Il netbook ai giapponesi piace, ma nontroppo.

Scritto da Gianni Rusconi.

Terminali all'avanguardia e servizi di Internet mobile allo stato dell'arte: il Giappone  il Paese guida per ci che concerne l'utilizzo avanzato dei cellulari (sin dai tempi della tecnologia i-mode lanciata da NTT DoCoMo nel 1998) e su questo non ci piove. Il concetto  ribadito da una recente indagine condotta dal sito Internet.Japan.com e ripreso da whatjapanthinks.com, indagine che ha esteso l'analisi delle preferenze degli utenti quanto a device mobili anche ai computer portatili. Con interessanti e forse anche sorprendenti retroscena.

Alla domanda che chiedeva il device mobile preferito da portarsi appresso gli utenti hanno infatti dato larga preferenza ai cellulari (citati dal 49,2%) del campione, quindi agli smartphone (22%) e in terzo luogo ai netbook, segnalati come oggetto hi-tech pi gradito dal 16,3% dei rispondenti. I classici notebook, invece, seguono con l'8,9% delle risposte precedendo il misero 0,3% di coloro che hanno messo in cima ai propri pensieri Mid e Umpc (il 3% se ne va in giro tranquillamente anche senza gingilli digitali). Se consideriamo quindi tali risposte nell'ottica di determinare quale sia l'apparecchio privilegiato per accedere a Internet e consultare la propria casella di posta elettronica emerge chiaramente come sia il semplice telefonino lo strumento ideale per gli utenti con gli occhi a mandorla e come i mini pc siano nettamente preferiti ai computer portatili tradizionali.

Il discorso cambia quando, nell'ambito della stessa indagine, ai consumatori  stato chiesto quale fosse il dispositivo da mettere in borsa oltre al cellulare. Ebbene la Nintendo DS spopola con il 44.3% dei voti, i notebook sono un compagno affidabile per il 19,7% mentre il 16% non si separa dalla Playstation portatile. E i netbook? Se lo portano appresso solo il 4,7% dei giapponesi e peggio fanno solo gli smartphone, che raccolgono il 3,4% di risposte. Ben il 39,3% degli utenti invece fa a meno di altri device elettronici.

Volendo trovare una sola chiave di lettura ai dati di cui sopra scelgo questa: solo un giapponese su sei mette il netbook in testa alle sue preferenze tecnologiche per essere "always on" e solo uno su 20 ne sente il bisogno quando in tasca ha gi un cellulare abilitato a connettersi in Rete. Fortunatamente, per i produttori di mini pc, negli Usa e in Europa (Italia in primis) i consumatori digitali hanno, per il momento, altreabitudini.

Gianni Rusconi.

