Si sono dimenticati della bandalarghissima.

Scritto da Giulio Boresa.

Il 95,6 per cento degli italiani sar coperto da banda larga wired (Adsl) almeno a 2 Mbps entro il 2010. Un altro 3,9 per cento avr questa velocit grazie al wireless, WiMax, soprattutto in quelle zone dove il digital divide non  causato da mancanza di fibra ma da doppini dell'ultimo miglio troppo lunghi. Sono queste le percentuali emerse di recente, con altri dettagli, riguardo al piano da 1,47 miliardi di euro annunciato dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani. Di questi soldi, buona parte viene da fondi Cipe che erano stati gi da un anno allocati. Solo 219 milioni dovrebbero venire da privati, dietro lo stimolo di garepubbliche.

La prima cosa che si nota  "matematica". Nonostante gli annunci di "2 megabit a tutta la popolazione", rester escluso lo 0,5 per cento, che probabilmente potr avere la banda larga solo via satellite, si spera con incentivi statali sull'acquisto delle (care)apparecchiature.

Una seconda cosa: il rapporto Caio per ora viene in gran parte disatteso. E' ascoltato solo per quanto riguarda l'obiettivo di eliminare il digital divide; totale silenzio sugli aspetti pi innovativi, da cui dipende il futuro della banda larga italiana. Per ora il governo accantona l'idea di sostenere lo sviluppo di una rete di nuova generazione (Ngn, Next generation network). Quella basata su fibra cablata pi vicino agli utenti (in strada o nelle case), per andare a 50-100 Mbps a costi paragonabili alle attualiAdsl.

Per la nuova rete, restano solo i progetti dei privati, che vanno a rilento: Telecom Italia sperimenta da mesi banda a 50 Mbps, ora pubblicizzata con un

sito ad hoc, Alice Phibra. E' improbabile che, senza l'aiuto pubblico, l'Ngn italiana possa accelerare. Anche su questo fronte,  alto il rischio di perdere terreno con il resto d'Europa: il Regno Unito ha cominciato a stanziare fondi per l'Ngn. La Francia  ancora piaggressiva. 

Giulio Boresa.

