UICIECHI.IT: GENNAIO 2009 - Numero 1.
Proteus, il robot che “nuota” nelle arterie.
Scritto da Roberto Catania.
Il suo papà, James Friend, è convinto che il suo “piccolo” un giorno arriverà a salvare molte vite umane. E in effetti Proteus, il micro-robot partorito dal laboratorio di Ricerca in Micro e nanofisica dell’ Università australiana di Monash (Melbourne) sembra avere tutte le carte in regola per avere successo laddove la microchirurgia oggi spesso fallisce: in tutte quelle delicatissime operazioni in zone del cervello o nelle arterie dove è difficile arrivare.
Un chirurgo meccanico in miniatura (è “grande” circa un quarto di millimetro) che si muove in controcorrente nel sangue grazie alla spinta fornita da un motore piezoelettrico . Questo è in sostanza Proteus, ed è facile comprendere perché chi l’ha inventato abbia tanta fiducia in lui: se i dati sperimentali saranno confermati, questo ritrovato potrà dare più di una speranza a molti pazienti affetti da ictus e sindromi vascolari.
Ma come funziona esattamente Proteus? Il microrobot viene iniettato nell’arteria femorale e, una volta all’interno del circolo sanguigno, viene liberato dal catetere e spinto dal motorino piezoelettrico che lo accompagna, riporta l’Ansa . Rispetto agli attuali cateteri, la cui scarsa mobilità impedisce di raggiungere punti delicati e critici (come le arterie cerebrali), Proteus nuota in modo autonomo grazie a una coda lunga e sottile che si muove come un’elica. Sull’estremità anteriore, inoltre, è situata una telecamera che permette al chirurgo di osservare l’interno dei vasi sanguigni in modo da guidare gli strumenti una volta raggiunta la zona da operare.
Il team di ricerca australiano ha già testato il dispositivo su arterie artificiali alimentate da sangue umano ed entro l’anno inizierà la sperimentazione sui suini; poi sarà la volta dell’uomo.
Scritto da Roberto Catania.