Chrome OS,  guerra di nervi tra Google e Microsoft.

Di Dodi Casella.

Secondo Steve Ballmer, che tuttavia si dice "interessato" per l'iniziativa di Google, un sistemo operativo serio non pu fondarsi sul web; lo contraddice in parte Bill Gates garantendo che Chrome OS non presenter in s nulla di nuovo.

Minimizzare i successi del concorrente sembra ormai una pratica comune a livello planetario; e Microsoft non si sottrae alla consuetudine affermando in piena Worldwide Partner Conference che "un nuovo sistema operativo non  necessario". Perch, spiega statistiche alla mano il patron di Microsoft, "non  detto che un computer venga usato per connettersi all'Internet".

Di fronte alle risatine ossequisose dei presenti, in massima parte satelliti della real casa, Ballmer ha rincarato la dose chiedendo se "qualcuno ne sapesse qualcosa del nuovo sistema operativo". "A mio modo di vedere,  un progetto estremamente interessante" ha chiosato; "peccato che non possa essere completato prima di un annetto a questa parte. E poi, non hanno gi annunciato Android?"

Pi o meno sello stesso periodo, Bill Gates dichiarava che "ci sono fin troppe distribuzioni Linux", dicendosi sorpreso che Chrome OS venisse percepito come qualcosa di nuovo e rivoluzionario, visto che ad Android, gi operativo sui netbook, occorreva comunque un browser per navigare sul web.

Queste le reazioni a denti stretti che arrivano da Redmond; ma occorre anche tener presente che, sempre durante la WPC e con largo anticipo rispetto al rilascio della sua versione di Cloud Computing Windows Azure, Microsoft ha gi rese note le tariffe - non troppo provvisorie - della nuova piattaforma.

 La tecnologia impiegata e le finalit che si propone, contraddicono palesemente le considerazioni espresse da Gates e Ballmer, ma c' di pi. Infatti esplicitando sin d'ora costi e facilitazioni per una piattaforma che se tutto va bene potr vedere la luce in tempo per gli acquisti di Natale, i responsabili di Microsoft rivelano il tentativo di fidelizzazione precorrendo i tempi del rilascio piuttosto che attendendo le reazioni del mercato, come  sinora avvenuto per quasi tutti i prodotti Microsoft.

Evidentemente si teme che code, sbavamenti e risse da accaparramento siano un po' cose del passato e che, continuando a mancare il supporto di una tecnologia concorrente come quella di Yahoo!, a Redmond sentano il fiato di Google sempre pi forte sul collo.

Dodi Casella.
