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UICIECHI.IT: MARZO 2009 - Numero 3.

Arrivano le batterie ultrarapide. Rivoluzioneranno l’hi-tech (e non solo).

Scritto da Roberto Catania.

Un cellulare che si ricarica in dieci secondi?

Possibile, e forse non dovremo nemmeno attendere troppo per vederlo. A scommetterci sono due studiosi del Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, Gerbrand Ceder e Byoungwoo Kang Wednesday, autori di una ricerca pubblicata sull’autorevole rivista Nature dal titolo Battery materials for ultrafast charging and discharging.

Una tangenziale per gli ioni.

Uno studio partito con un’idea ben precisa: aumentare la velocità di trasferimento della corrente elettrica all’interno delle nuove batterie al litio-ferro-fosfato . Per riuscirci, i ricercatori del Mit hanno sviluppato uno speciale rivestimento superficiale scanalato in grado di fungere da vera e propria corsia preferenziale per il passaggio degli ioni. È come se la carica sfruttasse una tangenziale per arrivare a destinazione, è stato scritto da molte parti. E il tutto senza perdere in longevità. La struttura superficiale delle nuove batterie è infatti tale da impedirne la degradazione anche dopo ripetuti cicli di carica e scarica.

Dall’hi-tech alle auto ibride L’utilizzo di batterie ultra-rapide potrebbe rivoluzionare tutto il mondo dell’hi-tech, riducendo di un decimo i tempi di ricarica di tutti i principali apparecchi alimentati agli ioni di Litio. Ma forse i benefici maggiori potrebbero arrivare per un altro settore, quello delle auto elettriche: che in un futuro si potrebbero ricaricare in qualche minuto anziché in 6-8 ore come invece accade oggi.

Pronte nel 2011?

Ma quanto ci vorrà per vedere le nuove batterie in azione?

Prima di parlare di economie di scala bisognerà lavorare sui costi, che sono ancora piuttosto alti. Ma Ceder è ottimista: “In due anni la tecnologia sarà effettiva”. A indurre all’ottimismo è soprattutto la possibilità di lavorare su batterie già esistenti (ma anche di sfruttare alcuni ingenti investimenti governativi). Due società americane hanno fiutato l’affare e si sono già premurate di acquistare le licenze.

Roberto Catania.