Pirate Bay e l'attacco DDo$.

Di Zeus News.

Per la seconda volta, la vicenda giuridica che contrappone The Pirate Bay e le major musicali e cinematografiche vede l'intervento di personaggi al di fuori delle aule di tribunale: la prima volta si trattava di un attacco al sito dell'Ifpi, ora  un attacco al conto in banca di uno degli avvocati dell'Ifpi.

Nessuno sta per cercando di svuotare il conto dell'avvocato Peter Danowsky, che ha rappresentato la Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica al processo, come si potrebbe credere: anzi, l'idea  di riempirlo di micropagamenti.

Il progetto nasce dal misterioso webmaster (Whois restituisce solo lo pseudonimo svarth3024-00001) del sito Internetavgift: se non macinate lo svedese, potete farvi un'idea leggendo la pagina in italiano fornita dal traduttore automatico Google.

Il tutto si ispira agli attacchi informatici DDoS (Distributed Denial of Service, Negazione Distribuita di Servizio): questi attacchi hanno come obiettivo il sovraccarico di un web server tramite richieste multiple provenienti da molti computer.

L'idea di Internetavgit  un DDo$, un Distributed Denial of Dollars (Negazione Distribuita di Dollari): in pratica i visitatori del sito sono invitati a depositare ciascuno una corona svedese (circa 9 centesimi di euro) sul conto dello studio legale dell'avvocato Danowsky presso la banca Nordea, creando un'ondata di micropagamenti.

Perch mai ci dovrebbe impensierire Danowsky? Per due ragioni: innanzitutto perch le regole della banca prevedono che si possano riceve gratuitamente fino a 1.000 pagamenti all'anno mentre, per ogni pagamento ulteriore ricevuto, sia necessario sborsare 1,70 corone (circa 15 centesimi di euro).

In secondo luogo, ogni transazione deve essere per legge registrata nei libri contabili dello studio legale: migliaia di versamenti comporterebbero una gran quantit di lavoro.

C' poi un possibile terzo motivo: secondo la legge svedese - stando a quanto sostiene internetavgit.se - chi inoltra un pagamento per errore pu chiederne e ottenerne l'immediata restituzione: i partecipanti all'attacco DDo$ potrebbero quindi imboccare questa strada, rientrando in possesso della loro corona e moltiplicando ulteriormente il lavoro per lo studio di Danowsky.

L'avvocato  convinto che lo scopo di tutto ci sia unicamente dargli fastidio, e probabilmente ha ragione; non ha tuttavia alcuna intenzione di lasciar stare e anzi ha gi annunciato di essere in possesso dei nomi di chi ha fatto i primi depositi. "Non abbiamo intenzione di intraprendere alcuna azione" - ha poi detto - "ma una denuncia alla polizia...  possibile".

Zeus News.


