UICIECHI.IT: Luglio-Agosto 2009 - Numero 7-8.
Joost e le altre, web tv in declino.
Scritto da Giulio Boresa.
E’ forse scoppiata la bolla della web tv, dopo tanti servizi lanciati e soldi investiti: le notizie parlano ora tutte di ridimensionamenti e chiusure, dopo la sbornia degli anni scorsi. Joost, la web tv dei fondatori di Skype, taglia personale, perde uffici e il proprio ceo. Alla (disperata) ricerca di altri utili, lancia un servizio “white label”, che consentirà ad altre aziende interessate (a patto che ce ne siano, visto il clima) di fare la propria web tv.
Numerose le analisi sui motivi del fallimento. C’è chi ne fa un lungo elenco, insistendo sulle eccessive mire di grandezza di Joost- troppi uffici, troppe assunzioni. Altri accusano i contenuti, troppo deboli, soprattutto rispetto all’astro nascente di Hulu, web tv spalleggiata dalle major e purtroppo ancora non accessibile agli utenti italiani ( a meno di non uscire su internet con un ip americano). Viene però il dubbio che la colpa non sia specifica di Joost, ma in generale del modello di business regnante sulle web tv. La pubblicità non basta a sostenere i costi, sostengono alcuni, e le ultime notizie sembrano dare ragione: Yahoo! ha appena chiuso i servizi tv di Maven Networks. YouTube migliora i ricavi, ma forse non si avvicina al profitto, perché con la sua popolarità crescono anche i costi di banda e di hosting. Non fa soldi nemmeno Babelgum, simile a Joost ma più centrata sulla coda lunga, e ideata da Silvio Scaglia (fondatore di Fastweb). Annuncia che i primi profitti dovrebbero arrivare nel 2011.
E Hulu? E’ probabilmente un successo di pubblico- pur essendo partita molto tempo dopo YouTube ora cattura il 10 per cento del traffico video. Ma non pare un business in attivo, commentano molti: si regge su accordi di favore con le major. Che presto potrebbero decidere di cominciare a far pagare i contenuti. La pubblicità è una coperta troppo corta per pagare contenuti ricchi, pesanti e professionali come i video? Certamente non è un business che riesca a tenere in vita così tanti servizi concorrenti. La ricerca di altre fonti di ricavo è cominciata, per le web tv, e non sarà facile.
Giulio Boresa.