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UICIECHI.IT: MAGGIO 2009 - Numero 5.

Passa la legge per bandire gli utenti peer to peer.

Scritto da Giulio Boresa.

Il copione era scritto da tempo e ampiamente previsto, anche da noi , tra gli altri: dopo un certo batti e ribatti, anche il Senato della Francia ha votato a favore della legge per disconnettere gli utenti peer to peer (dopo già l’Assemblea Nazionale- qui il testo in francese). Ormai è legge, non resta che prenderne atto. Al terzo sgarro, via il pirata da internet, il provider sarà costretto a toglierli la connessione. Certo, ancora c’è la speranza che i socialisti, come promettono, riescano ad annullare la legge con il motivo dell’incostituzionalità. E c’è anche la possibilità che ci si renda conto che la legge è inapplicabile, troppo complesso e costoso andare a caccia di pirati seguendo le segnalazioni, e con conseguenze troppo gravi (che succede se la connessione staccata è di un’azienda o di un’università?).

Conta però soprattutto che, con questa legge, sia stato affermato un principio: che la tutela del copyright (“della creatività”, preferisce dire Enzo Mazza, presidente della Federazione dell’industria musicale italiana) è più importante dell’accesso degli utenti a internet. E il paradosso è che il tutto avvenga proprio in Francia, che la memoria scolastica associa alla prima dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Ebbene, roba passata, di libri polverosi e da tempo non più aperti. Stavolta vince il copyright, le sue leggi immutate da decenni e che l’industria non è disposta a mutare.

E’ ovvio che ora ci si chiede: questo che cambierà per noi utenti italiani? Difficile dirlo, ma significa che l’industria ha messo a segno un importante precedente. Ha messo la bandierina su un Paese della mappa. L’Italia è il prossimo passo, da noi già da mesi preparato , del resto. C’è chi dice: la Francia non rispetta diritti ben sostenuti invece dal Parlamento europeo. Ma la legge secondo cui l’utente può essere disconnesso solo a fronte di una richiesta dell’autorità giudiziaria è solo un emendamento nella bozza della direttiva europea, approvato all’ultimo momento e solo dal Parlamento. Ora passerà al Consiglio europeo, a giugno. Solo se anche il Consiglio voterà il testo così com’è, la direttiva passerà e quindi si potrà riparlare dell’eventuale contrasto con la legge francese. Ma l’esperienza precedente dimostra che il tema sarà controverso al Consiglio. E intanto la legge francese diventa esecutiva. E può fare emuli in altri Paesi.

Giulio Boresa.