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UICIECHI.IT: NOVEMBRE-DICEMBRE 2009 - Numero 11-12.

Banda larga a tutti gli italiani: speranze tradite.

Scritto da Giulio Boresa.

Stop agli 800 milioni di fondi pubblici che dovevano fare da asse portante per il grande piano banda larga. Protestano tutti, da Confindustira alle associazioni di settore

I soldi ci sono, non sono stati spesi- ha detto il governo- ma per darli al piano banda larga aspetta la fine della crisi. Per prudenza, perché adesso le priorità è occuparsi degli ammortizzatori sociali. E’ implicito che questi soldi potrebbero essere spesi quindi per altri fini, quindi, in futuro. Se il governo fosse sicuro di non averne bisogno per rispondere alla crisi, li avrebbe già assegnati alla banda larga; non avrebbe avuto senso congelarli.

Il titolo che ricorre di più in questi giorni è che “non siamo un Paese per internet”.

Eppure pochi giorni fa allo Iab, come commenta Massimo Mattone, gli addetti ai lavori hanno cercato di spiegare l’importanza di internet. Adesso lo sforzo di associazioni e industriali sarà appunto cercare di convincere il governo che la banda larga non è un lusso ma serve appunto per ripartire bene, per uscire dalla crisi. L’ha ribadito Confindustria, appunto, oggi stesso, citando uno studio dell’Unione Europea: “Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Il Paese non può rimandare questi interventi”.

L’incognita adesso è come andrà avanti il piano Romani, con quali tempi e rinunce rispetto agli obiettivi iniali. Sempre che alla fine il coro di protesta non reisca a fare il miracolo e convincere il governo a cambiare idea.

Giulio Boresa.