anche qui, l'impiegato accortosi della mia disabilità ha fatto un solo biglietto a pagamento ed uno omaggio senza che gli dicessimo nulla.

Quando siamo arrivati alla Tour Eiffel, dove c'erano file chilometriche, lo stupore è stato inaudito. Un tabellone molto grande indicava che i disabili e il loro accompagnatore pagava poco più del 50 % del biglietto intero, ma non si capiva se per entrambi o per ognuno di essi.

Recatoci ad uno dei tanti uffici di informazione turistica, abbiamo avuto il chiarimento che si pagaba per ognuno poco più del 50%. Inoltre, con una gentilezza inaudita, in italiano quasi perfetto, ci veniva indicato anche il personale in divisa di colore verde che era addetto, tra le altre cose, anche all'assistenza ai disabili.

Contattato un ragazzo con la divisa che ci era stata indicata e fatto presente che ero disabile visivo, ci ha portato direttamente alla biglietteria e poi direttamente all'ascensore per salire sulla torre, facendoci superare le due file.

Per quanto riguarda le barriere architettoniche, siamo stati veramente sorpresi da tutte le scale mobili, tappeti mobili, ascensori da tutte le parti, compreso nelle metropolitane che si trovano ad una certa profondità e non perché non c'erano le scale mobili, per le metropolitane più profonde, c'erano anche gli ascensori.

Mi è stato riferito che sulle linee ferroviarie che portano fuori città, è come per le ferrovie italiane, quindi, un solo bilietto per disabile più accompagnatore.

Ultima cosa da prendere in considerazione, ammesso che si usano le metropolitane, sono i pacchetti di biglietti. Infatti, conviene comprare i pacchetti da 10 biglietti che fanno risparmiare per ogni corsa quasi il 50%.

Come avete avuto modo di leggere, contrariamente a quello che molto approssimativamente mi era stato riferito, è tutto molto semplice e lineare, addirittura più semplice di quello che viviamo in Italia.

Eppure, più di qualcuno mi aveva detto che non c'era nulla da fare e che tutto quello che avevamo conquistato in Italia era un sogno per la Francia.

Mi era parso strano che un popolo come quello francese, sempre allavanguardia con le conquiste sociali fosse più indietro di noi in quanto a leggi per la tutela dei disabili.

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Nunziante Esposito.