Filtri al peer to peer? Fai untest.

Scritto da Giulio Boresa.

Si moltiplicano i test diagnostici, online, per sapere se qualcosa limita la velocit, se il peer to peer  rallentato o bloccato a bella posta dal provider utilizzato. Ora fa parlare di s Measurement Lab , a cui partecipa anche Google, insieme con vari ricercatori accademici e quelli dell'Open Technology Institute e del Planet LabConsortium.

La filosofia che c' dietro  quella della difesa della neutralit della rete , concetto caro a Google. In sostanza, adesso, tra gli strumenti si distingue Glasnost (termine russo che significa "trasparenza" e ha di solito una valenza politica), dedicato al peer to peer. In arrivo poi, sempre sul Measurement Lab, strumenti per scoprire se il provider d una priorit pi o meno alta a certe applicazioni (DiffProbe) e se sta degradando la performance di un certo tipo di utenti, applicazioni, destinazioni in rete(Nano).

Si allunga cos l' elenco dei test per la neutralit della rete ed  destinato a crescere ancora, in parallelo con l'importanza di questo tema, che certo ci accompagner nei prossimi mesi e anni. E' notizia di oggi anche che Cox Communications, il terzo pi grande provider Usa, ha annunciato che da febbraio sperimenter un sistema di traffic shaping, per rallentare le applicazioni considerate "non time sensitive" (come il download di file, il peer to peer), nei momenti di congestione della rete. Secondo Cox questo non viola la neutralit della rete. E' da vedere: certo  apprezzabile la trasparenza del provider (molti fanno gi ora lo stesso senza dirlo all'utente), ma molto dipende da come e quanto saranno filtrate le applicazioni.

Al punto da essere inutilizzabili?

E come questo impatter su tecnologie simili ai classici software peer to peer, comeSkype?

Giulio Boresa.

