UICIECHI.IT: MARZO 2009 - Numero 3.
Videoconferenza? Si usa ancora poco e male.
Scritto da Piero Todorovich.
Una ricerca realizzata da Easynet Global Services (fornitore di servizi gestiti di telepresenza) in collaborazione con Toluna rivela che ben due terzi delle aziende europee non ha mai preso in considerazione o sperimentato la videoconferenza (in Italia la percentuale sale addirittura al 94%). Questo malgrado la consapevolezza che la tecnologia possa consentire risparmi economici alle imprese.
I motivi prevalenti contro l’adozione della videoconferenza vanno dalla mancanza del "contatto umano" al costo elevato della tecnologia. Circa un quarto delle persone intervistate (in totale 716 in aziende di tutta Europa) ha espresso infatti l’opinione che la videoconferenza sia un mezzo troppo impersonale per effettuare riunioni confortevoli e proficue. Più di un quarto degli intervistati ha espresso preoccupazione sui costi iniziali di adozione della tecnologia o su quelli necessari per aggiornare le soluzioni esistenti.
Tra le imprese che hanno già sistemi di videoconferenza, l’indagine rivela livelli di utilizzo al di sotto delle potenzialità. Nel 21% dei casi perché il sistema risulta complicato da usare per gli utenti; un problema, tra gli altri, a cui mirano a dare risposta i fornitori di servizi gestiti, come la stessa Easynet.
Il vantaggio meglio riconosciuto da chi usa o intende usare la videoconferenza riguarda la riduzione dei costi dei viaggi, seguono il risparmio di tempo, la reperibilità dello staff, ma anche la rapidità dei processi decisionali con la possibilità di pianificare riunioni con breve preavviso. Per il 31% di tutti gli intervistati contano anche i benefici per l’ambiente nell’evitare lo spostamento delle persone.
E’ significativo che il 60% delle aziende europee e il 59% di quelle italiane che hanno usato la videoconferenza in questo periodo di crisi lo abbia fatto con lo scopo di tagliare le spese relative ai viaggi.
La crisi economica e l’attenzione all’ecologia aiuteranno la videoconferenza a diffondersi? Oppure la pervasività dei mezzi di collaborazione elettronici (anche in video) e l’attitudine alle relazioni digitali dei lavoratori più giovani ne faranno qualcosa di desueto, come è stato per i concetti di telelavoro degli Anni ‘90?
Piero Todorovich.