Bankitalia ferma Zopa.

Di Riccardo Valerio.

Il noto sito di piccoli prestiti subisce lo stop imposto da Bankitalia.

Zopa a un bivio?

Zopa  un sito internazionale che gestisce per mezzo di internet lo scambio di denaro tra privati nella forma di piccoli prestiti, detti "prestiti sociali" o social lending.

Con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, su input di Bankitalia, lo scorso 10 luglio  stata revocata l'autorizzazione ad agire come intermediario finanziario, ex art. 106:  disponibile in formato Pdf il decreto di cancellazione.

La motivazione  che Zopa avrebbe fatto raccolta del risparmio e non semplice intermediazione di pagamenti: questo a causa delle giacenze presenti sul conto prestatori Zopa, ovvero denaro in attesa di venire impiegato in prestiti.

Va detto che il problema contestato non  una inottemperanza di Zopa quanto un "vizio di forma" tipico del social lending: la somma di denaro che il prestatore decide di mettere a disposizione verr impiegata via via, restando dunque nel tempo parzialmente inutilizzata, raccolta assieme ad altre somme analoghe che non generano costi o guadagni ma che si configurano come depositi di capitale.

La revoca a operare  stata subito divulgata agli "Zopiani", sia nella home page del sito, sia con una lettera aperta. L'immediata conseguenza  stata naturalmente la sospensione di nuovi prestiti e l'iscrizione di nuovi potenziali prestatori.

Zopa ha per dato piena garanzia del fatto che i prestiti gi esistenti procederanno regolarmente, con piena tutela sia per l'incasso delle rate via via in scadenza, sia per il recupero del credito spettante, che torner nelle mani dei proprietari gradualmente con il rientro delle rate mensili.

Il social lending, operato anche da Zopa,  stato spesso oggetto di critiche da parte di economisti e rappresentanti del mondo bancario, che hanno evidenziato i rischi corsi dall'utente che presta i propri soldi a fronte di guadagni esigui e non adeguati rispetto ai canali tradizionali.

Ma recentemente l'amministratore delegato della societ, Maurizio Sella, aveva reso noto che la media dei guadagni per chi aveva prestato denaro si attestava sopra il 7%, mentre l'onere per chi otteneva un prestito si attestava attorno al 9,7%: entrambi valori ben lontani dai tassi ufficiali ottenibili con investimenti canonici o - per chi necessita di piccole somme in prestito - dai tassi praticati dalle finanziarie.

Riccardo Valerio.

