UICIECHI.IT: Luglio-Agosto 2009 - Numero 7-8.
YouTube condannata per aver infastidito un Piccolo Orso Bruno.
Di Dodi Casella.
La multinazionale dovrà risarcire il danno patrimoniale dell'autore, non per contraffazione ma per ritardo nel rimuovere l'opera protetta.
Coerentemente alle sue ultime decisioni, la corte d'appello parigina non ha rimesso in discussione un fatto tecnico ormai acclarato e cioè che un sito internet strutturato come YouTube altro non è che un "deposito" messo a disposizione degli utenti affinché vi possano essere scaricati i contenuti più vari.
Incombe tuttavia ai responsabili del sito rimuovere con la maggiore compatibile urgenza i contenuti non permessi dalle disposizioni in vigore; ma mentre i contenuti penalmente rilevanti possono essere in gran parte verificati ed eliminati in automatico, la stessa cosa non può avvenire nel variegato mondo del diritto civilistico.
Da qui, hanno ragionato i magistrati d'oltralpe, l'obbligo di YouTube di rimuovere i contenuti illeciti non appena gli pervenga la contestazione da parte degli aventi diritto. In caso contrario sarebbe dimostrata la diversa valutazione giuridica che YouTube stessa dà al fatto, e quindi disposta a correre l'alea di un eventuale giudizio che potrebbe anche esserle avverso.
Nella specie, la titolare del diritto d'autore Bayard Presse aveva più volte invitato YouTube - senza successo - a eliminare un video avente per oggetto le avventure di un personaggio chiamato "Piccolo Orso Bruno" assai amato dai bambini francofoni in età prescolare.
Motivando la sentenza, i giudici hanno rilevato che il sito non si era reso parte diligente nella rimozione del video, in ragione di che l'hanno condannato al risarcimento di 40 mila euro oltre a una pemalità di 10 mila per la contraffazione del marchio e alle spese di giudizio di altri diecimila.
Nel complesso, la piattaforma video di "Big G" stavolta se l'è cavata a buon mercato; restando per altro confermato che non bisogna infastidire gli orsi, specialmente quando appartengono a un gruppo editoriale che esiste da oltre 130 anni.
Dodi Casella.