UICIECHI.IT: Ottobre 2009 - Numero 10.
Vietato spiare i dipendenti sul web.
Da Zeus News.
Squid è un software open source che permette di configurare in maniera relativamente semplice e veloce un server proxy con funzioni di cache; il bello è che è anche possibile usarlo come transparent proxy, ossia farlo funzionare in maniera invisibile all'utente finale e senza necessità di mettere mano alle configurazioni dei singoli computer di una Lan.
Il guaio è che queste sue caratteristiche tanto apprezzabili si prestano anche a un uso illecito: si apre infatti la possibilità di spiare gli utenti senza che questi se ne accorgano.
Questa è esattamente la situazione che si è verificata presso l'azienda Italian Gasket che nel novembre del 2007 ha licenziato un proprio dipendente dopo averlo sorvegliato per nove mesi.
Tramite i dati raccolti con Squid, Italian Gasket ha potuto accusare il dipendente di uso del computer per attività extralavorative - in particolare per darsi allo scaricamento di molti file, usando la banda dell'azienda.
Il Garante della Privacy è ora intervenuto nella vicenda ribadendo che "è illecito monitorare in modo sistematico e continuativo la navigazione in Internet dei lavoratori": se proprio si ritiene necessario organizzare una sorveglianza, è necessario attenersi alle procedure stabilite dalla normativa.
Una società non può di punto in bianco decidere di controllare l'attività in Internet dei propri dipendenti a meno che non ci siano "esigenze organizzative e produttive" e previo accordo con le rappresentanze sindacali (o, in assenza di queste, ottenendo l'autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro).
Non è poi possibile istituire un controllo così prolungato e costante: prima di arrivare ai controlli individuali - la normativa lo prevede e il Garante lo ribadisce - è necessario passare attraverso controlli graduali "mediante verifiche di reparto, d’ufficio e di gruppo di lavoro".
Zeus News.